Bollettino libero cristiano evangelico  dell'Associazione ONLUS  "Piccola Iniziativa Cristiana" a cui tutti possono partecipare utile per la riflessione e lo studio biblico

 

«Riceveste lo Spirito Santo quando credeste?» Atti 19:2

“…Vi esorto a non avere divisioni tra voi..” 1 Cor 1:10

La partenza per la maturità: un riesame del proprio battesimo

Fascicolo "Maturità dell’uomo" – 4

di Renzo Ronca - 9-11-10

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(segue)

I credenti cristiani sparsi per il mondo sono molti, “è la religione più diffusa, con circa 2,1 miliardi di fedeli in tutto il mondo” (wikipedia),  ma purtroppo sono anche molto divisi tra loro.

 

 

(Schema divisioni del cristianesimo tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Cristianesimo)

 

 

Pensiamo che nella maggior parte queste denominazioni o movimenti cristiani siano tutti composti  da brave persone che cercano il Signore e si fidano dei loro conduttori o consiglieri spirituali, ma qualcosa c’è che non va. Non credo sia in questa divisione la volontà di Dio.

Non ci occupiamo qui delle differenze dottrinali, ma di quelle che riguardano la maturità della fede. Secondo noi il punto è proprio questo: la maturità.

Maturo per esempio è l’apostolo Paolo quando dice:

1 Cor 1:10 Ora, fratelli, vi esorto, nel nome del Signore nostro Gesù Cristo, ad aver tutti un medesimo parlare e a non aver divisioni tra di voi, ma a stare perfettamente uniti nel medesimo modo di pensare e di sentire. 11 Infatti, fratelli miei, mi è stato riferito da quelli di casa Cloe che tra di voi ci sono contese. 12 Voglio dire che ciascuno di voi dichiara: «Io sono di Paolo»; «io, di Apollo»; «io, di Cefa»; «io, di Cristo». 13 Cristo è forse diviso? Paolo è stato forse crocifisso per voi? O siete voi stati battezzati nel nome di Paolo?

Noi invece non siamo certo maturi quando diciamo: “io sono cattolico, io sono avventista, io sono ortodosso, io sono valdese…”. Certo di strada ne dobbiamo percorrere ancora tanta. Sorprende che dalle parole di Paolo sopra citate fino ad oggi non sia cambiato nulla, anzi! se possibile è peggiorato, perché mentre allora quel rimprovero era destinato solo ad una comunità che stava a Corinto, oggi il rimprovero si può estendere ai cristiani di tutto il mondo. La “globalizzazione” del cristianesimo in negativo.

Essere più spirituali, contenendo le differenze e non dividendo,potrebbe risolvere il problema.

1 Cor 2:12 Ora noi non abbiamo ricevuto lo spirito del mondo, ma lo Spirito che viene da Dio, per conoscere le cose che Dio ci ha donate; 13 e noi ne parliamo non con parole insegnate dalla sapienza umana, ma insegnate dallo Spirito, adattando parole spirituali a cose spirituali. 14 Ma l'uomo naturale non riceve le cose dello Spirito di Dio, perché esse sono pazzia per lui; e non le può conoscere, perché devono essere giudicate spiritualmente. 15 L'uomo spirituale, invece, giudica ogni cosa ed egli stesso non è giudicato da nessuno.
16 Infatti «chi ha conosciuto la mente del Signore da poterlo istruire?»
Ora noi abbiamo la mente di Cristo.

Occorre dunque passare, per fede, da “uomo naturale” a “uomo spirituale”. Facile a dirsi, ma qui, nella pratica, come si suol dire “casca l’asino”. Devo ancora sentire un cristiano di una qualsiasi chiesa che non sia convinto di essere “nello Spirito”. Tutti credono di essere spirituali, anche quando praticano solo leggi e dottrine.

Noi cerchiamo istintivamente un modo pratico per essere spirituali, ma la cosa è una contraddizione: come può una spiritualità essere “pratica”? E’ il nostro modo nuovo di essere, dentro, nel cuore, che poi, una volta attivato, può spingere la persona a svariati comportamenti. Non sono dunque i comportamenti che ci rendono santificati, ma è il “tocco di Dio” che induce il cambiamento del cuore; e questo cambiamento del cuore produce poi il comportamento maturo dell’uomo spirituale.

