Bollettino libero cristiano evangelico  dell'Associazione ONLUS  "Piccola Iniziativa Cristiana" a cui tutti possono partecipare utile per la riflessione e lo studio biblico

 

LA PACE DI DIO SI PUO’ SPERIMENTARE SUBITO

Imparare a mettere in pratica quanto leggiamo

Renzo Ronca 25-7-10

 

 Filippesi 4:4-9 -  4 Rallegratevi sempre nel Signore. Ripeto: rallegratevi. 5 La vostra mansuetudine sia nota a tutti gli uomini. Il Signore è vicino. 6 Non angustiatevi di nulla, ma in ogni cosa fate conoscere le vostre richieste a Dio in preghiere e suppliche, accompagnate da ringraziamenti. 7 E la pace di Dio, che supera ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e i vostri pensieri in Cristo Gesù. 8 Quindi, fratelli, tutte le cose vere, tutte le cose onorevoli, tutte le cose giuste, tutte le cose pure, tutte le cose amabili, tutte le cose di buona fama, quelle in cui è qualche virtù e qualche lode, siano oggetto dei vostri pensieri. 9 Le cose che avete imparate, ricevute, udite da me e viste in me, fatele; e il Dio della pace sarà con voi.

 

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Questo brano elenca semplici consigli alla portata di tutti, ma così potenti che saremo sorpresi nel constatare la loro efficacia!

 

4 Rallegratevi sempre nel Signore. Ripeto: rallegratevi.

Noi siamo abituati a vedere l’allegria solo come conseguenza di un fatto esterno. L’incitamento appena riportato invece, ci dice di punto in bianco di rallegrarci come se fosse alla nostra portata, come se bastasse volerlo. E se fosse così? Se il rallegrarsi fosse principalmente un atto della nostra volontà? Non potrebbe essere che uno sforzo iniziale a rallegrarci (pur non sentendo affatto nessuna allegria) metta in moto un meccanismo positivo interiore che poi viene a portare davvero un senso di contentezza? In fondo un cristiano, se ci si mette a pensare un pochino, ne ha di motivi per rallegrarsi! La ripetizione dell’apostolo nella stessa riga viene a rafforzare il concetto. E’ quasi un imperativo buono, una cosa che davvero è alla nostra portata, come poi spiegherà.

 

5 …. Il Signore è vicino.

Già questo da solo sarebbe l’ottimo motivo per rallegrarci. Il Signore è vicino in due modi: sia perché ci sta sempre accanto in Spirito e non permetterà mai che noi cadiamo se confidiamo in Lui, e sia perché è vicino il momento in cui tornerà a rapirci per portarci nella Sua casa. Non sono due motivi sufficienti per rallegrarci?

 

5 La vostra mansuetudine sia nota a tutti gli uomini…

Essere mansueti: cioè dolci, miti trattabili è il contrario dell’essere essere aggressivi e violenti. Gesù nonostante fosse Dio, era mite ed umile;[1] e salì non su un nervoso destriero bianco ma su un mite asinello. Il servo del Signore deve imparare da Lui.[2] Ma no basta essere così, occorre che questo temperamento sia visto, sia conosciuto, sia manifestato a tutti.

 

6 Non angustiatevi di nulla…

Anche qui l’indicazione è netta: non dobbiamo lasciarci prendere dai pesi, dalle tristezze. Nulla che porti queste cose. Vivendo nel mondo sembra impossibile ma l’apostolo ci indica come fare per liberarci da queste preoccupazioni:

 

6 …..ma in ogni cosa fate conoscere le vostre richieste a Dio..

Portare a Gesù che sempre ci è vicino ogni nostro cruccio ogni nostra difficoltà. Questa è la strada per essere sollevati da ogni peso: Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi darò riposo”[3]

 

6 … in preghiere e suppliche…

La preghiera è un accostarsi al Signore, è uno spazio vissuto col Signore in cui esponiamo quello che abbiamo nel cuore. La supplica è una richiesta accorata specifica, profonda e più sofferta.

 

6 … accompagnate da ringraziamenti.

