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Attenzione a come leggiamo la Bibbia di Renzo Ronca - 7-3-10
Il linguaggio biblico soprattutto nel VT è molto semplice e diretto: “il popolo si ribella, Dio lo punisce” in realtà non si tratta di un despota che amministra la sua legge distruggendo chiunque gli vada contro; la cosa va intesa in questo senso:
Dio tramite la Legge spiega all’uomo rozzo e duro di comprendonio quale è il suo bene; lo fa con un linguaggio incisivo e rigoroso adatto a lui, in modo da poter essere inteso. Questo linguaggio si addolcisce e si apre sempre più alle spiegazioni nel NT. Dio è una sostanza d’amore, ciò che dice all’uomo è impregnato della Sua sostanza. Egli spiega che essere in Dio, e poi in Cristo, significa essere parte di questa sostanza. Sarà inutile ogni osservanza della Legge senza aver capito il senso della Legge. E’ avendo lo Spirito di Dio in noi stessi (nostro corpo = tempio) che noi possiamo agire con la “sostanza” di Dio nella mente e nel cuore.
Ma agire senza aver capito Dio significa trovarsi lontano da Lui, significa commettere azioni malvagie e peccare. Questo stato d’animo “incorre nel giudizio di Dio”. In pratica chi si mette nel peccato si autoesclude dalla grazia. Non è Dio che una mattina decide di punire il disubbidiente, ma è la “sostanza” di Dio che non è fatta di peccato. Dio è amore e vita; chi non è composto di questo può essere solo composto una sostanza diversa: odio indifferenza e morte. In un certo senso dunque potremmo dire che chi sceglie di allontanarsi da Dio, si condanna da solo.
Attenzione dunque ad interpretare per il giusto verso certe frasi del Vecchio Testamento.
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