Perché questo avvenga sono necessarie, secondo noi, due cose:

1) la consapevolezza che l’attuale divisione tra le chiese cristiane non è bene (lo Spirito di Dio unisce, non divide)

2) l’umiltà per rimettersi in discussione, provando se abbiamo davvero lo Spirito del Signore in noi.

La prima cosa allora è rendersi conto che possiamo trovarci di fronte a predicazioni  della Parola fatte in buona fede ma forse non del tutto mature. Apollo per esempio

I veri uomini di Dio non predicano la divisione dei fedeli ma la perfetta unità nel nome del Padre, del Figlio, dello Spirito Santo[1].

Molti predicatori sono animati da un reale amore verso Dio e verso il prossimo, ma non sempre hanno conoscenza dello Spirito di Dio per essendo magari teologicamente colti e dottrinalmente preparati. Un po’ come il giudeo Apollo:

Atti 18:24 Ora un ebreo di nome Apollo, oriundo di Alessandria, uomo eloquente e versato nelle Scritture, arrivò a Efeso. 25 Egli era stato istruito nella via del Signore; ed essendo fervente di spirito, annunciava e insegnava accuratamente le cose relative a Gesù, benché avesse conoscenza soltanto del battesimo di Giovanni. 26 Egli cominciò pure a parlare con franchezza nella sinagoga. Ma Priscilla e Aquila, dopo averlo udito, lo presero con loro e gli esposero con più esattezza la via di Dio.

L’intelligenza di Apollo si vede da questo: l’umiltà nel saper accogliere l’offerta di aiuto da parte di questa coppia di coniugi Aquila e Priscilla.

Non si sa se avessero ascoltato Apollo o altri quei discepoli che Paolo incontrò poi in una zona periferica della grande città di Efeso; ma anche questi accettarono di buon grado l’istruzione:

Atti 19:1 Mentre Apollo era a Corinto, Paolo, dopo aver attraversato le regioni superiori del paese, giunse a Efeso; e vi trovò alcuni discepoli, 2 ai quali disse: «Riceveste lo Spirito Santo quando credeste?» Gli risposero: «Non abbiamo neppure sentito dire che ci sia lo Spirito Santo». 3 Egli disse loro: «Con quale battesimo siete dunque stati battezzati?» Essi risposero: «Con il battesimo di Giovanni». 4 Paolo disse: «Giovanni battezzò con il battesimo di ravvedimento, dicendo al popolo di credere in colui che veniva dopo di lui, cioè, in Gesù». 5 Udito questo, furono battezzati nel nome del Signore Gesù; 6 e, avendo Paolo imposto loro le mani, lo Spirito Santo scese su di loro ed essi parlavano in lingue e profetizzavano.

Ecco, partiamo da qui anche oggi. Io chiedo a te lettore o lettrice di questa pagina: “Sei cristiano/a? Ricevesti lo Spirito Santo quando credesti?”

Puoi dare onestamente una risposta?

Se la risposta è “no”, allora chiedilo a Dio, perché è scritto:

Luca 11:13 – “Se voi, dunque, che siete malvagi, sapete dare buoni doni ai vostri figli, quanto più il Padre celeste donerà lo Spirito Santo a coloro che glielo chiedono!»”

Se la risposta è “si” allora fai una prova: chiediti se nel tuo cuore sei diviso dagli altri cristiani. Saresti disposto per esempio a pregare con qualcuno di loro, pure se di una denominazione diversa? Se non sei disposto allora probabilmente devi rivedere la tua convinzione.

Se la risposta è “non lo so”, allora prega ogni giorno perché il Signore ti dia chiarezza e Lui lo farà.

L’importante è partire da un riesame serio di noi stessi, dalla base, dalle radici del battesimo.

In questo modo, tornando alle radici del cristianesimo, vengono saltati, con un solo balzo, tutte le ramificazioni che ci hanno diviso ed indebolito. Ripartire dall’inizio, dal battesimo per mettere alla prova la nostra fede e la nostra maturità. Questo è il primo passo che noi proponiamo.

 

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[1] Per molti di noi la cosa sembrerà scontata, ma non sapete quanti gruppi e persino chiese cercano di entrare razionalmente nelle altezze celesti (senza avere lo Spirito di Dio)  facendo differenze e graduatorie tra il Padre il Figlio e lo Spirito! La conseguenza è solo divisione tra fratelli e perdita della fede.

 

 

 

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