Bollettino libero cristiano evangelico  dell'Associazione ONLUS  "Piccola Iniziativa Cristiana" a cui tutti possono partecipare utile per la riflessione e lo studio biblico

 

 

Immortalità dell’anima ed esistenza dell’inferno

di Renzo Ronca – parte 1

 

 

Premessa necessaria: Un gentile lettore mi ha chiesto chiarimenti in merito alla mia affermazione di non credere nell’inferno. Lo faccio volentieri, ma tengo a precisare che quanto dirò è solo la mia personale convinzione dottrinale, non dell’Associazione che rappresento. Come sapete, alla PIC -e dunque anche nella redazione del giornale- siamo di denominazioni diverse ed abbiamo il massimo rispetto per le nostre diversità.

Diciamo, tanto per semplificare, che sia con l’esistenza dell’inferno che con l’annullamento eterno dell’anima che pecca, ci troviamo di fronte ad una verità importante: sono entrambi “senza Dio”.  Questo, in ultima analisi, ci pare è il significato essenziale. Teniamolo presente.

 

Prima di arrivare al termine “inferno” mi pare fondamentale chiarire il termine “anima”.

 

 

L’anima

 

 

 

Spiegazione di “anima”

Quando si usano parole astratte, immateriali, è sempre difficile capirsi perché non abbiamo paragoni pratici, che si possano toccare con mano. Il rischio in questi casi è che due o più interlocutori parlino contemporaneamente usando le stesse parole ma ne abbiano significati completamente diversi, arrivando così ad aspre contese.

Tale è anche per la parola “anima”; se non ci accordiamo prima su cosa intendiamo con questa parola come potremo capirci?

Io qui non sono certo in grado di dare un significato assoluto del termine, valido per tutti, mi limiterò a dire cosa intendo, sperando di semplificare. Il modo migliore per un cristiano è sempre quello di rifarsi alle Scritture evitando filosofie e concezioni varie ad essa estranee.

 

Cosa dice la Parola del Signore?

 

Genesi 2:7 Dio il SIGNORE formò l'uomo dalla polvere della terra, gli soffiò nelle narici un alito vitale e l'uomo divenne un'anima vivente.

 

1Tessalonicesi 5:23 Or il Dio della pace vi santifichi egli stesso completamente; e l'intero essere vostro, lo spirito, l'anima e il corpo, sia conservato irreprensibile per la venuta del Signore nostro Gesù Cristo.

 

Dalla prima frase di Genesi vediamo 3 passaggi:

1.     Formazione dell’uomo da materia della terra, fisicamente consistente;

2.     Immissione di un “alito vitale”;

3.     I due elementi precedenti diventano “anima vivente”.

 

Il concetto viene ripreso ed espresso in modo più chiaro da Paolo nella seconda frase di 1 Tessalonicesi: l’uomo è composto di spirito, anima e corpo.

 

L’anima e lo spirito si confondono facilmente ma, secondo Paolo sono due cose diverse:

 

Ebrei 4:12 Infatti la parola di Dio è vivente ed efficace, più affilata di qualunque spada a doppio taglio, e penetrante fino a dividere l'anima dallo spirito, le giunture dalle midolla; essa giudica i sentimenti e i pensieri del cuore.

 

Dunque l’anima[2] è l’insieme del corpo[3] e dello spirito[4] vitale.

 

Ne consegue che l’anima non è immortale perché composta da un corpo che torna alla terra[5].

 

L’anima vive perché Dio gli dà il soffio vitale (spirito); quando Dio ritira a Sé il soffio, l’anima muore:

 

Ecclesiaste 12:9 prima che la polvere torni alla terra com'era prima, e lo spirito torni a Dio che l'ha dato.

 

Solo Dio è immortale:

1Timoteo 6:16 (IL Re dei Re il Signore dei Signori) il solo che possiede l'immortalità e che abita una luce inaccessibile; che nessun uomo ha visto né può vedere; a lui siano onore e potenza eterna. Amen.

 

L’uomo era stato creato in vista dell’immortalità, ma ha scelto la morte

 

Al centro dell’Eden Dio pose due alberi: uno lo ricordiamo bene, quello della conoscenza del bene e del male, l’altro, meno conosciuto, è quello della vita che era accessibile

 

Genesi 2:9 Dio il SIGNORE fece spuntare dal suolo ogni sorta d'alberi piacevoli a vedersi e buoni per nutrirsi, tra i quali l'albero della vita in mezzo al giardino e l'albero della conoscenza del bene e del male.

