Bollettino libero cristiano evangelico  dell'Associazione ONLUS  "Piccola Iniziativa Cristiana" a cui tutti possono partecipare utile per la riflessione e lo studio biblico

 

RICOMINCIARE DALLA STANZETTA

Renzo Ronca 10-6-09

 

 

[foto tratta da http://www.tuttolevangelo.com/images/preghiera2.jpg]

 

E quando tu preghi, non essere come gli ipocriti, perché essi amano pregare stando in piedi nelle sinagoghe, e agli angoli delle piazze, per essere visti dagli uomini; in verità vi dico che essi hanno già ricevuto il loro premio. Ma tu, quando preghi, entra nella tua cameretta, chiudi la tua porta e prega il Padre tuo nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà pubblicamente. Ora, nel pregare, non usate inutili ripetizioni come fanno i pagani perché essi pensano di essere esauditi per il gran numero delle loro parole. (Matteo 6:5-7)

 

Parlavo con un caro fratello giorni fa e ci siamo trovati d’accordo sulla necessità di ripartire a curare la nostra preghiera personale. A volte può capitare infatti che nelle chiese nonostante le prediche molto belle, a volte davvero profonde e sentite, si cada in una specie di “torpore spirituale” in cui ci si lascia andare seguendo la corrente e i ritmi del pastore che riempie gli spazi del culto. Alcuni pastori si accorgono di questo e rafforzano i loro sforzi incitando i fedeli a varie attività di preghiera, però paradossalmente più predicano e più si forma una specie di “ovatta mentale” che li rende piatti e dipendenti.

Non è colpa di nessuno salvo di una piccola dimenticanza: è nell’intimità della nostra preghiera personale che i nostri sospiri, i canti e le lacrime vengono plasmate dallo Spirito Santo ed offerte per i meriti di Cristo a Dio. La pace interiore che ne deriva ci permette di lodare l’Eterno dal profondo del cuore offrendoGli così noi stessi purificati. Dio poi, come in un respiro dopo l’altro, ci riconsegna la nostra offerta di lode sotto forma di grazia e d’amore e di desiderio di servire attivamente.

 E’ con questo “pieno d’amore” che poi noi andiamo finalmente in chiesa.

 In questo modo, se la nostra chiesa ha una organizzazione sufficientemente matura, ci permetterà di servire i fratelli di dentro e le persone di fuori in maniera attiva con frutti benedetti.

 

 

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