Bollettino libero cristiano evangelico  dell'Associazione ONLUS  "Piccola Iniziativa Cristiana" a cui tutti possono partecipare utile per la riflessione e lo studio biblico

 

 

 

SALMO 16

La gioia della comunione che deriva dalla fede nel Signore – Inno di Davide

 Libera elaborazione di Renzo Ronca tratta principalmente dal Commentario “Investigare le Scritture” dei docenti del “Dallas Seminary” – coordinat Walwoord e Zuck - La casa della Bibbia ed. – Versione usata: Nuova Riveduta (altre versioni tra parentesi)

 

 [imm da "animatamente"]

 

1 Proteggimi, o Dio, perché io confido in te. (“mi rifugio in te” ND)

Questo primo versetto, che poi Davide svilupperà nel salmo, è un po’ la sintesi. Confidare in Dio significa protezione, gioia, sicurezza, pace, crescita in sapienza.

 

2 Ho detto a Dio: «Tu sei il mio Signore; non ho bene alcuno all'infuori di te».

Questa è la meravigliosa dichiarazione di fede di Davide. Questa deve essere anche la nostra dichiarazione di fede.

 

3 Quanto ai santi che sono sulla terra, essi sono la gente onorata in cui ripongo tutto il mio affetto. (“Tutta la mia affezione è riposta negli uomini santi ed onorevoli che sono sulla terra” ND)

I “santi” sono tutti gli uomini che come Davide ripongono la loro fede in Dio. E’ il gruppo di uomini con cui lui si identifica e nella cui compagnia trova piacere. Oggi potremmo tradurre ed ampliare questo senso di unità fraterna del popolo di Dio con la “Chiesa”, intesa come insieme di persone che condividono la stessa comunione nel Padre, nel Figlio e nello Spirito Santo.

 

4 I dolori di quelli che corrono dietro ad altri dèi saran moltiplicati; io non offrirò le loro libazioni di sangue, né le mie labbra proferiranno i loro nomi.

Una distinzione netta, senza compromessi tra chi è di Dio e chi non lo è. Davide per non dispiacere il Signore nemmeno pronuncia il nome degli altri dèi.

 

5 Il SIGNORE è la mia parte di eredità e il mio calice; tu sostieni quel che mi è toccato in sorte. (L'Eterno è la mia parte di eredità e il mio calice; tu, o Eterno, tieni al sicuro quel che mi è toccato in sorte ND).

Davide paragona Dio alla sua eredità. Più volte è espresso questo bellissimo e profondo concetto nella Bibbia.[1] Chi ama le cose del mondo vede in questo una privazione materiale di ricchezze e piaceri fisici, ma chi comprende le immensità delle ricchezze di Dio non può essere che felice per sempre di questo dono che non ha uguali e che Dio stesso protegge.

 

6 La sorte mi ha assegnato luoghi deliziosi; una bella eredità mi è toccata!

Oltre a Se stesso l’Eterno ha concesso al Davide numerose benedizioni sulla terra. E’ lo stesso per noi. Quale eredità magnifica! L’unione con Dio e in più le benedizioni nella nostra vita terrena! Cosa c’è più di questo?

 

7 Benedirò il SIGNORE che mi consiglia; anche il mio cuore mi istruisce di notte.

Dire bene di Dio, lodarLo sempre perché Lui ci ammaestra di giorno ed anche la notte. Di notte, pure se non sempre ce ne rendiamo conto, l’anima nostra viene curata, protetta, liberata dalle paure e dalle ansie, aperta a rivelazioni, rafforzata.

 

I versetti seguenti sono per me tra i più belli. Nei miei momenti difficili lo Spirito di Dio me li proponeva ed io mi sentivo consolato e rafforzato. Il Signore ci è sempre vicino e ci aiuta a superare ogni pericolo.

 

8 Io ho sempre posto il SIGNORE davanti agli occhi miei; poich'egli è alla mia destra, io non sarò affatto smosso.

Mettere sempre il Signore davanti agli occhi è un atto che noi dimentichiamo di mettere in pratica. Certo i problemi nella vita ci sono, ma se assumono troppa rilevanza, tanto da mettere in ombra il Signore e da essere persistenti nella nostra mente, allora saremo come sbilanciati, squilibrati. Guardare di nuovo il Signore invece rimetterà in rotta il nostro cammino e porterà equilibrio e fiducia in ogni pensiero.

 

9 Perciò il mio cuore si rallegra, l'anima mia esulta; anche la mia carne dimorerà al sicuro;

10 poiché tu non abbandonerai l'anima mia in potere della morte, né permetterai che il tuo santo subisca la decomposizione.

Davide scrisse questo salmo probabilmente in occasione di un pericolo di morte ed ebbe da Dio la rassicurazione della salvezza; tuttavia il significato di questi versi citati poi da Pietro nella Pentecoste[2] e da Paolo ad Antiochia[3] danno al contenuto un significato più universale. Con la completa rivelazione in Cristo della salvezza per grazia ecco che il credente è salvato dalla morte anche se dovesse morire, proprio come Gesù che passò nella morte per vincerla con la resurrezione.

 

11 Tu m'insegni la via della vita (mi mostrerai il sentiero della vita ND); ci sono gioie a sazietà in tua presenza; alla tua destra vi sono delizie in eterno.

La vita è un cammino rischiarato dalla luce degli insegnamenti di Dio. Nella comunione con Lui abbiamo gioia e delizia in eterno. Per accedere a questo tesoro occorre solo cercare Dio (la “fame e sete” di Dio produce sazietà completa nell’incontro con la Sua rivelazione). La nostra fiducia in Lui porterà una vita ricca, piena di tutto quello cui abbiamo bisogno, con in più l’ineffabile contemplazione continua della Sua presenza.

 

 

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[1] Numeri 18:20  Il SIGNORE disse ancora ad Aaronne: «Tu non avrai nessuna proprietà nel paese dei figli d'Israele e non ci sarà parte per te in mezzo a loro; io sono la tua parte e la tua eredità in mezzo a loro. - Ezechiele 44:28  "Avranno un'eredità: Io sarò la loro eredità; voi non darete loro alcun possesso in Israele: io sono il loro possesso. (vedi anche Le 27:30-33; Ne 10:37; Ml 3:8-10)

[2] Atti 25:28

[3] Atti 13:35-37

 

 

 

 

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