Bollettino libero cristiano evangelico  dell'Associazione ONLUS  "Piccola Iniziativa Cristiana" a cui tutti possono partecipare utile per la riflessione e lo studio biblico

 

QUALE DEVE ESSERE L'ATTEGGIAMENTO CRISTIANO CON I MUSULMANI?

(di Renzo Ronca)

 

 

Caro Renzo e un po' che volevo esporre il mio pensiero e una domanda a te e a chi vuol rispondere:   Gli extracomunitari e in special modo le donne musulmane, le vedo passare con i veli addirittura coperte anche il viso, allora io mi dico; ma come, loro vengono in casa nostra, pretendono dico ( pretendono ) lavoro, casa moschee con quello che ne consegue, loro non vogliono integrarsi con noi, se ne stanno fra di loro, cioè sfruttano tutto quello che l'occidente gli può dare ma non ne vogliono sapere di stare con noi, è come se uno viene in casa tua, fai tutto quello che la casa ti offre ma se si tratta di mangiare insieme allora no, loro mangiano in un altro tavolo, ma è giusto? [....seguono considerazioni religiose sulla loro e la nostra fede e relativi comportamenti...]   Dammi un tuo pensiero, quale deve essere il nostro atteggiamento con i musulmani?

 

RISPOSTA:

Caro lettore, la convivenza con gli extracomunitari in Europa in genere, ed in Italia in particolare, crea ovviamente due problemi: uno a loro per adattarsi, ed uno a noi per accettarli.

E’ normale che loro trasferendosi in un paese con cultura, tradizione, lingua e religioni così diverse si possano trovare in seria difficoltà, creando magari perplessità anche a chi li ospita. In teoria chi bussa in una casa dovrebbe prima informarsi su come si vive in quella casa e se non è d’accordo non dovrebbe bussare per niente; tuttavia qui non si sta parlando di classi colte che vanno in vacanza, bensì di popolazioni, soprattutto africane, che nei loro paesi rischiano di morire di fame. Per loro il problema politico è relativo; a loro interessa vivere, e magari far vivere i propri familiari. A volte quel giovane che vediamo sbarcare in Italia con mezzi di fortuna è “l’investimento” di tutto un clan che dopo incredibili sacrifici è riuscito a mettere da parte una cifra (per loro enorme) per pagarsi un trasporto a rischio della vita stessa. Accoglierli a fucilate come molti propongono non mi pare la soluzione, anche perché se i paesi del terzo mondo sono ridotti così male, la prima responsabilità è di quelli del “primo mondo” che li hanno depredati. Non può sussistere infatti una ricchezza tutta da una sola parte del globo, ti pare?

La prima cosa da dire quindi è che questi “esodi di popolazioni” il più delle volte non sono tanto una scelta, quanto la conseguenza della disperazione di una situazione globale molto complessa di cui non possiamo lavarcene le mani.

 

Le differenze religiose tra musulmani e noi sono innegabili e causano per entrambi difficoltà di convivenza; tuttavia partiamo da due fatti reali, acquisiti:  1) loro qui ci sono già; 2) noi diciamo di essere cristiani in uno stato che si definisce democratico, libero, laico.

Questi sono i punti di partenza su cui ragionare. Vediamo se sono tutte loro le colpe o abbiamo delle responsabilità anche noi:

 

I musulmani vivono un insieme sociale-politico-religioso difficilmente separabile in cui la legge coranica rappresenta la base di tutto.  Non hanno mai detto di essere diversi da quanto sono.

 

Noi invece che diciamo di essere cristiani, lo siamo in base alle circostanze oppure da dentro al cuore?

Il nostro comportamento cristiano dovrebbe essere sempre lo stesso con chiunque, sia col musulmano che con l’ateo o l’ortodosso o il buddista:

 

Malachia 2:10 Non abbiamo forse tutti un solo padre? Non ci ha creati uno stesso Dio? Perché dunque siamo perfidi l'uno verso l'altro così che profaniamo il patto dei nostri padri?

