Bollettino libero cristiano evangelico  dell'Associazione ONLUS  "Piccola Iniziativa Cristiana" a cui tutti possono partecipare utile per la riflessione e lo studio biblico

 

“SIATE TUTTI CONCORDI” è sempre possibile? - “CHI È MIA MADRE, CHI SONO I MIEI FRATELLI?”

Gesù mette in evidenza due tipi di “fratellanza” contrapposta, quella legata al giudizio del mondo e quella che cerca la volontà di Dio. La “concordia” è possibile solo in un caso.

 

di Renzo Ronca - 29-10-11

 

 

 

 

Infine, siate tutti concordi, compassionevoli, pieni di amore fraterno, misericordiosi e umili (1 Pietro 3:8)

 

Queste importanti cinque esortazioni meriterebbero di essere considerate in modo accurato, perché può capitare che leggendo velocemente potremmo darle quasi per scontate e potremmo "scivolarci" sopra; un po’ come se si dicesse: “vogliamoci tutti bene, cerchiamo la pace nel mondo, ecc”. Ma non è proprio così.

 

Proviamo per il momento ad approfondire la prima esortazione: siate tutti concordi.

 

In latino la parola concors concordis vuol dire “cuore”; una traduzione del termine “concorde” potrebbe quindi essere: “dello stesso cuore”, dello stesso sentimento, unanimi.

 

Se ci riferiamo a tutti i credenti, allora questa prima raccomandazione dell’apostolo Pietro ha un senso importante, perché non è solo possibile, ma anche il naturale e desiderabile sviluppo della presenza dello Spirito Santo, che tutti ci accomuna come figli nella stessa unica fede in Cristo Gesù.

Avere “lo stesso cuore” è fondamentale quando si prega insieme, altrimenti sarebbe come un’orchestra stonata (vedi ABBIATE TRA DI VOI UN MEDESIMO SENTIMENTO n. 5). Che musica/preghiera offriamo all’Eterno? Ora se abbiamo la stessa fede in Cristo, allora l’incitamento dell’apostolo Pietro, secondo me, è da prendere quasi alla lettera. Se ci sono stonature queste vanno evidenziate da parte del pastore, o chi per lui, il quale deve adoperarsi al massimo per intonarle al più presto con lo Spirito di Dio. L’accordo di cuore e di spirito è indispensabile in una chiesa. Ognuno deve sforzarsi  se possibile di armonizzarsi con gli altri.

 

Se ci riferiamo invece anche ai non credenti, allora bisogna fare delle distinzioni.

Prendiamo ad esempio questo passo:

 

Marco 3:31 Giunsero sua madre e i suoi fratelli; e, fermatisi fuori, lo mandarono a chiamare. 32 Una folla gli stava seduta intorno, quando gli fu detto: «Ecco tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle là fuori che ti cercano». 33 Egli rispose loro: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?» 34 Girando lo sguardo su coloro che gli sedevano intorno, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! 35 Chiunque avrà fatto la volontà di Dio, mi è fratello, sorella e madre».

 

Da come leggiamo, Gesù sta insegnando e la Sua famiglia al completo, madre fratelli e sorelle, lo manda a chiamare da fuori. Da quello che dice altrove l’apostolo Giovanni, sappiamo che neppure i suoi fratelli credevano in lui”. La famiglia di Gesù insomma non aveva lo stesso Suo pensiero. Come trovare l’accordo in questo caso?

 

Che Gesù avesse lo stesso pensiero del Padre lo sappiamo, è detto innumerevoli volte, spero che su questo saremo tutti d’accordo. Dunque se non c’era unanimità nella famiglia di Gesù, significa che chi non era d’accordo con Gesù, non era nemmeno d’accordo con il Padre.

 

Allora Gesù si trova di fronte a due volontà: quella della famiglia terrena sua che, messa in imbarazzo dalla sua predicazione, lo vorrebbe “far uscire” da quel ruolo di predicatore scomodo, perché in fondo “non sta bene” davanti a tutti, davanti al mondo; e dall’altra parte la volontà del Padre e la Sua stessa, secondo cui Lui doveva/voleva compiere una missione specifica in terra e non poteva certo “uscire” dal quel ruolo.

 

Il fatto allora fornisce al Signore il mezzo per darci un grande insegnamento: “Chi è la mia famiglia?” Lui ci chiede?

 

Una bella domanda anche oggi.

La Sua famiglia è quella che fa la volontà del Padre Suo che è in cielo.

 

E la nostra famiglia? Qual è la nostra famiglia?

 

Facile a dirsi per chi ha la grazia di avere una famiglia tutta composta di credenti. Ma dura e difficile è la risposta quando sorgono divisioni in famiglia, due volontà diverse che si contrastano.

 

Se un tuo genitore ti dicesse: “non andare in chiesa, evita di andare lì a parlare a predicare, esci fuori, porta rispetto alla tua famiglia che non è d’accordo” come faremmo noi?

 

La nostra “famiglia prioritaria” non può essere diversa da quella di cui parla Gesù ed il nostro comportamento pure non potrebbe essere diverso. Non c’è da litigare ma a volte quando la nostra scelta è minacciata da una distorto senso del dovere e del rispetto  occorre una serena presa di posizione.

 

In questo caso non è possibile applicare l’esortazione di Pietro “siate tutti concordi”. Le scelte in merito alla fede non possono essere obbligate né verso di noi, né d’altra parte noi possiamo obbligare gli altri a fare come noi.

 

Per correttezza aggiungo una cosa: in caso di possibili divisioni familiari, accertiamoci sempre prima della “vera” volontà di Dio. Non sono stati rari i casi in cui, per fanatismo o settarismo, si sono create delle brutte fratture in nome di una fede che non era propriamente quella del Signore. Occorrono preghiere e "più di una testimonianza" per prendere certe decisioni. Infatti anche in caso di scelta diversa se ci si rispetta e ci si vuole bene, non vedo perché ci si dovrebbe dividere. Il Signore non si divise dalla sua famiglia, proseguì solamente per la strada di Dio lasciando loro liberi di pensarla in maniera diversa. In seguito la Sua famiglia ebbe tempo di capire e comportarsi molto diversamente.

 

 

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