Bollettino libero cristiano evangelico  dell'Associazione ONLUS  "Piccola Iniziativa Cristiana" a cui tutti possono partecipare utile per la riflessione e lo studio biblico

 

 

Immortalità dell’anima ed esistenza dell’inferno

di Renzo Ronca – parte 2 – (seguito)

 

 

[Foto: Cacciata dal paradiso –Masaccio]

 

 

L’inferno

 

 

Questo dell’inferno è un punto davvero difficile. Abbiamo scritture che ad una prima lettura  sembrano indicare una cosa ed altre che sembrano indicarne un’altra. Siccome lo Spirito che anima la Parola è unico, risulta evidente che dobbiamo imparare a leggere con molta attenzione.

Molto spesso anche qui il punto di partenza delle chiese è diverso, e ci porta inevitabilmente a conclusioni diverse: per esempio, come vedremo, la parola “punizione eterna”, è molto diversa da “supplizio eterno”.[1]  Dico questo per sottolineare già ad ora la cautela con cui dobbiamo procedere.

 

La concezione cattolica

 

“Le pene dell'Inferno sono eterne, come affermano innumerevoli testi neotestamentari (ad esempio Mt 13,41 eAp 14,11), e magisteriali, tra i quali il magistero infallibile che si è pronunciato nel XII Concilio ecumenico Lateranense IV, presieduto da Papa Innocenze III nel 1215, e Il Credo del Popolo di Dio redatto da Papa Paolo VI nel 1968.”[2]

 

“Per quanto concerne la dottrina dell'inferno eterno, pur essendo già presente negli scritti più antichi dell'età patristica (I - IV sec.), troviamo la sua prima menzione nei documenti del magistero del V e VI. In epoca medievale, dopo una professione di fede emessa contro gli Albigesi nel 1215 dal concilio Lateranense IV, in cui si dichiara che i peccatori "riceveranno come il diavolo una pena perpetua", la costituzione dogmatica Benedictus Deus, di Benedetto XII, definisce nel 1336 che "le anime di coloro che muoiono in peccato mortale attuale scendono all'inferno, dove sono tormentate con pene eterne".[3]

 

Nulla da dire. Il Papa con ministero “infallibile” ha decretato l’inferno come un dogma di fede. Per il cattolico non c’è nulla da aggiungere o da contestare. Deve solo ubbidire difendendo questa imposizione.

Onestamente capisco poco chi, magari vestito con abito talare (cioè come prete), predichi una cosa diversa pur esercitando, il suo ministero; questo infatti ha come base proprio il voto di ubbidienza alla gerarchia ecclesiastica. O sei dentro o sei fuori. Ma è solo un’opinione, molti infatti non sono così radicali e dedicano magari la vita a cercare di rinnovare da dentro le loro istituzioni, convinti in buona fede di poterle cambiare.[4]

 

La concezione protestante

Beh, noi dovremmo poterne parlare liberamente senza rischiare la scomunica[5]. Comunque da quel poco che ho visto mi pare che la maggioranza delle chiese evangeliche sia sulla stessa posizione dei cattolici. Non tutte però, alcune si differenziano. Io pur essendo “libero”, faccio parte di questa minoranza che non crede nell’inferno come luogo di supplizio eterno per le anime condannate.

 

Riporto adesso due interpretazioni diverse; la prima tratta da un teologo della Chiesa riformata[6], la seconda da un testo usato dalla Chiesa Cristiana Avventista del Settimo Giorno.

 

SI ALL’ESISTENZA DELL’INFERNO

Dal cap. XXX del “Sommario della dottrina cristiana” di Louis Berkhof[7] (Edimburgh: The Banner of Truth Trust, 1974, traduzione di Paolo Castellina)

“La condizione finale degli empi. Gli empi verranno consegnati ad un luogo di punizione chiamato "inferno". Alcuni negano che l'inferno sia un luogo, ed affermano si tratti di una condizione. La bibbia però usa termini chiaramente locali. Essa parla, per esempio, di "fornace di fuoco" (Mt. 13:42), di "lago di fuoco" (Ap. 20:14,15), e di "prigione" (1 Pi. 3:19), tutti termini locali. In questo luogo essi saranno totalmente privati del divino favore, faranno esperienza di un eterno disturbo della vita, soffriranno reali dolori nella coscienza, angoscia e disperazione (Mt. 8:12,13; Mr. 9:47,48; Lu. 16:23,28; Ap. 14:10; 21:8). Vi saranno gradi di punizione (Mt. 11:22,24; Lu. 12:47,48; 20:47). E' evidente che la loro punizione sarà eterna. Alcuni lo negano, perché la parola "eterno" potrebbe significare un lungo periodo di tempo. Ciononostante questo non è il significato usuale della parola, e non c'è ragione di pensare che essa abbia quel significato quando viene applicata al castigo senza fine degli empi. Inoltre, pure altri termini vengono usati per indicare un castigo senza fine (Mr. 9:43,48; Lu. 16:26).”