 

Il cristiano che si vanta di avere Gesù dovrebbe aver sperimentato una grossa mutazione interiore:

 

Colossesi 3:10-15 e vi siete rivestiti del nuovo, che si va rinnovando in conoscenza a immagine di colui che l'ha creato. Qui non c'è Greco o Giudeo, circoncisione o incirconcisione, barbaro, Scita, schiavo, libero, ma Cristo è tutto e in tutti. Rivestitevi, dunque, come eletti di Dio, santi e amati, di sentimenti di misericordia, di benevolenza, di umiltà, di mansuetudine, di pazienza. Sopportatevi gli uni gli altri e perdonatevi a vicenda, se uno ha di che dolersi di un altro. Come il Signore vi ha perdonati, così fate anche voi. Al di sopra di tutte queste cose rivestitevi dell'amore che è il vincolo della perfezione. E la pace di Cristo, alla quale siete stati chiamati per essere un solo corpo, regni nei vostri cuori; e siate riconoscenti.

 

Questo è il nostro dovere di cristiani maturi: rivolgersi ai musulmani con rispetto, accettandoli e possibilmente far loro conoscere il Cristo;  così come si fa con qualsiasi altra persona di qualsiasi religione. Essere cristiani non è imporre la croce con la forza come ai tempi delle crociate, ma è mostrare un modo nuovo di pensare, di essere e di vivere.[1]

 

Vogliamo parlare poi di socialità?

In quanto ai comportamenti ingiusti e a volte prepotenti dei musulmani, beh, ve ne sono anche tra italiani, macedoni, albanesi, polacchi, russi, americani, tedeschi, francesi ecc.

Abbiamo una legge nel nostro Stato, ci sono organismi preposti a farla rispettare. Dunque che la facessero rispettare a tutti.

Io ho dei parenti emigrati in Germania: hanno assistenza, aiuti economici inserimenti sociali a livelli elevati, ma se sbagliano pagano come paga il cittadino tedesco. Non è che pretendono cose speciali solo per loro, ma si aspettano che lo Stato mantenga le leggi democratiche ed assistenziali che già ha.

 

La libertà e la democrazia vanno protette anche con le forze dell’ordine, secondo me, altrimenti diventano il far west. Se ci sono episodi di disordine non è colpevole tanto Tizio o Caio, quanto noi stessi che non abbiamo un adeguato sistema di informazione-educazione sociale[2], e nemmeno di controllo della delinquenza  (italiana e non).

 

Attenzione alla nostra ipocrisia:

Un esempio: Lo Stato italiano si definisce laico, ma lo è? (laico: che non appartiene al clero, alla chiesa, ma è democraticamente libero autonomo) La nostra Costituzione al’art. 8 è molto chiara:

"tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge. Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l'ordinamento giuridico italiano. I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze."

 

A questa libertà di religione si aggiunge un’altra legge importante:

 

nel Protocollo addizionale alla Legge 25 marzo 1985 n.121, si afferma che: "In relazione all'articolo 1 si considera non più in vigore il principio, originariamente richiamato dai Patti Lateranensi, della religione cattolica come sola religione dello Stato italiano."

 

Questo significa che in Italia non sussiste più il cattolicesimo come “religione di Stato”. Lo Stato cioè non ha una religione obbligatoria, ma dà libertà al cittadino di avere quella che vuole.  Questo è quello che diciamo a tutto il mondo. I Musulmani nei loro paesi non hanno mai sbandierato cose del genere.

 

A questo punto avrei due domande:

1)    Noi che l'abbiamo promulgata, siamo sicuri di aver capito questa legge?[3]

2)    Se noi, che ci mostriamo tanto bravi al tavolo dei G8,[4] abbiamo le idee confuse sulla nostra stessa legge di uguaglianza religiosa, che succede se poi se arriva in Italia qualcuno che pretende questo diritto, che noi stessi diciamo di poter dare? Le leggi, se non siamo in grado di capirle o metterle in pratica, perché le facciamo allora?

 

Diverso invece il caso delle donne col "chador"[5] al di fuori di certi ambienti  o di chi pratica la poligamia. Queste cose nel nostro ordinamento non sono permesse.

Pensate infatti ad una donna che si rifiuta di mostrare il volto per un controllo di ordine pubblico, magari entrando in una banca o guidando una macchina; oppure che rifiuta di far visitare la figlia gravemente ammalata da un medico, solo perché il medico è uomo! In questi casi credo che nonostante la nostra buona volontà, se uno straniero non è in grado di rispettare le nostre leggi, allora dovrà rivedere la sua permanenza in Italia.

