Bollettino libero cristiano evangelico  dell'Associazione ONLUS  "Piccola Iniziativa Cristiana" a cui tutti possono partecipare utile per la riflessione e lo studio biblico

 

 

 

LE DIMENSIONI E IL TEMPO - CONSAPEVOLEZZE DELLA NOSTRA LIMITATA REALTÀ PRIMA DI PARLARE DEL TEMPO DI DIO E DEL RITORNO DI GESÙ

di Renzo Ronca 14-5-11

 

 

 

 

(seguito)

Molti si chiedono come apparirà il Signore, quando tornerà e come si rivelerà e se si fermerà sulla terra. Cercheremo, seppure nel nostro piccolo, di riflettere in modo abbastanza particolareggiato, con ragionamenti che necessitano ovviamente di una certa ponderazione.

Per fare questo dobbiamo partire da lontano, facendo un giro lungo ma necessario.  Raccomandiamo dunque di leggere tutto senza fretta. Non vi fate prendere dal “clic facile” di chi staziona solo dodici secondi di media su una pagina web.

 

Credo sia importante approfondire la nostra riflessione sul “tempo terreno e quello di Dio” con l’aggiunta di quanto ipotizziamo sulle possibili “realtà dimensionali”. Non c’è da spaventarsi, sono parole che cercheremo di spiegare.

Cominciamo prima di tutto allora a rileggerci il nostro  scritto di qualche anno fa  Tempo terreno e tempo di Dio - 1 –  e poi torniamo qui.

Se avete letto, avrete capito quanto sia ampio il concetto di eternità, e quanto deve sforzarsi di aprirsi la nostra mente per tentare almeno di ipotizzare un “tempo di Dio” che avvolge il “tempo terreno” in ogni lato e dimensione.

 

Abbiamo visto il nostro tempo terreno, quello che passa ogni giorno e l’abbiamo chiamato “tempo lineare”, questo perché è composto da passato e futuro, come se il tempo fosse su una linea orizzontale.

Il presente ci sfugge, nel momento che lo pensiamo è già passato. Il passato però c’è nella nostra mente; ed il futuro è quello che ci aspettiamo sulla base della nostre considerazioni di scienza o di fede. Questo modo di raffigurare il tempo su una sola linea si chiama “monodimensionale” cioè su una sola dimensione (vedi fig.1)

 

Fig.1

 

Quando invece ci possiamo spostare non solo in avanti o indietro ma anche di lato, come una macchina o come un palla da biliardo, parliamo di spazio a due dimensioni o “bidimensionale” (vedi fig.2)

 

 

 Fig.2

 

Se oltre alla larghezza ed alla lunghezza aggiungiamo l’altezza, come in un cubo, parliamo di spazio a tre dimensioni o tridimensionale (vedi fig3)

 

 

 

Fig.3

 

Questo spazio a tre dimensioni è quello in cui viviamo. Noi vediamo ed abbiamo consapevolezza nelle tre dimensioni: l’altezza, la larghezza, la profondità. Ci possiamo muovere non solo in avanti e indietro, e non solo a destra e sinistra, ma anche in alto e in basso.

 

A questo punto, in teoria possiamo ipotizzare una quarta dimensione, ma non ci riuscirà facile comprenderla bene perché noi viviamo nella terza.

Se infatti all’altezza, all’ampiezza, alla profondità aggiungiamo il tempo, ecco che questo diventa la quarta dimensione. (vedi fig.4)

Nella figura 4 vediamo la stessa pallina della fig.3 che si è spostata da un’altra parte della stanza, in due tempi diversi (T0 e T1).

 

 

 

Fig.4

 

 

Il tempo allora, come intuito da Einstein, è una unità di misura come le altre, anzi dipende dalle altre e a sua volta le condiziona. Questo significa per esempio che se noi ci trovassimo in un pianeta “X” dove lo spazio, la gravità la velocità sono diverse dalla terra, allora sarebbe diversa pure la concezione del tempo. Cambierebbero insomma tutte le nostre leggi fisiche.

 

Quando parliamo di Gesù risorto, dobbiamo parlare di un corpo slegato dalla fisica terrena, pure se visibile e tangibile in essa.

 

Vediamo di spiegare cosa intendiamo dire. Per tentare di comprendere cosa significa “corpo risorto, trasformato, spirituale” possiamo avvicinarci agli esempi delle dimensioni.

Immaginiamo, noi che siamo tridimensionali, di avvicinarci ad un ipotetico mondo bidimensionale[1]

in cui “vivono” esseri di due dimensioni, piatti, che non hanno altezza, ma che si possono spostare solo in avanti indietro, a destra e a sinistra. Loro non conoscono l’altezza cosa sia; non è possibile per loro concepirla, non essendo nella loro natura.

