Bollettino libero cristiano evangelico  dell'Associazione ONLUS  "Piccola Iniziativa Cristiana" a cui tutti possono partecipare utile per la riflessione e lo studio biblico

 

Perché Dio ha scelto Israele?

Risposta del prof. Sargentini Roberto 22-6-09

 

 

 

 

Potrei rispondere che lo ha fatto perché è Dio e le sue scelte sono insindacabili. Lui è Dio e fa quello che vuole. Ma una risposta del genere sarebbe solo dogmatica, non soddisfarebbe nessuno, prima di tutti me.

Tutto, secondo la bibbia, ebbe inizio quando Dio chiamò Abramo. Abramo ubbidì alla voce di Dio e rispose di sì alla sua chiamata e “questo gli fu messo in conto di giustizia” (Gn. 15:6). Successivamente il Signore fece un patto con Abramo, un patto che – secondo l’usanza del tempo – fu reso sacro, cioè legalmente valido, mediante il versamento del sangue di uno o più animali:

 

“Io sono il SIGNORE che ti ho fatto uscire da Ur dei Caldei per darti questo paese, perché tu lo possegga». Abramo chiese: Dio, SIGNORE, da che cosa posso conoscere che ne avrò il possesso? Il SIGNORE gli rispose: Prendimi una giovenca di tre anni, una capra di tre anni, un montone di tre anni, una tortora e un piccione. Egli prese tutti questi animali, li divise nel mezzo e pose ciascuna metà di fronte all'altra; ma non divise gli uccelli.” (Gn. 15:7-10)

 

Or come il sole fu tramontato e venne la notte scura, ecco una fornace fumante e una fiamma di fuoco passare in mezzo agli animali divisi. In quel giorno il SIGNORE fece un patto con Abramo, dicendo: Io do alla tua discendenza questo paese, dal fiume d'Egitto al gran fiume, il fiume Eufrate.” (Gn. 15:7,18)

 

Purtroppo la traduzione italiana non rende giustizia al testo ebraico. Infatti il patto che Dio fece con Abramo, poi con Isacco, con Giacobbe ed infine con le 12 tribù di Israele dopo l’esodo d’Egitto, non è un accordo del tipo: “io ti do tu mi dai”, o un mettersi d’accordo su qualcosa. Il patto che Dio fece con Abramo e la sua discendenza fu un patto che in ebraico suona come una proposta di matrimonio. Abramo e la sua discendenza hanno detto di sì a questa proposta e Dio ha fatto di Israele la sua sposa.

Purtroppo Israele si è rivelata infedele; e il Signore dopo mille avvertimenti e punizioni l’ha ripudiata e l’ha data in mano alle nazione che l’hanno resa schiava. Ma, come Osea è andato in cerca dell’infedele Gomer e l’ha riscattata a caro prezzo, così Gesù, lo sposo, è venuto a salvare “le pecore perdute della casa d'Israele” (Mt. 15:24) e poi chiunque avesse creduto in lui tra le nazioni, cioè il mondo:

 

“Dio ha tanto amato il mondo che ha mandato il suo unico figlio affinché chiunque crede in lui non perisca ma abbia la vita eterna” (Gv. 3:16)

 

Come Osea ha nuovamente sposato Gomer, da cui aveva divorziato, presentandole un nuovo patto matrimoniale, nello stesso modo Gesù ha presentato alla sua sposa Israele un nuovo patto matrimoniale che poi è stato esteso anche ai non ebrei. Chiunque lo accetta diventa parte della sposa di Cristo, cioè di quell’Israele il cui fondamento è dato dagli ebrei (l’olivo domestico) e in cui sono stati innestati – per la fede in Cristo Gesù – i non ebrei che credono nel Messia Gesù (vedere Rm. 11).

 

 

(Per approfondire l’argomento si consiglia il libro “Israele la sposa del Messia” – Perciballi editore, scritto dall’autore del presente articolo)

 

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