Genesi 2:16 Dio il SIGNORE ordinò all'uomo: «Mangia pure da ogni albero del giardino,

 

La prova non superata dall’uomo gli ha impedito di poterne godere.

 

Genesi 2:17 ma dell'albero della conoscenza del bene e del male non ne mangiare; perché nel giorno che tu ne mangerai, certamente morirai».

 

Dice “morirai”.

 

Romani 6:23 perché il salario del peccato è la morte, ma il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù, nostro Signore.

Ezechiele 18:4 Ecco, tutte le anime sono mie; è mia tanto l'anima del padre quanto quella del figliuolo; l'anima che pecca sarà quella che morrà. (Luzzi)

 

Dice “morrà”.

 

Morire non ha bisogno di interpretazioni: è l’assenza di vita in tutti i sensi, spirituale e fisica.

La vita eterna rimane possibile ma solo per i meriti di Cristo nei tempi e nei modi che Dio ha stabilito[6]

 

Romani 6:23 poiché il salario del peccato è la morte; ma il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù, nostro Signore.

Giovanni 3:16 Poiché Iddio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figliuolo, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna.

Giovanni 3:36 Chi crede nel Figliuolo ha vita eterna; ma chi rifiuta di credere al Figliuolo non vedrà la vita, ma l'ira di Dio resta sopra lui.

 

Ecco invece un’opinione molto diffusa che deriva dal cattolicesimo:

 

Cosa dicono gli uomini?

 

Nel Medioevo il teologo papale Tommaso d’Aquino (1225-1274) affermò: “L’anima è immortale, come disse il grande Platone[7]”. Nel 1513, nel concilio Laterano 5° tale teoria divenne dogma ecclesiastico.

 

Io ho una certa antipatia per i dogmi e le imposizioni in genere.

 

Tutto nasce dunque da una concezione di fondo diversa della parola “anima”; a quel che mi consta, tale confusione di concezioni continua ancora oggi.

 

Per me “l’anima che pecca” (o che non ha accettato Gesù e dunque non può risorgere a nuova vita),  muore. Punto.

 

Penso che la maggior parte dei cristiani intenda cose molto vicine, forse identiche come idea ed orientamento, ma si perda poi nelle parole.

Nostro compito di maturità di fede è di mediare, conciliare, comporre, mettere d’accordo, spianare…

Lo Spirito di Dio ci incita a rendere le asperità pianeggianti, a facilitare il cammino verso il Signore.

A confutare come fanno molti è molto semplice, basta spaccare il capello in tanti pezzettini ( e si spaccano alche le chiese) , ma a riunire i credenti è molto più difficile, ed è questo che siamo chiamati a fare:

 

 

Isaia 62:10 Passate, passate per le porte!

Preparate la via per il popolo!

Aggiustate, aggiustate la strada,

toglietene le pietre,

alzate una bandiera davanti ai popoli!

 

Isaia 62:11 Ecco, il SIGNORE proclama fino agli estremi confini della terra:

«Dite alla figlia di Sion:

"Ecco la tua salvezza giunge;

ecco egli ha con sé il suo salario,

la sua retribuzione lo precede"».

 

Isaia 62:12 Quelli saranno chiamati Popolo santo, Redenti del SIGNORE,

e tu sarai chiamata Ricercata, Città non abbandonata.

 

Vediamo adesso di passare all’esistenza o meno dell’inferno. (segue)

 

 

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[2] “Nefesh” ebraico VT, “Psiche” greco NT

[3] “Basar” ebraico, “Soma” greco

[4] “Ruah” ebraico, “pneuma” greco. Da non confondere con lo Spirito (maiuscolo) che è lo Spirito Santo, lo Spirito di Dio.

[5] Il corpo dei risorti  è tutta un’altra cosa.

[6] I tempi ed i modi sono accennati in “Ultimi tempi”  http://www.ilritorno.it/ULTIMI-TEMPI/rit-d-Signore_indice.htm 

[7] Platone filosofo greco (427-347 a.C.) allievo di Socrate, diceva che il corpo è una prigione per l’anima immortale; la morte libera l’anima che ritorna alla sua patria eterna. Cicerone non si lasciò convincere. Questa filosofia penetrò nel giudaismo e poi nel cristianesimo. Tertulliano (240) ed Origene (254) preparano la strada a Sant’Agostino che svilupperà poi la dottrina cattolica.

 

 

 

 

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