Bollettino libero cristiano evangelico  dell'Associazione ONLUS  "Piccola Iniziativa Cristiana" a cui tutti possono partecipare utile per la riflessione e lo studio biblico

 

 

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SACRIFICI AGLI ITALIANI DI TUTTI I CETI SOCIALI, ANCHE AGLI ITALIANI DEI CETI MENO ABBIENTI

Effetti sulla gente comune depressa  - di Silvano B. - 17-12-11

 

La gente comune come noi capisce ed apprezza il senso di responsabilità ed il sano realismo di autorevoli personaggi, da noi molto stimati,  che fanno queste dichiarazioni. Tuttavia se noi capiamo loro, il mondo della politica -e in un certo qual modo  anche quello della giustizia-  non riesca a capire noi:  la gente comune ormai è depressa e sfiduciata. Noi persone insignificanti che si fidavano di tutti e che forse costituiamo ancora oggi la maggioranza di questo Paese, pure se possiamo comprendere il senso buono che spinge a certe dichiarazioni, siamo in grande confusione; non  comprendiamo più nemmeno l’italiano che si usa dai politici come lingua nostra. Infatti  che vuol dire “tutti?” Certo non può essere inteso in senso letterale visto che, di fatto, le categorie che più possono  (politici e preti) fanno a gara a non pagare quello che devono e ci stanno anche riuscendo (che poi pagheranno forse tra un anno o due,  contrattando il prezzo, per noi OGGI non ha più significato; noi paghiamo da sempre al presente, non al futuro, senza  mai aver la possibilità di contrattare niente) . Ma allora chi sono quei “tutti”? Non ci vuole molto a capire che alla fine siamo  sempre noi, gente comune insignificante  per la quale nessuno ha il rispetto che dovrebbe. Questa ipotesi sarebbe rafforzata anche da quell’aggiunta: “anche gli italiani dei ceti meno abbienti”.  

A parte quell’ “anche” che presuppone che gli altri abbiamo già pagato (quando mai?), ci chiediamo il perché debbano pagare i ceti meno abbienti. Anzi, a questo punto, visto che in TV si parla ormai un linguaggio che non è più né italiano, né equo, né giusto, può darsi che la gente depressa ed insignificante come me si deprima ancora di più e arrivata in fondo, vedendo quanti suicidi aumentano nel nostro Paese per disperazione, si ponga qualche domanda in più. Ad esempio  noi che abbiamo SEMPRE pagato  per quieto vivere e per stupidità,  (permettendo a gente infima, volgare e corrotta,  di occupare dirigenze importanti)  ci potremmo chiedere:  ma vale la pena pagare  e credere ancora di risolvere? Certo la domanda nostra è di gente depressa e disperata, tuttavia non è stata innescata da noi questa depressione  e quando arrivano questi mali non si può invocare un’”equità” che non esiste o una giustizia a pagare “tutti” che non esiste;  infatti facendo leva su questi sentimenti (giustizia ed equità che non esistono) la povera gente come noi (che essendo malata di giustizia ancora ci crede) non ha più un riferimento sociale e dei valori in cui credere e finisce per essere ancora più disperata e depressa.  Per questo diciamo:  Ma vale la pena pagare pensando di risolvere noi i guai dell’Italia? E se mollassimo tutto? Se l’economia mondiale ci ha ridotti così, se i politici italiani hanno fallito così miseramente, tanto da dover mettere delle controfigure al loro posto a fare ciò che non sanno fare direttamente (e pontificano ancora!  come  se fossero le vittime e non la causa di tutto questo), se alla fine si fa sempre leva sulla nostra responsabilità (con conseguente INGIUSTO senso di colpa), vale la pena salvare tutto questo malcostume?  "Tanto..." diciamo noi depressi  "...chi rubava continua a rubare ancora oggi e ruberà ancora sulle nostre spalle". Lo Stato non è stato in grado né di dire i loro nomi né di fermarli, allora, pagando tutti (cioè sempre noi) anche domani questi continueranno  a rubare. E allora forse  il nostro pagare oggi, sarebbe un mantenimento di uno status quo iniquo; e allora la speranza che ci viene chiesta, in cosa è riposta? Anche riuscendo a superare questo momento,  quanto andremmo lontano? Loro sono sempre lì e noi sempre qui.  Quando persone anziane e serie, su cui noi confidavamo, che erano per noi un baluardo,  che dirigevano la nazione, mettono l’accento sui meno abbienti che devono pagare, allora siamo alla fine  e la nostra depressione è quasi fuori controllo. Abbiamo sempre messo in comune i nostri valori di onestà e di cristianità, non quella del Vaticano, parlo di onestà cristiana vera. Ma adesso anche voi affondate il giogo sul nostro collo. “Tutti devono  pagare”, come potete dire così, sapete benissimo che noi l'abbiamo sempre fatto. Perch>é caricarci ancora di senso di colpa che on meritiamo?  I furbi e i corrotti non pagheranno mai se non hanno pagato fino ad oggi.  Così…  visto che anche voi ormai siete diventati così “politici” da dirci cose che ci destabilizzano e ci confondono, allora non ci rimane che rifugiarci nella fede personale del nostro credo,  senza preti, senza Stato, senza chiese, ce la vedremo tra noi e Dio. Almeno il Signore non ci abbandonerà. Questa è l’unica certezza: la Sua giustizia che certamente verrà. Non più quella dell’uomo.  Per il resto, per il mondo politico economico, ci abbandoniamo invece all’immobilità della speranza e diciamo: “ma si prendetevi  tutto..  lo fareste comunque… Però da oggi non ci chiedete più la stima di voi o delle istituzioni in cui abbiamo sempre creduto, perché per noi gente comune e depressa, andare  avanti per un mese o crollare adesso non fa molta differenza. Non ce ne importa più. Servizi sociali spariti, assistenza invalidi sparita, futuro sparito e chiedete a noi  di pagare: i meno abbienti.  Tra noi gente comune e voi gente di potere è ormai calato un muro invalicabile: due lingue completamente diverse, e forse anche due coscienze.

 

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