Bollettino libero cristiano evangelico  della "Piccola Iniziativa Cristiana" a cui tutti possono partecipare utile per la riflessione e lo studio biblico

 

Opinioni: LA CALMA E LA SERENITA’ cristiana in rapporto alle tecniche di meditazione

 di Renzo Ronca - 19-7-15- h.8,30 - (livello 3 su 5)

 

 

 

 

 

Il vero benessere dovrebbe germogliare nella calma e nella serenità interiore, ma il “progresso” consuma l’individuo, lo “brucia” nello stress, lo attira verso falsi ideali irraggiungibili; per cui l’uomo è sempre insoddisfatto e corre sempre. Ha sempre fretta perché qualsiasi cosa desideri deve fare presto a prenderla, prima che un altro gliela porti via. La vita di oggi per come la stiamo riducendo è quella che mostrano sempre i telefilm americani: una competizione continua. Inevitabile che vivendo sempre più di corsa, come i motori troppo in “fuori giri”, prima o poi  scoppiamo. Non è raro sentire di qualcuno che per una sciocchezza perde la testa e uccide tutti, persino se stesso.

 

La pace dentro è una necessità, uno stato che risale forse ai nostri mesi nel grembo di nostra madre, quando ancora non eravamo venuti alla luce.

 

Quando nel 68-70 scoprimmo l’oriente con le sue meditazioni e i suoi tempi lentissimi ci fu una specie di grande ondata dei giovani occidentali che, stanchi di consumismo e di guerre, cercarono di placare in quei luoghi la loro sete di spiritualità.

In una maniera o nell’altra poi il pensiero orientale è venuto “occidentalizzandosi” e si è diffuso nelle nostre nazioni e città. Oggi senza nessuna fatica, scendendo magari nel locale sotto casa, possiamo scegliere tra infinte scuole di pensiero e tecniche per la meditazione. Ma va bene così? E’ davvero quello di cui avevamo bisogno?

 

Non sono un esperto di queste cose, esprimo solo un mio parere, ma da quel poco che so, mi pare di no, non era questo, o almeno non solo questo quello che cercavamo.

 

Intendiamoci le tecniche e le discipline per trovare la calma funzionano quasi tutte, ma sono come un prodotto a se stante, non so se riuscirò a spiegarmi: uno ha problemi di socializzazione va dallo psicologo e poi si reinserisce perfettamente nella società (e se la società fosse malata?).. un altro non trova calma in se stesso, segue una tecnica di meditazione con un “maestro” ed ecco che in quelle ore riesce a stare bene…   poi torna a fare le cose di sempre e si stressa. Poi torna alle tecniche di meditazione e si calma. Poi torna alle cose di sempre e si stressa…. E così via all’infinito.

 

No, la calma, la pace, la serenità non arrivano come conquiste staccate da Dio. Possiamo si, provare pace e calma con le tecniche, ma in maniera momentanea, che non cambia le radici ma forse aiuta a regolare un poco i comportamenti, per un certo tempo.

 

L’incontro con Dio invece immette in noi (o fa riscoprire in noi) un seme che è pace calma duratura; il quale seme cresce e modifica il nostro comportamento in maniera duratura perché modifica le nostre scelte.

Più entra il Signore in noi più Gli assomigliamo.

Ora in Dio vi è –come fatto “naturale”- pace stabilità sicurezza serenità.. e questi stati d’essere si irraggiano in tutta la Sua/nostra persona, spirito e corpo.

Non è un ciclo che si ripete ogni volta ma è un crescere di statura in statura, senza più tornare indietro, perché si cambia da dentro rifiutando ciò che è male. Non siamo più gli stessi una volta, non potremmo mai più esserlo, ormai abbiamo scoperto il Signore che ci rinnova ogni momento.

La pace e la calma non si cercano più come necessità/oggetti staccati per se stessi, ma sono la conseguenza di una personalità nuova che ci “veste” a poco a poco in quella che forse è stata sempre la nostra identità: una identità che avevamo perduto e che intravediamo in Cristo e “rivestiamo” piano piano.

 

Non ci potremo mai rassegnare a vivere un sistema di vita come quello che vivevamo prima; attraverso Dio infatti abbiamo capito che non vi è nessun ciclo ripetitivo terreno, ma che come vi fu un inizio, vi sarà una fine.

Le leggi di Dio, come il decalogo, sono sempre valide perché ci aiutano a capire ciò che non esisterà più nell’eternità.

Il cristiano non commette il peccato non solo perché Dio ha stabilito che quella cosa è peccato, o perché tutto sommato scopre che vive meglio senza peccato, ma perché sa che una direzione porta la morte ed una direzione porta alla vita eterna e fa la sua scelta. Incontrando un Essere vivo come il nostro Dio Signore Gesù, capiamo che tutto nell’universo è ordinato ed è in pace e per raggiungere questo ordine e questa pace dobbiamo camminare con Lui  fino alla “maggiore età”.

Non ci sono reincarnazioni cicliche nel cristianesimo ma una sola nuova vita una volta per tutte.

La vita terrena è un’opportunità che ci viene data per poter conoscere Dio e vederci realmente per ciò che siamo attraverso i Suoi occhi.

 

La pace e la serenità di cui parlo io, quando la conosci non la puoi più confondere con altri stati di “non guerra”, di “non inquietudine”, è un battito del nostro cuore che batte sempre più in sintonia con quello di Dio.

 

 

SIGNORE, il mio cuore non è orgoglioso

e i miei occhi non sono altèri;

non aspiro a cose troppo grandi e troppo alte per me.

In verità l'anima mia è calma e tranquilla.

Come un bimbo divezzato sul seno di sua madre,

così è tranquilla in me l'anima mia.

O Israele, spera nel SIGNORE,

ora e per sempre.

 

(Salmo 131)

 

 

 

 

  

 

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