Bollettino libero cristiano evangelico  dell'Associazione ONLUS  "Piccola Iniziativa Cristiana" a cui tutti possono partecipare utile per la riflessione e lo studio biblico

 

La rivoluzione "non furba" del cristiano: cercare il vantaggio degli altri!

 

1Corinzi 10:24 Nessuno cerchi il proprio vantaggio, ma ciascuno cerchi quello degli altri.

(Renzo Ronca - 18-6-10)

 

 

 

 

 

Non è da furbi essere cristiani in un mondo dove ognuno deve arrampicarsi sugli altri per emergere; eppure l’insegnamento è questo: “Nessuno cerchi il proprio vantaggio, ma ciascuno cerchi quello degli altri”.

Mi viene in mente il mio vicino di casa, opportunista e disonesto, oppure qualche collega che “mi ha fatto le scarpe”[1] ebbene io dovrei cercare il loro vantaggio… Non è da furbi, certo, e mi pare subito di non potercela fare.

Il cristianesimo però è una rivoluzione nel modo di pensare: prende l’andazzo comune del mondo e lo interpreta al contrario. C’è da chiedersi perché. Se ci pensiamo un momento lo capiamo: non è che noi dobbiamo mettere le cose normali al contrario per lo sfizio di essere strani, è che la verità di Dio è stata sostituita con la falsità vestita di “verità”. Non sono “normali” le cose del mondo, spesso sono cose ingiuste. Noi dobbiamo solo riportare le cose al loro giusto significato.

Prendiamo una famiglia: cercare il vantaggio dei propri figli, dei propri fratelli o genitori è cosa istintiva; non si va a guardare tanto se i figli meritano o non meritano, l’istinto è quello di aiutarli e basta. Il cristianesimo estende questo concetto di bene e di affetto anche al prossimo.

Uno può obiettare: -Si, ma se io penso all’altro e l’altro pensa a se stesso, a me chi ci pensa?- Giusta domanda. Per un ateo. Ma se uno sa che c’è Dio che si prende cura di lui, allora la domanda non ha ragione di essere.

Nel nostro sistema “arrangiarsi”, “possedere” ed “arricchirsi” sono imperativi accettati da tutti, ma Dio non ci insegna questo. Il Signore ci chiede il contrario: un impoverimento.

Il cammino cristiano non sarà mai “furbo” secondo la mentalità comune; e tanto meno sarà un cammino di maggioranza. Il vero cristiano è spesso solo e non emerge sugli altri; tu non lo vedi nemmeno. E’ uno che ha imparato a memoria la strada di tutti i giorni: dopo aver adorato il Signore nel silenzio, lo serve regolarmente prendendo il peso e persino l’immondizia dell’altro, se lo carica come può sulle spalle e poi lo va a portare subito alla casa di Dio per non esserne schiacciato. Lì, il Signore gli toglie subito quel peso da dosso, se lo carica Lui e poi e gli sorride.


 

[1] “Fare le scarpe” Essere sleali, passare avanti a tutti i costi usando sistemi disonesti.

 

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