Bollettino libero cristiano evangelico  della "Piccola Iniziativa Cristiana" a cui tutti possono partecipare utile per la riflessione e lo studio biblico

 

AVVENTURA NELLA SANITA' ITALIANA IN "3"  PUNTATE  - PUNTATA N. 3: CARI PARAMEDICI DELL’AMBULANZA….  - (Critica severa a quelle ambulanze che pur essendo “ONLUS” fanno pagare prezzi eccessivi) - di RR - 13-6-13-h.11

 

L’unica difficoltà ancora da superare era il trasporto della persona anziana con patologie gravi dalla sua casa alla struttura (distanza: una decina di 10 km).

A chi abita al nord può sembrare niente, infatti che problema c’è? Si chiama un’ambulanza ed è fatta.

Dove stavamo noi però, pur non essendo uno sperduto paesino del sud  ma una grande cittadina di più di 83.000 abitanti, vicinissima a Napoli, non è così semplice. Prima di tutto le ambulanze non si trovano (a parte i ricoveri urgenti tipo 113) e poi l’unica disponibile per il piccolo tragitto ci ha chiesto 70 €.

Pensando fosse un gruppo privato non ho detto niente. Quando però ho visto scritto sulla fiancata la parola “ONLUS” mi sono molto dispiaciuto essendo stato io stesso in passato presidente di un’altra Onlus.

Per chi non lo sapesse, l’acronimo “onlus” significa “ORGANIZZAZIONE NON LUCRATIVA DI UTILITÀ SOCIALE”. Questo genere di associazioni, riconosciute dallo Stato, dalla Regione ecc. possono ricevere contributi statali, donazioni ecc ecc. Il loro scopo, per definizione, non è e non potrà mai essere il profitto, ma solo il servizio sociale per il bene della gente. Sono, devono essere, un supporto allo Stato, non certo un mezzo di guadagno.

Quando all’atto di pagare ho fatto presente tutte queste cose ai tre paramedici, due di loro si sono subito defilati come fanno i salumai dietro il bancone della mortadella dicendo: “certo signore, parli pure con il collega, serve altro?”, il terzo invece per nulla imbarazzato mi ha detto che loro avevano l’autorizzazione dalla Regione di poter chiedere 70 € + la chiamata.

Ho cercato di dire che il punto non erano i loro diritti, ma che la spesa era comunque eccessiva per una onlus che dovrebbe agire gratis, oppure ad offerta, o se proprio deve farsi pagare, almeno tenesse conto del chilometraggio. La risposta del paramedico è stata che la loro ambulanza era costata parecchio.

Questa cosa mi fa proprio innervosire! Cioè, fammi capire, tu compri un’ambulanza (ma chi ti ha obbligato?) poi siccome costa, scarichi il prezzo sulle persone bisognose che ne fano uso????  Ma bravo!!! Brava ONLUS!!!! Non solo ti becchi i contributi dello Stato (cioè i nostri soldi!) ma mi fai pagare il fatto che tu hai DOVUTO comprare l’ambulanza? Ma dico te l’ho chiesto io? Non potevi fare un altro lavoro come scaricare le cassette di pesce giù al porto? Se volevi fare un servizio privato di ambulanze allora mi andava bene, il privato ha un guadagno, se vuoi lo chiami se no lo lasci perdere. Ma se sei un’organizzazione NON LUCRATIVA DI UTILITA’ SOCIALE RICONOSCIUTA DALLO STATO, allora perché chiedi i soldi? E così tanti soldi per nemmeno dieci chilometri?

Caro giovanotto paramedico superbetto dalla bella divisa, che esibisci sulla tua ambulanza colorata il numero di codice della tua (diciamocosì) “onlus” e dici che “corri per la vita”, una sola domanda: ma non ti vergogni per niente?

 

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