Bollettino libero cristiano evangelico  della "Piccola Iniziativa Cristiana" a cui tutti possono partecipare utile per la riflessione e lo studio biblico

 

CERCHIAMO IL MESSAGGIO VERO

Essere cristiani non è seguire i mass media, ma avere fede in Dio nonostante le difficoltà quotidiane

di Matteo Pisano - 15-11-12  (Livello 1 su 5)

[imm da mass.pakgalaxy]

 

2Corinzi 4:5-10,15 - 5 Noi infatti non predichiamo noi stessi, ma Cristo Gesù, il Signore, e siamo vostri servi per amore di Gesù, 6 perché il Dio che disse: «Splenda la luce fra le tenebre», è lo stesso che ha fatto brillare il suo splendore nei nostri cuori per illuminarci nella conoscenza della gloria di Dio, che rifulge sul volto di Gesù Cristo. 7 Or noi abbiamo questo tesoro in vasi di terra, affinché l'eccellenza di questa potenza sia di Dio e non da noi. 8 Noi siamo afflitti in ogni maniera, ma non ridotti agli estremi; perplessi, ma non disperati; 9 perseguitati, ma non abbandonati; abbattuti, ma non distrutti, 10 portando del continuo nel nostro corpo il morire del Signore Gesù, affinché anche la vita di Gesù si manifesti nel nostro corpo.

15 Tutte queste cose infatti sono per voi, affinché la grazia, raggiungendo un numero sempre maggiore di persone, produca ringraziamento per abbondare alla gloria di Dio.

 

Se per un momento avessimo la possibilità di vedere dall’alto come funziona il “sistema mondo” ci accorgeremmo di quanto  i mass media riescano ad influenzare la nostra vita trasmettendo continuamente lo stesso tipo di messaggio che a volte può essere chiamato “il sogno americano” altre volte il cosiddetto “self made man – l’uomo che si è fatto da solo”. Sono tutti messaggi che  fanno leva sull’orgoglio umano e sulla prospettiva di raggiungere grandi imprese se un uomo crede nelle sue forze.

Se però andiamo a leggere nella Bibbia cosa ne pensa Dio in merito a questo comportamento ci renderemo conto che è un grande abominio agli occhi del Signore, infatti questa tendenza ad avere è una bugia creata da Satana per allontanare l’uomo da Dio facendogli credere che da solo è capace di fare tutto ciò che desidera. In Geremia è scritto: «Maledetto l'uomo che confida nell'uomo e fa della carne il suo braccio, e il cui cuore si allontana dal SIGNORE! (Ge. 17:5)

Questo inganno si è potuto insediare gradualmente nella società che ogni giorno è diventata sempre più egoista. Mattone dopo mattone l’uomo si è creato una casa di paglia fondata sull’egocentrismo e sui propri desideri, credendosi indipendente dalla volontà di Dio e soprattutto dalle conseguenze che possono succedere andando contro la Sua Parola. Se andiamo a rileggere cosa ha detto Paolo ai Corinzi, nei tempi in cui la fede cristiana si stava espandendo al di fuori di Israele, ci rendiamo conto che il suo messaggio era esattamente l’opposto di quello che oggi si sente in tv.

Se oggi la nostra è diventata una società egoista, dove l’amore si sta raffreddando rapidamente è perché non poniamo dei limiti al nostro modo di vivere festaiolo e superficiale; inoltre ci lasciamo assuefare da programmi spazzatura, che ci ripetono in continuazione che ciò che conta nella vita è il successo, i soldi, il vivere in abbondanza, e permettiamo a questo messaggio di penetrare nella nostra mente.  Se non diciamo  basta, senza rendercene conto, piano piano ci allontaniamo da quello che è il cammino stretto che porta al regno dei cieli.

Paolo non proclamava questo tipo di messaggio, non prometteva successo, non prometteva soldi, il suo messaggio era semplice e chiaro “Noi infatti non predichiamo noi stessi, ma Cristo Gesù, il Signore, e siamo vostri servi per amore di Gesù” . Paolo, in questi versi, ci teneva ad affermare un concetto importante, ossia che l’uomo di per sé non vale nulla e lo paragona ad un fragile vaso di terra. Quello che conta invece è Dio nella sua gloria che si è manifestata a noi in Cristo Gesù. A Paolo non importa soffrire, non gli importa delle malattie, non gli importa della povertà; certo ne soffre, ma la sofferenza di un momento si tramuterà in gioia eterna. Ciò che contava veramente per Paolo era il poter testimoniare Gesù Cristo, morto e risorto, perché è per mezzo di Lui che abbiamo pace con Dio.

Ed ancora oggi noi dovremmo avere il suo stesso atteggiamento nei confronti dell’avversità, invece di riempire le nostre case di inutili cianfrusaglie e lamentarci di continuo se qualcosa non va come noi desideriamo, impariamo ad essere più umili. L’essere cristiani non vuol dire non avere i problemi e vivere tranquillamente, non vuol dire non avere malattie, non avere problemi economici, non essere mai tristi e senza preoccupazioni… l’essere cristiani è avere totale fiducia in Dio nonostante tutto questo.  

“L’Eterno è il mio pastore è nulla mi mancherà” (Sl. 23:1), ricordiamoci di questa promessa nei momenti di difficoltà.

 

 

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