Per risponderti infine sulla loro mancata socializzazione, anche qui abbiamo le nostre responsabilità: In Inghilterra, In Germania, sussiste un sistema di assistenza e di educazione sociale che noi nemmeno ci sogniamo. Lo straniero è inserito aiutato a conoscere la lingua, le leggi e la cultura occidentale. Da noi l'assistenza sociale fa ridere; lo Stato è praticamente inesistente e tutto è lasciato ad organizzazioni private (per lo più cattoliche)  che non hanno sufficienti mezzi per poter operare. La figura dell'assistente sociale da noi è simile a quella del burocrate; l'educatore professionale non sappiamo nemmeno cosa sia, e quando esiste è relegato a compiti di terz'ordine. La socializzazione tra culture diverse (soprattutto se povere e con grossi problemi familiari alle spalle) richiede un impegno del paese ospitante che attualmente noi non siamo in grado di dare. 

Secondo me considerando un po' tutto il nostro degrado (in ogni campo) degli ultimi anni, forse dovremmo ridimensionare l'immagine ricca e progredita che stiamo diffondendo dovunque, e considerare invece noi stessi come parte del terzo mondo. Forse sarebbe triste, ma certo più dignitoso, realistico e meno ipocrita.

 

Correlazioni precedenti:

CHE NE SARA’ DI QUELLI CHE NON CONOSCONO LA VERITA’?”  (RR)

 

 

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[1] Vorrei evitare di riportare esempi vergognosi di come alcuni datori di lavoro italiani trattano gli extracomunitari; basta sentire qualche fatto di cronaca. Magari queste persone, come quello che ha fatto morire di stenti un bracciante e lo fatto trasportare fori dalla sua terra lasciandolo agonizzante, va alla messa tutte le domeniche.

[2] La figura dell’educatore professionale nelle case famiglia o in strutture varie di assistenza e di inserimento ad esempio (dove gli  extracomunitari potrebbero essere aiutati a capire ed inserirsi nel nostro paese) è quasi inesistente soprattutto al centro sud. Lo Stato lascia all’iniziativa di centri privati (per lo più cattolici) dando pochissimi aiuti concreti ai progetti assistenziali.

[3] Vi sono parecchi  esempi che dimostrano come questa laicità si interpreti in Italia in modo contraddittorio (a differenza della Francia per esempio dove è già messa in pratica da tempo). Ne citerò solo uno: Sono anni che un giudice italiano di religione ebraica vorrebbe applicare questa legge e far togliere il crocefisso, simbolo cattolico, dalle aule statali di giustizia dove lui esercita (che dovrebbero essere laiche), beh è stato condannato a sette mesi di reclusione e ad un anno di interdizione dai pubblici uffici. Si sta parlando di un giudice italiano preposto ad applicare le leggi! Non è di una nazione sperduta nel deserto di Gobi! Il magistrato in questione per avere rispettata “l’eguaglianza e la libertà religiosa” è costretto a  fare ricorso alla Cassazione ed alla Corte di giustizia europea! Io lavoro nella scuola e vedo da decenni le battaglie politiche per togliere il simbolo cattolico da una scuola statale pubblicizzata come “laica” ma dove ancora c’è l’insegnante di religione cattolica (non avevamo stabilito per legge che lo stato italiano era “laico”?)

[4] Il G8 è la riunione degli stati più ricchi che decide l’assetto del mondo.

“Il G8 è costituito dai 7 paesi più influenti del mondo più la Russia. Più correttamente quindi si potrebbe parlare di G7+1. In effetti prima esistevano il G6 ed il G7, che poi è stato allargato anche alla Russia per via della sua potenza militare e della sua importanza politica, grazie alle quali può influire sugli equilibri mondiali. Gli altri sette paesi sono, nell'ordine: USA, Giappone, Germania, Regno Unito, Francia, Italia e Canada. Durante i summit, i rappresentanti dei paesi membri discutono di importanti questioni di politica internazionale, per definire i futuri assetti del mondo.

I primi sette paesi del gruppo sono in effetti i più ricchi, secondo la classifica del PIL 2004, mentre la Russia è undicesima e nelle statistiche andrebbe sostituita dalla Cina.” (wikipedia)

[5] Velo che copre il volto fino agli occhi, portato dalle donne islamiche

 

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