Bollettino libero cristiano evangelico  dell'Associazione ONLUS  "Piccola Iniziativa Cristiana" a cui tutti possono partecipare utile per la riflessione e lo studio biblico

 

DALLA SPIRITUALITA’ PROTESTANTE ALL’IMPEGNO SOCIALE

di Gabriella Ciampi - 6-8-12

 

Donna anziana che legge la Bibbia (o La madre di Rembrandt)  di Gerrit Dou - ca. 1630,  Olio su tavola, 71 x 55,5 cm, Rijkmuseum, Amsterdam (wikipedia)

 

 

La spiritualità cristiana trova i suoi punti di appoggio e riferimento soprattutto nella Bibbia, sia nell’Antico che nel Nuovo Testamento. Essa si poggia su alcuni punti principali che possono essere rintracciati per esempio - nell’intervento  costante di Dio nella storia dell’uomo (attraverso la Sua presenza e la Sua assenza); - nell’esperienza di Dio, la conoscenza e l’avvicinamento che l’uomo può fare di Dio, e i tentativi di definirLo e di comprenderLo; - nella certezza della fedeltà di Dio, delle Sue promesse, e l’attesa del Messia. Nel NT l’esperienza spirituale si ritrova anche nell’aspetto nuovo presentato: Gesù come manifestazione di Dio, il mistero di Gesù come Dio-uomo, Gesù come porta per raggiungere la divinità, come possibilità di rapportarsi a Dio in termini di libertà e amore (elemento molto nuovo che abbandona l’idea arcaica di un rapporto con un dio basato sul timore e sulla schiavitù). Gesù come portatore di grazia, come colui che ci regala la salvezza non per nostro merito, per il nostro operato, ma per un atto spontaneo e gratuito del Padre – cosa che cambia radicalmente il rapporto dell’uomo con Dio e con se stesso.

Questi sono alcuni punti essenziali della spiritualità cristiana condivisi anche da denominazioni cristiane diverse (ortodossa, cattolica, ecc) compresa quella protestante, finché si rimane nell’ambito di ispirazione biblica. Si arriva così ad un insieme di convinzioni e di valori che creano una struttura di base dello stile di vita del cristiano che per il credente protestante non è finalizzato a “guadagnarsi il paradiso”, perché egli crede che Dio ci accoglie per Sua scelta non per la nostra, grazie al Suo amore gratuito e donato, non da noi comprato con le opere. Questa condizione fa sì che la persona abbia un senso di responsabilità acuto e attento di per sé, e soprattutto slegato da un tornaconto, cosa che rende il comportamento del credente più puro, disinteressato e consapevole.

Questo modo di mettere in primo piano la propria coscienza e l’esperienza soggettiva non deve far pensare ad una visione egocentrica o individualistica della spiritualità , anzi.

Diventa naturale il passaggio ad una partecipazione sociale più sentita, aperta alla diversità, informata, per amore di coerenza, di fedeltà all’Ideale Primo.

Una delle caratteristiche della spiritualità protestante è il mettersi in discussione ogni volta, rinnovare la propria posizione di responsabilità e consapevolezza, riesaminare spesso se stessi come individui e come azioni alla luce della Parola. È quello che viene detto “principio protestante”, cioè l’impegno a confrontare la propria vita, le proprie scelte, il proprio comportamento, rispetto al contenuto delle Scritture, sempre in una posizione di disponibilità a cambiare e a correggersi (questo come individui ma anche come comunità e chiesa).

Conclusione.

La spiritualità protestante ha un carattere attuale, vivo e attivo; basta considerare il fatto che il protestantesimo ha portato fuori dai monasteri e dalla casta dei sacerdoti le Scritture per metterle nelle piazze, nelle città, alla portata di tutti, nella vita quotidiana.

Il protestante si sente chiamato ad  intervenire nel mondo usando tutte le sue facoltà e la sua autonomia di giudizio e di scelta, sempre nella condivisione comunitaria, sempre con la consapevolezza che non esiste la perfezione in questo mondo, né della persona né della società, sempre aspettando il ritorno di Gesù per l’attuazione del Regno Perfetto.

 

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