DI FRONTE A RIFLESSIONI DIFFICILI - di Renzo Ronca- 31-8-20

  

 

 

 

DOMANDA:

Pace fratello, So può dire che il predicare il vangelo per noi credenti seconda la nostra capacità, può essere vista da Dio come ulteriore prova per vedere e osservare quanti, I quali che ascoltano e convertendosi, vengono al Signore, che, però nella preconoscienza di Gesù, lui sa già chi ascolterà il messaggio della salvezza perché lui conosce i suoi... Per vedere quanti come dicevo prima lanciano il seme che nello spazio temporale dovrà crescere.. Hai capito quello che intendo? [nella prima risposta c’è stata una richiesta di maggiore chiarezza e una indicazione di alcuni riferimenti utili per approfondire];

 …provo a riformulare la domanda... Se Dio conosce il futuro, quindi conosce i luoghi dove sarà seminato il seme che è la sua parola, essendo onnisciente, lui vuole provare con il peso dell evangelizzazione i suoi figlioli in modo da metterli ulteriormente alla prova per quanto concerne ai salvati prima del rapimento... Nonostante lui ci conosca tutti appieno, vuole una dimostrazione pratica di quanto siamo in grado di chiamare al ravvedimento le persone che non conoscono Dio.

Non è facile da spiegare Renzo lo sai... Un altro modo di dirlo potrebbe essere questo, Dio nel libro dell Agnello ha già scritto chi sarà presente alle nozze solo che vuole vedere se gli invitati sono in grado di invitare a loro volta, mettendoli alla prova, le persone più bisognose che lui ha già chiamato ma che noi dobbiamo essere in grado di reclutare per il grande evento...

 

RISPOSTA:

Pace a te. Spero di aver sintetizzato bene il senso della tua domanda. Proverò ad esprimere il mio pensiero cercando una possibile risposta, ma ovviamente, data la vastità dell’argomento e considerando quanto poco sappiamo dell’eternità e della grandezza di Dio, non devi dimenticare che è solo la mia piccolissima discutibilissima opinione. Sarà una risposta lunga quindi mettiti comodo.

 

PROPRIO PERCHE’ NON E’ FACILE….

 

1) “Non è facile da spiegare Renzo lo sai...”

Si io lo so. Ma è proprio per questo che sospingo i bravi cristiani come te, che vogliono conoscere in profondità le cose di Dio, a dare di più, impegnarsi al massimo, se davvero vogliono elaborare risposte più mature. Due sono i mezzi che noi abbiamo in questa dedizione: la preghiera (da sola non basta) e lo studio (da solo non basta). L’insieme di preghiera (cioè il restare in clima di comunione col Signore) e di studio (ricerca, lettura delle fonti, scelta del materiale, elaborazione del materiale scelto, sintesi di quanto abbiamo compreso) può permetterci di trovare non solo le parole ma anche le profondità che cerchiamo. Un po’ alla volta. Ti faccio un esempio uno dei punti che ti avevo indicato su cui cominciare a ragionare sulla concezione del tempo da parte di Dio e sulla concezione del tempo da parte nostra:[1] ebbene per poterla elaborare a me sono serviti DIVERSI ANNI. E’ logico dunque che non si possa capire tutto in pochi minuti, per chat. Ci vuole il suo tempo, passando, ripassando e passando ancora tante volte su certi argomenti fino a che li facciamo nostri. Io non credo molto nelle risposte da manualetto americano come fanno nei catechismi o nelle chiese sbrigative, che usano frasi ripetitive come slogan. Faccio un altro esempio: noi diciamo spesso che “Gesù è il Figlio di Dio”, è una bella frase, non è sbagliata, ma abbiamo davvero capito cosa significa? Io per esempio ancora non l’ho capito bene e mi ci vorranno chissà ancora quanti anni per avvicinarmi al significato vero, e forse non lo capirò mai pienamente, almeno fino a quando il Signore tornerà. Questo per dire che è bene cercare, ma sempre con l’umiltà della nostra limitatezza. Infatti oltre ai due mezzi CHE NOI abbiamo per avvicinarci a certe cose (preghiera e studio), vi è un terzo elemento importantissimo che va tenuto presente: si tratta della RIVELAZIONE che viene da Dio. Uno può studiare pure tutta la vita, conoscere a memoria la Bibbia la filosofia ed essere uno scienziato, se Dio non ti apre la mente (come ad esempio fece con i due di Emmaus) tutto potrebbe essere inutile. In conclusione vi sono due “versamenti” che si devono incontrare: da una parte la nostra buona volontà di conoscere il Signore, il Suo modo di operare, e da un’altra parte la volontà di Dio, che viene ad aprirci la mente, quando vede che il ns cuore è pronto. Non è detto che i due “versamenti” avvengano sempre in automatico.

 

2) …provo a riformulare la domanda... Se Dio conosce il futuro, quindi conosce i luoghi dove sarà seminato il seme che è la sua parola, essendo onnisciente….

 

Anche qui dovremmo stare attenti ad usare l’onniscienza di Dio. La frase non è sbagliata, Dio conosce tutto, ma quando viene espressa continuamente da noi, che al contrario non conosciamo tutto, forse induce a ragionamenti un po’ troppo limitati. Infatti un esempio di come si applica male la nostra poca conoscenza, con la conoscenza del “tutto” da parte di Dio, potrebbe essere la formulazione di domande classiche che si fanno, ad esempio: “Ma se Dio sapeva già che Satana si sarebbe ribellato, perché non lo ha fermato? Perché gli ha permesso di entrare nell’Eden?” Oppure: “Se il Signore sapeva che Giuda lo avrebbe tradito, perché non l’ha fermato?” e così via. Le domande più semplici sono le più difficili da esplorare. L’uomo si è sempre chiesto chi era: “chi sono io?” e perché vivesse. Ancora oggi i grandi pensatori cercano delle risposte. Alcune cose non sono alla nostra portata proprio perché siamo ancora umani limitati; altre potrebbero capirsi a poco a poco, se in noi è in atto una vera crescita dopo la “nuova nascita”, ma sempre nei tempi e nei modi necessari che solo Dio sa.