 

NO ALL’ESISTENZA DELL’INFERNO

Dal testo “Dal tempo all’eternità” di Charles Gerber – ed. ADV

 

“La Bibbia non conosce il dogma delle pene eterne. Essa dichiara, più di cento volte, in termini chiari, che i malvagi saranno completamente distrutti: morranno, saranno soppressi, consumati, inceneriti, bruciati, divorati, sterminati, annientati, ecc. [..] I malvagi sono degni di morte { Romani I: 32) , di conseguenza indegni di vita eterna, poiché Dio serba la « vita eterna a quelli che con la perseveranza nel bene oprare cercano gloria e onore e immortalità » {Romani 2: 7; vedere Atti 13: 46, 48) .Ciò significa che essi non hanno la vita eterna, poiché questa la si ottiene solo grazie al sacrificio di Gesù accettato per fede: « Poiché Iddio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figliuolo, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna ». « Chi crede nel Figliuolo ha vita eterna; ma chi rifiuta di credere al Figliuolo non vedrà la vita, ma l'ira di Dio resta sopra lui ». « Chi ha il Figliuolo ha la vita; chi non ha il Figliuolo non ha la vita' ». « poiche il salario del peccato è la morte; ma il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù, nostro Signore ». « Poiché questa è la volontà del Padre mio: che chiunque contempla il Figliuolo e crede in lui, abbia vita eterna; e io 10 risusciterò nell 'ultimo giorno » { Giovanni 3: 16; Giovanni 3: 36; I Giovanni 5: 12; Romani 6: 23; Giovanni 6: 40). Ciò vuol dire che la soppressione, l'annientamento totale dell'essere è la condanna suprema, e che la risurrezione dei malvagi, semplice ritorno alla vita fisica, ha luogo solo per permettere a Dio di eseguire su di loro il verdetto del suo giudizio { Giovanni 5: 29 ) . « L 'empio perirà per sempre come lo sterco suo; quelli che lo vedevano diranno: "Dov'è?". Se ne volerà via come un sogno, e non si troverà più; dileguerà come una visione notturna » { Giobbe 20: 7, 8) . « Tu hai sgridate le nazioni, hai distrutto l'empio, hai cancellato il loro nome in sempiterno. È finita per il nemico! Son rovine perpetue! e delle città che tu hai distrutte perfìn la memoria è perita » { Salmo 9: 5, 6; vedere 21: 10; 34: 17; 37: 2,22,37,38). « Come sono stati distrutti in un momento, portati via, consumati per casi spaventevoli! ...poiche, ecco, quelli che s'allontanano da te periranno; tu distruggi chiunque, fornicando, ti abbandona » { Salmo 73: 19, 27; vedere 92: 9; 94: 23; 104: 35; 145: 20; Proverbi 2: 22). « Ecco, tutti quelli che si sono infiammati contro di te saranno svergognati e confusi; i tuoi avversari saranno ridotti a nulla, e periranno. Tu li cercherai, e non li troverai più quelli che contendevano teco; quelli che ti facevano guerra saranno come nulla, come cosa che più non è » {Isaia 41: Il, 12; vedere I: 28; 26: 11, 14). « L 'anima che pecca è quella che morrà » { Ezechiele 18: 20) . « poiché come voi avete bevuto sul mio monte santo, così berranno tutte le nazioni, del continuo; berranno, inghiottiranno, e saranno come se non fossero mai state » { Abdia 16) . « poiché, ecco, il giorno viene, ardente come una fornace; e tutti i superbi e chiunque opera empiamente saranno come stoppia; e il giorno che viene li divamperà, dice l'Eterno degli eserciti, e non lascerà loro ne radice ne ramo » {Malachia 4: 1; in alcune versioni 3: 19).  « I quali saranno puniti di eterna distruzione, respinti dalla presenza del Signore e dalla gloria della sua potenza, quando verrà per essere in quel giorno glorificato nei suoi santi e ammirato in tutti quelli che hanno creduto » { II Tessalonicesi 1: 9,10; vedere anche Ebrei 10: 26,27 e Apocalisse 21: 8).  A questa lista già lunga, potremmo aggiungere altri passi.”  [lungo elenco che non riporto per praticità- ndr]

 

(segue)

 

 

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[1] Nel primo caso infatti Dio potrebbe decretare la morte di una creatura per l’eternità (ovvero la creatura sparisce, non esiste mai più); nel secondo invece il supplizio presuppone la vita del condannato per l’ternità.

[2] http://www.parrocchie.it/calenzano/santamariadellegrazie/I%20NOVISSIMI.htm

[3] http://www.encanta.it/fede_inferno.html

[4] Solo un piccolo accenno di cronaca: il 29 maggio 2000, a Berlino il sacerdote 69enne don Gotthold Hasenhuettl, professore universitario di Teologia sistematica, ha presieduto una liturgia ecumenica con il pastore donna luterano Brigitte Enzner-Probst distribuendo la comunione a circa 2000 persone (not. ANSA; e www.internetica.it/Kirchentag03.htm) Il rischio è stata la possibile scomunica (non ho più seguito poi il caso). Questo per dire che certe “disubbidienze” rischiano comunque di farti trovare fuori dalla chiesa.

[5] Teoricamente è così, ma qualche volta dei dubbi mi vengono….

[6] Le Chiese Cristiane Riformate sono quelle chiese cristiane che storicamente risalgono alla Riforma protestante del sedicesimo secolo in seguito soprattutto all'opera riformatrice di Giovanni Calvino, Ulrico Zwingli ed il movimento e tradizione loro associati.

[7] Louis Berkhof (1873-1957) è uno dei maggiori teologi sistematici della Chiesa Cristiana Riformata […] affrontò temi e problemi contemporanei, particolarmente quelli riguardanti la Chiesa e la società. La sua reputazione come teologo riformato si fonda quasi interamente sulla sua Teologia Sistematica (1941). Inizialmente pubblicata per i suoi studenti, l'opera divenne un libro di testo. Louis Berkhof dipende molto per la struttura e contenuto della sua teologia dal teologo olandese Johan Bavinck. Fu eletto presidente della prima assemblea del Sinodo Riformato Ecumenico (1946).

 

 

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