|
NON CONTRASTATE IL MALVAGIO...di Renzo Ronca
Matteo 5:38 «Voi avete udito che fu detto: "Occhio per occhio e dente per dente". Matteo 5:39 Ma io vi dico: non contrastate il malvagio; anzi, se uno ti percuote sulla guancia destra, porgigli anche l'altra;
Che significa questa arrendevolezza cristiana? Siamo forse persone che amano soffrire? Per comprendere appieno il v.39 bisogna capire che non può essere letto senza il v.38 di cui è il giusto contrappunto. Ad un eccesso degli israeliti (che applicavano letteralmente la legge del taglione “occhio per occhio”), viene presentato un “eccesso opposto: “uno schiaffo? Prendine due!”. I due estremi vengono presentati ai giudei di quel tempo, persone dal carattere semplice ma col cuore abbastanza duro; a tale durezza nell’applicare la Legge di Dio, Gesù risponde in modo shoccante, altrettanto duro. Era l’unico modo per evidenziare il concetto.
Io ci ho pensato spesso a questo porgere l’altra guancia, che, dato il mio carattere non migliore dei giudei, mi riesce abbastanza male. Uno dei modi con cui mi spiego la frase è ricordando quando da ragazzo frequentavo una palestra di Judo. Il nostro maestro ci spiegava che il principio della lotta si basava non sull’opposizione “muro contro muro”, ma sullo sfruttare a nostro vantaggio la forza e lo slancio dell’avversario. Metti che questi voleva darti un pugno, l’abilità vincente consisteva nel lasciargli lo spazio di allungare il braccio fino a farlo sbilanciare. Non occorreva resistergli ma dargli spazio; appena poi picchiava il vuoto, noi avremmo potuto facilmente aggiungere al suo slancio anche il nostro, dandogli una spinta in più; in questo modo, non solo non trovava resistenza rimanendo sconcertato, ma finiva a terra a causa del suo stesso impeto che gli si riversava contro.
Ecco penso che se noi non opponiamo resistenza all’aggressività del mondo, ma le diamo uno spazio vuoto, finirà per cadere a terra da sola.
Una tecnica raffinata ed estremamente difficile quella che ci insegna Gesù, ma credo che davvero il male possa essere vinto col bene, semplicemente perché il male è preparato solo per reazioni dello stesso tipo “male per male, occhio per occhio”; il male non conosce cos’è il bene e non ha “difese” verso di lui.
Non ci scoraggiamo se non riusciamo ad apprendere subito questo tipo di lotta: quel maestro di Judo ci faceva esercitare centinaia di volte sulla stessa mossa: all’inizio cadevamo sempre noi, ma poi imparavamo e a cadere era sempre l’avversario.
Indice riflessioni in pillole - Home
|
|