Bollettino libero cristiano evangelico  dell'Associazione ONLUS  "Piccola Iniziativa Cristiana" a cui tutti possono partecipare utile per la riflessione e lo studio biblico

 

VERITA’ E FALSITA’ Tra Bibbia e manipolazioni mediatiche 

Cominciamo a fare il punto tra chi è dentro e chi è fuori.

 (Renzo Ronca 27-4-10)

 

 

QUANTO E’ DIFFICILE CERCARE LA VERITA’?

 

Non sorprende che sia in atto un tentativo dell’ingannatore di ingannare l’uomo; in fondo quello è il suo “mestiere” e lo fa bene, adattandosi ai tempi ed alle tecnologie moderne. Nel corso dei secoli ha fatto molti “esperimenti” e adesso sa come agire efficacemente su larga scala.

Quello che meraviglia invece è come l’uomo non senta la necessità di ricercare la verità e si accontenti di quella che gli viene proposta, già bella che confezionata (soprattutto dalle TV e dai media in genere).

 

Perché l’uomo si comporta così?

“L’uomo medio” è in fondo un ingenuo pigro, uno che segue, che si fida, che si lascia guidare; è uno che non pensa, perché pensare gli sa fatica. Non è cattivo, ma nemmeno buono. Ricava sicurezza non da Dio, ma dall’appartenenza al gruppo, ovvero dal conformismo. Per lui essere conforme agli altri significa vivere senza problemi. Avere una idea propria lo metterebbe a rischio di critica e di allontanamento dagli “altri”. Segue il calcio perché è lo sport nazionale; va nelle spiagge affollate d’agosto perché ci vanno tutti; si lamenta del governo perché tutti si lamentano (però non vota mai per l’opposizione perché tutto sommato la maggioranza gli dà tranquillità) ed esprime sempre il pensiero della massa, cioè i luoghi più comuni.[1]

L’uomo medio è quello che segue “grande fratello” “l’isola dei famosi” “gli amici di Maria”, le interviste di pettegolezzi (gossip) del pomeriggio, i quiz continui e le gare di ballo. L’uomo medio è la folla che un giorno applaude Gesù che entra a Gerusalemme ed il giorno dopo dice “A morte a morte, liberaci Barabba!”.

Se quest’uomo medio fosse credente, in Italia sarebbe certamente cattolico, perché è la religione di maggioranza, la più facile e la meno compromettente, perché delega tutto al prete; direbbe che è cattolico pure se dentro fosse ateo o se fosse in disaccordo con il papa. In fondo poi per lui parlar male dei preti con ammiccamenti e battute è un luogo comune come parlare male del governo; tutto sommato gli serve per avere più consensi e non soffrire mai di solitudine.

Uno così è un uomo da struggere? Forse, ma per il Signore non è così, è un triste uomo-vittima, una creatura fragile ed incapace di difendersi dal vero colpevole, che è l’ingannatore Satana. Per questo dice “Padre perdona loro perché non sanno quello che fanno”.

 

Conclusioni

La deludente conclusione è che l’uomo non è in grado di trovare da solo la verità; non solo, ma non è nemmeno in grado di iniziare a cercarla, visto che se ne allontana ogni giorno di più e non si pone domande. 

Ma la soluzione è sorprendente: è la verità che cerca lui!

Gesù è la Verità fatta persona che si è incamminata verso l’uomo.

Noi che diciamo di essere cristiani evangelici dobbiamo raccogliere il mandato che Gesù ci ha dato, seguire questa linea di evangelizzazione: uscire dalle nostre comodità e tentare di rivelare come stanno le cose a chi ancora non lo sa, aiutando il prossimo.

I tempi sono ridotti: basta con le ambiguità religiose. Chi è di Cristo lo mostri nei fatti evitando ad esempio di pregare tutto ciò che non è Dio Padre, Figlio e Spirito.

O credi alla Bibbia di Dio, comprensiva del Vangelo e dell’Apocalisse o non ci credi. Se ci credi fai come ti viene detto senza tante storie. Dio non ha mai permesso di pregare qualcuno o qualcosa che non sia Dio stesso. Il resto sono chiacchiere inutili.

 

 

 

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[1] I governi attuali si sostengono tramite sofisticati sondaggi dove esplorano e manipolano perfettamente le frasi fatte più usate dalla gente tipo: “manca lavoro e questi qui vengono dal terzo mondo a rubarcelo”; su queste opinioni comuni abilmente mantenute vive, costruiscono slogan pericolosi cavalcando uno scontento che non affronta mai le radici sociali del problema.

 

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