Bollettino libero cristiano evangelico  dell'Associazione ONLUS  "Piccola Iniziativa Cristiana" a cui tutti possono partecipare utile per la riflessione e lo studio biblico

 

 

E’ possibile oggi incontrare Dio?

di Angelo Galliani

 

 

La risposta a questa domanda dipende, com’è ovvio, dal senso che si voglia dare al verbo “incontrare”. Secondo la rivelazione veterotestamentaria[1], Dio rimane al di sopra della diretta conoscenza umana; la natura e la santità di Dio sono tali da escludere qualsiasi “incontro ravvicinato” con gli esseri umani, in quanto questi ultimi non sarebbero in grado di sopportarlo, a causa della loro condizione di peccato. Così come non è possibile toccare un cavo dell’alta tensione senza rimanere fulminati, così non è possibile “vedere” Dio (o “incontrarlo”, per restare in tema col nostro argomento) senza morire all’istante.

     Quindi, stando così le cose, Dio vuole entrare in relazione con noi non direttamente, ma per il tramite della Sua Parola. Egli rivela (parte di) Se Stesso tramite i suoi insegnamenti, le sue correzioni, le sue consolazioni, le sue promesse…

     Secondo l’ottica neotestamentaria[2], inoltre, Dio si è rivelato in modo del tutto speciale in Gesù di Nazareth: nella sua persona come nella sua vita, nelle sue opere come nelle sue parole. Gesù, in altri termini, ha costituito il luogo e il tempo in cui l’umanità e Dio si sono incontrati intimamente, al punto da fondersi l’uno nell’altra, al punto da non essere più divisibili (“Io e il Padre siamo uno” disse Gesù).

     Dopo Gesù, l’umanità ha avuto l’opportunità di incontrare Dio nella rivelazione dell’Evangelo, cioè la parola di grazia e di verità che ci annuncia la riconciliazione con Dio che ci è resa possibile tramite Cristo. Attraverso la conoscenza dei fatti e degli insegnamenti concernenti Gesù, si può diventare credenti in Lui, e quindi sperimentare un incontro personale con Dio. Il credente, infatti, oltre a beneficiare della riconciliazione con Dio, può anche ricevere il suo Spirito ed i suoi carismi, per metterli al servizio del prossimo nella causa dell’Evangelo.

     Una cosa, credo, va qui sottolineata con una certa energia: nessun essere umano può prevedere se e quando potrà avere un incontro con Dio. Una cosa sola è certa: ogni incontro con Dio porta le sue conseguenze (umanamente imprevedibili) nella coscienza e nella vita di chi lo vive: la storia di tanti personaggi biblici è lì a testimoniarlo. Ogni incontro con Dio, infatti, ha in sé l’energia sufficiente per trasformarci, per rinnovare la nostra mente, per liberarci dalle piccole e grandi schiavitù che condizionano la nostra vita, e per liberarci anche dai pregiudizi e dalle paure che troppo spesso rovinano i nostri rapporti con gli altri.

     Voglio aggiungere una cosa, non certo secondaria (anzi!): Dio desidera incontrare ciascuno di noi. Forse normalmente non ce ne accorgiamo, ma Egli compie ripetuti e numerosi tentativi per stabilire un contatto con noi. Solo che, purtroppo, Dio è talmente rispettoso della nostra libertà, e noi siamo talmente indaffarati nei nostri molteplici impegni (e problemi), che effettivamente sembrano un po’ scarse le probabilità di un tale incontro.

     Dunque, carissimi amici che leggete queste righe, se davvero desiderate incontrare Dio, avvicinatevi fiduciosi alle Scritture; ma cercate anche di essere sensibili nei confronti di chi soffre, e di capire i tempi storici che stiamo vivendo. Anche attraverso di essi, infatti, Dio è in grado di parlarci, per orientare le nostre coscienze verso le scelte più giuste, quelle che tutti noi dovremmo compiere.

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[1] Veterotestamentaria: del Vecchio Testamento

[2]  Neotestamentaria: del Nuovo Testamento

 

 

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