Bollettino libero cristiano evangelico  della  "Piccola Iniziativa Cristiana" a cui tutti possono partecipare utile per la riflessione e lo studio biblico

 

SIAMO PRONTI PER PROSEGUIRE IL CAMMINO NELLA SACRALITA’ DI DIO?

-UN PIEDE DENTRO ED UNO FUORI DALLA SANTITÀ DI DIO - 2-   di Renzo Ronca - 10-9-12

 

 

 

 

 

 

(segue)

Eravamo rimasti davanti al tabernacolo, quando, scostata virtualmente un poco la tenda, davamo uno sguardo dentro…

 

Entrare non entrare?

Che può rappresentare per noi questo luogo santo?

 

Forse il primo punto su cui riflettere è la riservatezza, la sacralità, la separazione dal mondo, l’importanza che l’Eterno dà a questo luogo. Il motivo è semplice: Lui, l’Eterno si manifestava lì, nel luogo santissimo; Egli voleva far capire che pur essendo presente sulla terra con l’uomo, accanto all’uomo, era distaccato dal peccato e l’uomo poteva arrivare a Lui ma solo se si fosse separato anche lui dal peccato che avvolgeva la terra.

 

La sacralità dello spazio e del tempo in cui stiamo per entrare  

Stiamo per accedere ad un luogo davvero sacro: Dio evidenzia questa sacralità che è attorno a Lui quando dice a Mosè: «Non ti avvicinare qua; togliti i calzari dai piedi, perché il luogo sul quale stai è suolo sacro». (Esodo 3:5).

Anche i sacerdoti non potevano entrare o uscire dal luogo santo senza prima aver cambiato le vesti: «Quando i sacerdoti saranno entrati, non usciranno dal luogo santo per andare nel cortile esterno, senza aver prima deposto là i paramenti con i quali fanno il servizio, perché questi paramenti sono santi; indosseranno altre vesti, poi potranno accostarsi alla parte che è riservata al popolo». (Ezechiele 42:14)

 

Entrare significa essere parte di quella sacralità. Della stessa sostanza santa di Dio:

Poiché io sono il SIGNORE, il vostro Dio; santificatevi dunque e siate santi, perché io sono santo. Non contaminate le vostre persone per mezzo di uno qualsiasi di questi animali che strisciano sulla terra. Poiché io sono il SIGNORE che vi ho fatti salire dal paese d'Egitto, per essere il vostro Dio. Siate dunque santi, perché io sono santo. (Levitico 11:44-45)

“Santo” nella sua radice significa separato, scelto, messo a parte.

Dio è santo perché separato dal mondo dove regna il peccato, dopo l’allontanamento dell’uomo e la condanna di Satana. Tutti noi che nasciamo e viviamo nel mondo, cioè sotto il peccato, per avvicinarci a Dio dobbiamo prima purificarci dal peccato.

 

Noi che siamo arrivati a dare una sbirciatina dentro, come siamo? Puri? Senza peccato?

 

Osserviamo allora dietro di noi i passaggi già attuati:

 

1)Abbiamo ancora qualche idolo a cui ci rivolgiamo? Preghiamo ancora qualche creatura che non sia Dio? Non c’è da fare polemiche tra chiesa e chiesa dottrine o teologie,  ma solo una semplice constatazione: noi ci inginocchiamo e preghiamo ancora le persone morte che chiamiamo “santi” o “madonna”? Preghiamo gli angeli? Basta uno solo di questi. Non ci può essere un “ni”, o è si o è no.

Se la risposta è si, allora dobbiamo tornare indietro e posizionarci di nuovo fuori dalla porta del cortile.

Nessuno ci obbliga ad entrare, ma per poter accedere al cortile del santuario dove Dio si manifesta all’uomo c’è un’unica porta: Gesù. Altre porte non esistono.

 

2) Abbiamo capito il senso del sangue sulla croce? Cioè che “l’uomo è già immerso nel sangue e nella violenza per il suo peccato, e siccome da solo non potrebbe mai riscattarsi, allora Dio gli viene vicino e in Cristo si prende Lui stesso il nostro sangue e la nostra violenza, pur di liberarcene, per amore nostro”? (4).

