Bollettino libero cristiano evangelico  dell'Associazione ONLUS  "Piccola Iniziativa Cristiana" a cui tutti possono partecipare utile per la riflessione e lo studio biblico

 

 

APPROFONDIMENTO ROMANI 5:13-14;   PECCATO, LEGGE, ADAMO, CRISTO

 

 di Renzo Ronca - 14-6-12

 

Romani 5:13 Poiché, fino alla legge, il peccato era nel mondo, ma il peccato non è imputato quando non c'è legge. 14 Eppure, la morte regnò, da Adamo fino a Mosè, anche su quelli che non avevano peccato con una trasgressione simile a quella di Adamo, il quale è figura di colui che doveva venire.

 

 

 

DOMANDA: "Ho qualche difficoltà a capire Romani 5:13-14, puoi aiutarmi?"

 

RISPOSTA: Per approfondire Rom 5:13-14 dobbiamo prima fare un passo indietro e procedere ad una visione d’insieme:

 I versetti del cap 5 dall’1 all’11 sarebbero già completi, se uno terminasse in quel momento la sua vita terrena. Saremmo perfettamente giustificati e salvati. Il punto però è che pur essendo vero questa affermazione, noi continuiamo a vivere e lo facciamo con una vecchia natura. Questa vecchia natura ereditata, è peccaminosa nella sua “radice inquinata” e produce solo frutti di peccato. Perché peccaminosa? Ecco come un commentatore cerca di spiegare la cosa:  “Immaginiamo che un tipografo poco coscienzioso, componendo il cliché d’un libro, abbia lasciato passare gravi errori che falsano completamente il pensiero dell’autore. Questi errori si riprodurranno, al momento della tiratura, in ogni esemplare. La rilegatura più bella non cambierà niente. Per avere un testo fedele, lo scrittore dovrà procedere ad una nuova edizione, che parta da un altro cliché. Il primo Adamo è come questo cattivo cliché: da lui sono provenuti tanti uomini, altrettanto peccatori! Ma Dio non ha cercato di migliorare la discendenza di Adamo. Ha suscitato un uomo nuovo, Cristo, e ci ha dato la sua vita”.(1)

Quanto detto è lo sfondo del discorso.

 

 Ora prendiamo il v. 12: “Perciò, come per mezzo di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo, e per mezzo del peccato la morte, e così la morte è passata su tutti gli uomini, perché tutti hanno peccato...” 

Paolo scrive a volte in modo difficile come tutti i teologi e fa parecchie digressioni; il discorso riprende e continua agilmente dal v.17: “Infatti, se per la trasgressione di uno solo la morte ha regnato a causa di quell'uno, tanto più quelli che ricevono l'abbondanza della grazia e del dono della giustizia regneranno nella vita per mezzo di quell'uno che è Gesù Cristo…”

Questo è il discorso principale.

 

I versetti 13-14 sono una piccola deviazione inserita nel contesto.(2) Oggi uno scrittore metterebbe forse una nota, oppure un webmaster creerebbe una sottodirectory.

 

Rom. 5:13 Poiché, fino alla legge, il peccato era nel mondo, ma il peccato non è imputato quando non c'è legge. 14 Eppure, la morte regnò, da Adamo fino a Mosè, anche su quelli che non avevano peccato con una trasgressione simile a quella di Adamo, il quale è figura di colui che doveva venire.

 

Poiché..

la piccola divagazione è comunque a conferma del discorso generale

 

fino alla legge….

 Per tutti quelli vissuti prima della promulgazione delle tavole della Legge di Mosè

 

il peccato era nel mondo… 

Per tutti vi era il peccato

 

ma il peccato non è imputato quando non c'è legge 

Potremmo dire “Sebbene sussista il principio che il peccato non possa essere imputato a chi è vissuto senza la legge (detto precedentemente in Rom.4:15)….

 

Eppure, la morte regnò, da Adamo fino a Mosè, anche su quelli che non avevano peccato con una trasgressione simile a quella di Adamo

…tuttavia, nonostante questo principio, anche quelle persone vissute senza la legge (che avrebbero dovuto essere dichiarate innocenti, non avendo una legge da trasgredire), sono morte. Hanno ereditalo la morte che è l’effetto del peccato, della trasgressione di Adamo.

 

il quale è figura di colui che doveva venire.

Come Adamo è il prototipo dell’uomo peccatore, Dio ha portato un “nuovo Adamo”, Gesù Cristo, che invece di trasmettere la morte per eredità dopo la trasgressione alla legge di Dio in Eden, trasmetterà la vita eterna.

 

In pratica Dio non ha “riparato” l’uomo contaminato, ma ha immesso, lo ha innestato in un nuovo uomo, capace di prepararlo e traghettarlo fino alla trasformazione/resurrezione per grazia. La vita nuova che ora sperimentiamo per fede per mezzo dello Spirito santo, dopo sarà vissuta con una vera e propria nuova creazione, saremo anche noi uomini nuovi come lo fu Gesù alla Sua resurrezione.

 

 

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NOTE

 

(1)Piccolo commentario del Nuovo Testamento: Epistola di Paolo ai Romani. Guida alla lettura giornaliera della Parola di Dio (Jean Koechlin)

 

(2) “Lo scopo di Romani 5:13-14, che formano una disgressione di mostrare che, infatti, la morte universale ha per ragione il peccato di tutti in Adamo, loro rappresentante”. “Commentario esegetico-pratico sui Fatti degli Apostoli” di E. Bosio

 

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