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Gesù parlava con Mosè ed Elia allora sono andati in cielo senza la rinascita? E poi Paolo dice che nessuno è salito in cielo se non colui che è anche disceso da cielo, cioè Gesù. Se Mosè è morto, come poteva parlare con Gesù sul monte?
Matteo 17:3 E apparvero loro Mosè ed Elia che stavano conversando con lui
RISPOSTA (RR): Caro amico lettore, hai toccato punti difficili per tutti. La difficoltà più grande sta nel fatto che l’episodio della trasfigurazione si svolge su due piani (quello terreno e quello spirituale) troppo diversi tra loro per poterli spiegare con il solo linguaggio terreno a cui siamo costretti, essendo noi stessi terreni e limitati. Questo dunque deve già ridimensionare in partenza le nostre aspettative. Non pretendiamo troppo da noi stessi; arriveremo dove potremo arrivare. Per noi sulla terra ci sono solo due direzioni: ieri (passato) e domani (futuro). Gesù ha permesso a tre discepoli di assistere ad un evento fuori dalla loro (e nostra) portata: vale a dire l’intersecarsi del tempo terreno con l’eternità di Dio, di cui non sappiamo quasi nulla. L’eternità non è un tempo terreno che dura sempre; ma un concetto molto molto più vasto che investe non solo il tempo ma anche lo spazio e chissà quante altre dimensioni che non conosciamo. Facciamo riferimento alla Scrittura: né Elia né Enoc sono passati attraverso la morte:
Essi continuarono a camminare discorrendo insieme, quand'ecco un carro di fuoco e dei cavalli di fuoco che li separarono l'uno dall'altro, ed Elia salì al cielo in un turbine. (2Re 2:11)
Per fede Enoc fu rapito perché non vedesse la morte; e non fu più trovato, perché Dio lo aveva portato via; infatti prima che fosse portato via ebbe la testimonianza di essere stato gradito a Dio. (Ebrei 11:5)
Dunque almeno per Elia, se pensiamo ad uno spazio diverso dalla terra possiamo immaginarlo facilmente come “vivo”.
Il problema sorge per Mosè: se è morto come ci dice la scrittura, come avrebbe fatto a tornare?
Anche qui possiamo fare solo qualche modesta considerazione: Mosè è morto ma non in maniera comune: leggi queste frasi:
(Deuteronomio 34,5-6) 5 Mosè, servo del SIGNORE, morì là nel paese di Moab, come il SIGNORE aveva comandato. 6 E il SIGNORE lo seppellì nella valle, nel paese di Moab, di fronte a Bet-Peor; e nessuno fino a oggi ha mai saputo dove è la sua tomba.
Capire cosa significhi “Il Signore lo seppellì nella valle” è davvero fuori dalla nostra normale comprensione. Riassumiamo: Sappiamo che nessuno fu come Mosè, che parlava direttamente a Dio, “faccia a faccia”;[1] sappiamo che mori; ma non fu un uomo a seppellirlo bensì “Il Signore”; nessun uomo trovò mai il suo corpo; nella Scrittura si parla ancora del suo corpo in una disputa tra l’arcangelo Michele ed il diavolo di cui ci riferisce l’apostolo Giuda:
Invece, l'arcangelo Michele, quando contendeva con il diavolo disputando per il corpo di Mosè, non osò pronunziare contro di lui un giudizio ingiurioso, ma disse: «Ti sgridi il Signore!» (Giuda 9)
Ipotesi su Mosè, sul suo corpo più o meno già assunto in cielo se ne potrebbero fare, ma siamo su un terreno troppo incerto e potremmo dire cose non giuste. Io sarei per lasciare le cose con questa penombra, se così è piaciuto a Dio. Di certo possiamo dire solo una cosa: vi sono lati oscuri e dobbiamo ammettere che non ne sappiamo molto. Alle volte credo che come uomini dobbiamo accettare anche queste verità.
Riprenderemo comunque questi personaggi più avanti nella trattazione che stiamo facendo sugli ultimi tempi; infatti molti studiosi li citano a proposito dei “due testimoni” nel periodo della “grande tribolazione”: [(Apocalisse 11:3) Io concederò ai miei due testimoni di profetizzare, ed essi profetizzeranno vestiti di sacco per milleduecentosessanta giorni.]
Riguardo all’altra frase cui accennavi (di Giovanni non di Paolo)….. "Nessuno è salito in cielo, se non colui che è disceso dal cielo: il Figlio dell'uomo...." (Giovanni 3:13)
… per capire dobbiamo sempre tener conto di un principio fondamentale: le frasi bibliche non vanno prese alla lettera, non sono blocchi di cemento, ma materia viva che acquista forma nella meditazione; non ti basare mai sull’apparenza.
Giudeo infatti non è colui che è tale all'esterno; e la circoncisione non è quella esterna, nella carne; ma Giudeo è colui che lo è interiormente; e la circoncisione è quella del cuore, nello spirito, non nella lettera; di un tale Giudeo la lode proviene non dagli uomini, ma da Dio. (Romani 2:28-29)
2Corinzi 3:6 Egli ci ha anche resi idonei a essere ministri di un nuovo patto, non di lettera, ma di Spirito; perché la lettera uccide, ma lo Spirito vivifica.
Ad esempio l’apostolo Paolo era già salito in cielo in un particolare “rapimento mistico”:
Conosco un uomo in Cristo, che quattordici anni fa (se fu con il corpo non so, se fu senza il corpo non so, Dio lo sa), fu rapito fino al terzo cielo. So che quell'uomo (se fu con il corpo o senza il corpo non so, Dio lo sa) fu rapito in paradiso, e udì parole ineffabili che non è lecito all'uomo di pronunziare. (2Corinzi 12:2-4)
Dunque ogni frase presa ed usata come un comandamento giudaico è sempre pericolosa. Paolo non si cura di sapere troppo (se nel corpo o fuori del corpo… solo Dio lo sa…) e lo ripete due volte. Accenna poi quasi con disagio, a rivelazioni ricevute, “cose che non è lecito dire…” Insegnamento per noi ad entrare con cautela nelle rivelazioni delle cose di Dio. Penso infatti che vi siano argomenti adatti a chi inizia il cammino cristiano, ed altri che seppure affascinanti, potrebbero essere fuorvianti. Sperimentare la presenza dello Spirito di Dio vivo e vero. Questo è importante.
Correlazioni:
[1] Deuteronomio 34:10 Non c'è mai più stato in Israele un profeta simile a Mosè, con il quale il SIGNORE abbia trattato faccia a faccia.
[sulla trasfigurazione vedi anche LA TRASFIGURAZIONE DI GESÚ di AG]
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