Abbiamo capito il significato della giustificazione per grazia? (5)

Se abbiamo dei dubbi su questi importanti fondamenti allora dobbiamo tornare indietro e posizionarci nel punto di fede di cui siamo veramente convinti.

 

3) ABBIAMO CAPITO IL SENSO DEL BATTESIMO? E SE L’ABBIAMO CAPITO PERCHE’ NON L’ABBIAMO ANCORA EFFETTUATO? E’ proprio sul battesimo per immersione da adulti che avviene la prima grande selezione tra chi è simpatizzante cristiano e chi diviene cristiano sul serio. E’ un passaggio non facile per la nostra “intelligenza”. Consiglio agli interessati di fermarsi e chiarire bene questo punto.

 

Tutti quelli chiamati da Dio ad entrare nel luogo santo dovevano obbligatoriamente lavarsi presso la conca di rame. A quel tempo era un atto riservato ai soli sacerdoti, ma non è più così: da Cristo in poi siamo diventati in Lui un “popolo di sacerdoti”, dunque possiamo entrare nel tabernacolo come “sacerdoti” per i meriti di Cristo. Vale per gli uomini e le donne perché Cristo ha aperto a tutti la stessa porta senza distinzione:

Non c'è qui né Giudeo né Greco; non c'è né schiavo né libero; non c'è né maschio né femmina; perché voi tutti siete uno in Cristo Gesù. (Galati 3:28)

Il Signore non ci chiede degli esami complessi, ci chiede solo di fidarci. Il fidarci si esprime non solo a parole, ma anche coi gesti. L’uomo dice sempre un sacco di parole ma ha perso la solennità e la verità che c’è dietro il significato di una parola; è inaffidabile, incostante, ribelle, contraddittorio e un pochino traditore. Anche per questo oltre al dire occorre il fare; serve più a noi che a Dio. Diciamo di credere nel Signore Gesù Cristo? Bene, allora Lui ci dice di battezzarci per testimoniare pubblicamente questo atto di fede.

Noi lo abbiamo fatto oppure no?

(continua)

 

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NOTE

(1) Colossesi 2:12 siete stati con lui sepolti nel battesimo, nel quale siete anche stati risuscitati con lui mediante la fede nella potenza di Dio che lo ha risuscitato dai morti. 13 Voi, che eravate morti nei peccati e nella incirconcisione della vostra carne, voi, dico, Dio ha vivificati con lui, perdonandoci tutti i nostri peccati; 14 egli ha cancellato il documento a noi ostile, i cui comandamenti ci condannavano, e l'ha tolto di mezzo, inchiodandolo sulla croce; 15 ha spogliato i principati e le potenze, ne ha fatto un pubblico spettacolo, trionfando su di loro per mezzo della croce.

 

(2) Potete aprire e stampare il fascicolo completo in pdf  IL PERCORSO DELL’UOMO NEL SANTUARIO DI MOSÈ COME IL CAMMINO DELLA NOSTRA VITA (studio raccomandato); oppure seguirlo nelle pagine in html a partire da http://www.ilritorno.it/studi_bibl/201_comndam-limitano.htm.

 

(3) nello studio possiamo vedere la fig 15 pag 32 del capitolo “Il percorso”; nella pagina html è qui: http://www.ilritorno.it/studi_bibl/215_percorso.htm.

 

(4) tratto dal ns studio sul santuario, cap. “Altare degli olocausti” pag.37 (IL PERCORSO DELL’UOMO NEL SANTUARIO DI MOSÈ COME IL CAMMINO DELLA NOSTRA VITA )

 

(5) Possono essere d’aiuto alcuni ns scritti precedenti:

SALVEZZA PER FEDE IN MODO SEMPLICE;

GRAZIA E FEDE E’ LA STESSA COSA? ;

COS’E’ LA SALVEZZA DI DIO?;

 

 

 

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