Bollettino libero cristiano evangelico  della "Piccola Iniziativa Cristiana" a cui tutti possono partecipare utile per la riflessione e lo studio biblico

 

IL CORAGGIO DI FERMARSI

 di Renzo Ronca - 26-7-15 - h.8,45

 

 

 

Fermare le abitudini e le catene dei pensieri è bene ma ci vuole coraggio perché non è facile.

 

Le abitudini ci danno una grande sicurezza per poter vivere senza paura. Anche i doveri ripetitivi del lavoro, le faccende di casa… ogni incombenza che si ripete viene da noi inquadrata nella nostra vita. E’ come riempire i quadretti di uno schema tipo calendario: quando tutte le caselle sono piene siamo persone “attive”, “solari”, “dinamiche”. Magari ci lamentiamo perché non abbiamo mai del “tempo libero solo per noi”, però poi quando capita di avere quel tempo libero, andiamo in crisi.

 

Statisticamente è il fine settimana o quello delle vacanze il periodo delle liti familiari: i figli non hanno la scuola, il marito e la moglie sono a casa e si urtano a vicenda…  a meno di non aver riempito bene anche il sabato e la domenica o la vacanza in modo da non avere spazi liberi, ci si annoia ci si innervosisce e si litiga per futili motivi.

 

Interrompere le nostre abitudini significa affrontare i nostri pensieri che, con il tran-tran quotidiano, riuscivamo a tenere parcheggiati in qualche stanza chiusa della nostra mente.

 

Tutti diciamo di volerci fermare e “staccare la spina”, ma in realtà se stacchiamo la spina dal lavoro la attacchiamo subito a mille attività che ti riempiono più di prima. Tutto pur di non pensare.

 

Per chi non è abituato infatti, fermarsi significa anche restare soli con se stessi e porsi delle domande. Domande che richiedono risposte. E’ senza dubbio spiacevole fermarsi e guardarsi allo specchio, cioè guardarsi davvero dentro. Quasi sempre infatti non ci piace ciò che vediamo.

 

Eppure c’è un grande tesoro dietro queste fermate, questi silenzi e persino dietro quelle domande a cui abbiamo paura di dare risposta.

 

Il Signore che ci vuole bene, proprio perché ci vuole bene ci educa ha cura di noi, a volte ci isola -nostro malgrado- e nonostante i capricci e rifiuti ci cala in una realtà che rifiutiamo con tutte le ns forze perché apparentemente sgradevole, fatta di problemi, di pensieri del passato, di oscurità e tempeste paurose… nessuno più da contattare, una specie di deserto attorno: ci sei solo tu e la croce di un vivere a prima vista senza senso.

 

Ed è proprio lì, in quelle notti difficili, fatte di tanti perché senza risposte, quando tutti i tuoi mali sono portati allo scoperto e li puoi vedere nella loro cruda realtà, quando ti accorgi quanto non hai mai amato e quanto non sei mai stato amato… è lì in quello strazio che ti ucciderebbe, è lì che il Signore entra nella tua vita e la inonda d’amore.

Accade qualcosa che non sai capire. L’amore vero non si può capire nella sua gratuità meravigliosa, si può provare.

 

E allora non devi più riempire i vuoti del tuo vecchio vivere perché finalmente accetti di essere come sei:  fragile piccolo ed indifeso. Lo accetti senza problemi perché in Dio hai trovato riposo protezione e forza, perché in Lui hai ogni risposta e perché sei finalmente in pace, come nascendo di nuovo.

 

 

 

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