Accompagnare una preghiera coi ringraziamenti è un atto di grande rispetto che favorisce uno stato d’animo più leggero ed indica una fede ben radicata.

 

Abbiamo visto dunque come l’apostolo opponga all’ansietà, la comunione con il Signore espressa con quattro parole: Richieste, preghiere, suppliche, ringraziamento. Ricordiamolo.

 

7 E la pace di Dio, che supera ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e i vostri pensieri in Cristo Gesù

Questo è l’oggetto della nostra preghiera: la pace di Dio. Uno stato d’animo ben diverso dal concetto di pace che abbiamo noi nel mondo. Si tratta della pace di chi ha trovato le risposte alla sua crisi esistenziale riposando in Chi è la Risposta a tutto per i meriti di Cristo: Giustificati dunque per fede, abbiamo pace con Dio per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore”[4] Una pace che nessuna intelligenza umana razionale può arrivare a capire ma che si può per grazia sperimentare: “Vi lascio pace; vi do la mia pace. Io non vi do come il mondo dà. Il vostro cuore non sia turbato e non si sgomenti.”[5] Avere il cuore (dunque le emozioni) e i pensieri (dunque la libera capacità di pensare e di capire senza condizionamenti), è cosa grande! Il Signore Gesù è il nostro riposo.

 

8 Quindi, fratelli, tutte le cose vere, tutte le cose onorevoli, tutte le cose giuste, tutte le cose pure, tutte le cose amabili, tutte le cose di buona fama, quelle in cui è qualche virtù e qualche lode, siano oggetto dei vostri pensieri.

Verso la conclusione del periodo l’apostolo indica cosa mettere nel pensiero, cosa meditare, come indirizzare il pensiero.

I pensieri hanno un’attività inarrestabile: è un processo mentale meraviglioso che on si ferma mai. Immaginiamolo per un momento come una macchina che elabori senza fine ciò che le viene fornito. Noi siamo sia la macchina del pensiero sia ciò che fornisce gli input alla macchina. L’importante è capire che il pensiero agisce sempre; sia che gli arrivino cose buone, che cose cattive. Ovviamente però il risultato nel corpo, lo stato d’animo e i frutti, saranno molto diversi in base al cibo elaborato. L’apostolo qui ci dice che da bravi coordinatori della nostra vita spiritualmente matura, dobbiamo vigilare in modo tale da fornire a questa meraviglia che abbiamo, cioè alla mente e al pensiero, dobbiamo fornire del “cibo” perfetto, già decontaminato, cose pure, amabili, vere…  Per questo è stato creato l’uomo e queste sono le cose che fanno funzionare bene la perfezione della sua mente.

9 Le cose che avete imparate, ricevute, udite da me e viste in me, fatele; e il Dio della pace sarà con voi.

La conclusione del periodo è disarmante per la semplicità e la potenza che trasmette. E’ come se dicesse “Bene… adesso tutto questo discorso se l’avete capito, FATELO, mettetelo in pratica. POI Dio della pace sarà con voi.”

Troppe volte infatti noi ci fermiamo ad una comprensione di quanto leggiamo; magari una giusta comprensione ma non passiamo alla sperimentazione. “La fede senza le opere è morta”[6]  Mettiamolo in pratica dunque questo che abbiamo letto, realmente, e potremo tutti noi in questo modo sperimentare la vera pace nel cuore di Dio!

 

 

 

 

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[1] Matteo 11:29 - Prendete su di voi il mio giogo e imparate da me, perché io sono mansueto e umile di cuore; e voi troverete riposo alle anime vostre;

[2] 2 Timoteo 2:24 Il servo del Signore non deve litigare, ma deve essere mite con tutti, capace di insegnare, paziente. 25 Deve istruire con mansuetudine gli oppositori nella speranza che Dio conceda loro di ravvedersi per riconoscere la verità, 26 in modo che, rientrati in se stessi, escano dal laccio del diavolo, che li aveva presi prigionieri perché facessero la sua volontà.

 

[3] Matteo 11:28

[4] Romani 5:1

[5] Giov 14:27

[6] Giacomo 2:26

 

 

 

 

 

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