Bollettino libero cristiano evangelico  dell'Associazione ONLUS  "Piccola Iniziativa Cristiana" a cui tutti possono partecipare utile per la riflessione e lo studio biblico

 

 

UN PIEDE DENTRO ED UNO FUORI DALLA SANTITÀ DI DIO - 1

 

Il difficile momento del passaggio da “simpatizzanti cristiani” a cristiani veri – ma molti di noi guardano da fuori  -  il Signore vuole gesti evidenti

 

di Renzo Ronca - 8-9-12

 

 

 

Chi ci segue da un po’ di tempo e ha già compiuto qualche passo verso Dio è il momento di una scelta più decisa.

 

In fondo fino ad oggi è stato abbastanza facile, c’è stata solo qualche difficoltà personale da superare: per esempio se eravamo cattolici abbiamo superato la naturale diffidenza verso chi non lo era; se eravamo non credenti abbiamo dovuto accettare  l’ipotesi della fede…

Non è niente di trascendentale se ci pensate bene; abbiamo constatato che i cristiani non cattolici non son bestie rare, e chi non credeva ha capito che credere è una ipotesi come un’altra, non lo ha sconvolto più di tanto… “in fondo…”  forse ci siamo detti  “si fa sempre in tempo a tornare indietro... meglio non impegnarsi troppo”, una specie di quel detto: “fidanzarsi sempre, sposarsi mai”, che tradotto potrebbe voler dire: “prendo solo il lato comodo, le responsabilità no, grazie”.

Così in questo cammino che abbiamo fatto insieme, fino ad oggi ci siamo solo avvicinati “senza impegno”. Ora però non possiamo più restare così: “credenti-quanto-basta”, oppure “credenti-a-modo-mio”.

La nostra fede è stata come un fidanzamento leggero: uno “stare insieme” come si dice oggi, ma senza troppi problemi: “Ci siamo visti, è stato bello, però adesso ognuno a casa sua, ci vediamo domani..”

 

Adesso per alcuni di noi, quelli che hanno mostrato una certa maturità, è arrivato il tempo di decidere: restare sempre adolescenti, nel senso di “vedersi per il piacere di vedersi e poi sarà quello che sarà…”, oppure  “sposarsi” con il Signore? 

Sposarsi! Mammamia!

Oggi questa sola parola evoca subito altre parole terribili: “responsabilità, lavoro, soldi, casa, figli, futuro, incertezza, vuoto, impossibilità, fuga, chiudersi, inutile tutto…”

Essere cristiani sul serio, dichiarare pubblicamente col battesimo: “Gesù Cristo è il mio Signore” equivale a sposarsi ufficialmente. Dite la verità: ce l’abbiamo messa tutta per evitarlo, vero?  :-)

 

Eppure Dio stesso ci ha dato un esempio: si è impegnato pubblicamente con un patto eterno con noi. Lo ha scritto più volte nella Bibbia e lo ha dimostrato pubblicamente senza vergognarsi, con uno spettacolo terribile struggente e potente davanti all’universo, con Cristo sulla croce (1): Lui resterà fedele all’uomo, un amore così grande da dare la Sua vita per noi. La cosa incredibile è che lo ha fatto e lo farà con amore perfetto, puro e vero indipendentemente dall’uomo, vale a dire ci amerà sempre, pure se noi non ricambieremo questo Suo amore.

Noi non solo non riusciremo mai ad amare così, ma se anche decidessimo di corrispondere al Suo amore, basterebbe una piccola difficoltà e subito gli volteremmo le spalle.

 

Quando abbiamo cominciato ad avvicinarci a Dio ci è stato facile dire di si, accettare la fede senza essere troppo compromessi. Tuttavia è bene sapere che una testimonianza ci viene richiesta. Non dovremo essere crocefissi, certo, ma un passaggio deciso e molto evidente ci è richiesto necessariamente. Non è obbligatorio, riguarda solo chi vuole proseguire a livelli più maturi di fede. Per capire bene di cosa stiamo parlando pensate al percorso del santuario che abbiamo già studiato (2).

IN questo studio, seguendo il percorso virtuale che percorre l’uomo che ha deciso di accogliere il richiamo di Dio, ci sono state varie fasi: (3)

 

 

 

1) Eravamo lontani, abbiamo sentito parlare di Dio e ci siamo avvicinati entrando nel cortile, dall’unica porta, voltando le spalle agli idoli;

2) Abbiamo capito ed accolto il senso della croce, dell’offerta di Cristo e l’abbiamo fatta nostra ripresentando ogni giorno la nostra offerta a Dio con la lode e la nostra disponibilità (altare degli olocausti);

3) Abbiamo capito il senso del lavacro sacro (battesimo) nella conca di rame. Abbiamo accettato di “morire al peccato” per una  “nuova nascita”; abbiamo detto si, e ci siamo affacciati nel luogo santo sollevando un poco la tenda. Una sguardo rapido.

 

E’ a questo punto che adesso siamo fermi: abbiamo un piede dentro ed uno fuori dal tabernacolo.

 

Qui inizia una specie di riprova su noi stessi per vedere se abbiamo gli “abiti giusti”, ovvero se abbiamo veramente percorso tutte le fasi di crescita. Allo stesso tempo occorrerà capire che succede se proseguiamo comunque.

(continua)

 

Pagina seguente (in lavorazione) -  Indice studi biblici  -  Home

 

Questo sito ed ogni altra sua manifestazione non rappresentano una testata giornalistica - vedi AVVERTENZE