Osservate questa simpatica animazione:[2]

 

 

 

Vedete come una sfera (tridimensionale) passa attraverso un foglio, cioè un piano (bidimensionale). L’omino quadrato che “vivrebbe” in questo piano, non conoscendo l’altezza, vedrebbe la sfera non come una sfera ma come la sua sezione nel piano, una linea che prima cresce e poi decresce.

 

Immaginiamo di stare noi uomini in piedi su questo piano: l’omino del foglio non ci potrebbe vedere in altezza, vedrebbe la sezione dei nostri piedi, cioè due cerchi. Direbbe “incredibile! Un essere come noi compare contemporaneamente in due posti diversi!!”

 

Se tracciamo un quadrato nel foglio, per l’omino sarà una stanza chiusa, invalicabile. Se noi dall’alto ci mettiamo un dito dentro, direbbe: “Incredibile!! Questo essere è comparso miracolosamente all’interno della stanza chiusa!!”

 

Attenzione adesso: abbiamo visto che un essere bidimensionale (cioè senza la percezione dell’altezza) non potrebbe capire né vedere bene noi che siamo tridimensionali (cioè che esistiamo anche in altezza); ebbene immaginate noi, tridimensionali (che non abbiamo la percezione del tempo) cosa potremmo vedere di un eventuale essere quadrimensionale (cioè che si sposta nel tempo in modo diverso da noi)!!

 

Di fronte al “tempo eterno di Dio” cosa possiamo vedere? Per noi il tempo rimane sempre o passato o futuro. L’eternità non è un “tempo che dura sempre” come ci viene da pensare, ma una realtà molto complessa ed infinitamente più vasta, in cui si incontrano armonicamente dimensioni diverse. Non ci è possibile percepire un tempo diverso se non a livello teorico-matematico. La complessità di un essere “eterno” è per noi incomprensibile.

 

Di nuovo attenzione adesso: Questa insondabile perplessità è sorta solo per la quarta dimensione temporale; che dire poi delle altre dimensioni che ancora non conosciamo?

 

“Molti sanno che viviamo in un continuum quadridimensionale (le ben note tre dimensioni spaziali – altezza, lunghezza, larghezza – più la misteriosa dimensione temporale), ma pochi, tra i non addetti ai lavori, sanno che la fisica moderna ammette l’esistenza di più dimensioni “nascoste”.  Che queste dimensioni extra debbano esistere è ‘sicuro’, le dimensioni extra sono “necessarie” per unificare le varie interazioni conosciute; ma quante dimensioni? Non lo sappiamo. Alcuni parlano di Universi a 9,10,11,24 o addirittura 64 dimensioni…  Pensate un attimo a quanto sarebbe povera la nostra percezione della realtà se appena esistesse anche una dimensione extra non percepita….”[3]

 

Certo ci gira la testa a lanciare i nostri pensieri così lontano. Capiamo che siamo limitati. Dio però non è limitato. Egli che ha saputo venire nella nostra limitatezza, morire,  risorgere e tornare nella Sua eternità saprà anche come portare noi con Lui.

 

Ecco, alla luce di quanto abbiamo detto, un nuovo spessore per queste meravigliose frasi dell’apostolo:

Efesini 3:14 Per questo motivo piego le ginocchia davanti al Padre, 15 dal quale ogni famiglia nei cieli e sulla terra prende nome, 16 affinché egli vi dia, secondo le ricchezze della sua gloria, di essere potentemente fortificati, mediante lo Spirito suo, nell'uomo interiore, 17 e faccia sì che Cristo abiti per mezzo della fede nei vostri cuori, perché, radicati e fondati nell'amore, 18 siate resi capaci di abbracciare con tutti i santi quale sia la larghezza, la lunghezza, l'altezza e la profondità dell'amore di Cristo 19 e di conoscere questo amore che sorpassa ogni conoscenza, affinché siate ricolmi di tutta la pienezza di Dio. 20 Or a colui che può, mediante la potenza che opera in noi, fare infinitamente di più di quel che domandiamo o pensiamo, 21 a lui sia la gloria nella chiesa, e in Cristo Gesù, per tutte le età, nei secoli dei secoli. Amen.

 

 

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[1] [1] Come nel famoso libretto che spiega queste cose ipotizzando un mondo di esseri piatti: “Flatlandia” E.A. Abbott, Adelphi Edizioni S.p.A., Milano, 1966.

 

 

 

 

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