 

“Perché Dio ha stabilito così? E come agisce?” Senza avere la pretesa di sapere, io nel mio piccolo, secondo la linea delle fede in cui credo, penso che Dio abbia creato con amore degli esseri come noi, o come altri che chiamiamo angeli, tutti quanti liberi di ricambiare il Suo amore oppure di respingerLo. Tutti questi esseri nel corso di diversi millenni hanno esercitato esercitano ed eserciteranno la loro scelta. Da quello che ci rivela l’Apocalisse vi sarà poi una trasformazione drammatica di tutto l’universo, a più fasi, e di tutte le vite in esso contenute. Così il creato passerà da un sistema che noi diciamo “imperfetto” ad un altro che noi chiamiamo “perfetto”. Allora sarà davvero completo il piano di Dio.

 

Dio è onnisciente non come definizione dogmatica come può essere il teorema di Pitagora; e nemmeno può essere una espressione semi-magica, ma probabilmente la sua onniscienza dei fatti che avverranno è più come pre-conoscenza dello svolgimento degli stessi fatti,  per dei motivi reali, scientifici, per la Sua Natura insondabile e per il Suo tempo insondabile che chiamiamo eternità, il quale è come se avvolgesse il nostro tempo e la nostra breve vita.  E’ come se ci vedesse da una prospettiva inimmaginabile.

Se io tra cinque minuti mi alzerò da questa tastiera e vandrò a prendere un bicchiere d’acqua, non è che Dio ADESSO “percepisce magicamente il mio futuro” ma è che Lui si trova nell’”eternità”, ovvero un ambiente reale che chiamiamo in qs modo “eternità”, dove vigono altre leggi fisiche e altre “dimensioni”… (parliamo dopo di questo termine) è da lì, da quell’ambiente che in certo senso “avvolge” il nostro sistema di cose terreno, che Lui può come “osservare” quello che qui succede. E’ come se avesse una vista da un satellite altissimo, in grado di vedere quello che succede.

Ma attenzione, quando parliamo di leggi fisiche diverse, dobbiamo inserire in queste misurazioni o letture, non solo lo spazio in cui ci muoviamo MA ANCHE IL TEMPO. Il tempo è un qualcosa che si misura, che cambia in base a delle precise equazioni di fisica. Anche se mi esprimo con dei termini non del tutto corretti scientificamente, c’è diversità tra il tempo sulla terra e quello che è nel cielo. Tanto per fare un altro esempio alla nostra portata, è come se la mia vita di 70 anni attuali, fosse osservata da un luogo dove 70 anni sono come un secondo.

Inoltre, potremmo dire che DIO VEDE TUTTO AL PRESENTE (di questo si parla in quei riferimenti che ti ho fatto prima “tempo terreno e il tempo di Dio - dimensioni - predestinazione e preconoscenza”).

Egli vede me adesso al presente che sto alla tastiera. Poi quando mi alzerò (per me è un momento futuro) lui lo vedrà sempre al presente. In pratica vedrà me adesso al presente mentre prendo l’acqua e vede me a desso al presente mentre scrivo. Passato presente e futuro è la misurazione del tempo terreno, non la misurazione del tempo nell’eternità. Il concetto di “eterno presente” è PROBABILMENTE quello che si avvicina di più al concetto di eternità di Dio.

Lo so bene che non è facile capire e tutti noi arranchiamo e procediamo a tastoni come ciechi.

Anche per questo dovremmo approfondire quello che possiamo e che ci può aiutare ad elevare il pensiero: per esempio il concetto di DIMENSIONI, la parola che ho usato prima: avevo proposto in altri scritti degli esempi in merito non è che tutte le volte si può riprendere tutto. Ad esempio tu hai fatto la tue domande dopo aver sentito il video n.50,[2] però ti avevo suggerito di sentire anche la parte 2 [3].

Il concetto (seppure per noi uomini è ancora nebuloso) delle dimensioni va comunque approfondito. Anche se l’uomo è arrivato solo fino ad un certo punto, quel punto lo dobbiamo conoscere se vogliamo davvero fare discorsi di questo livello.   

Nel dossier che ho consigliato prima[4] se ne parla intorno alla pag.22, con esempi realizzati da studiosi matematici, molto facili da intendere al volo.

Non è certo indispensabile che tu legga solo i miei scritti oppure senta solo i miei video, intendo dire che devi approfondire, cercare fonti, ragionarci sopra. La mente è vero che si può aprire anche per rivelazione (in fondo l’intuito non sappiamo bene da dove abbia veramente origine), ma secondo me necessita comunque di essere usata bene anche da noi stessi, fornendo ad essa il più possibile del materiale su cui lavorare.

 

E allora adesso, finalmente dopo questa lunga riflessione sul tempo e le dimensioni, proseguiamo la tua domanda (dando per scontato che uno poi abbia approfondito il più possibile questi argomenti).

 

2) “….Se Dio conosce il futuro, quindi conosce i luoghi dove sarà seminato il seme che è la sua parola, essendo onnisciente, lui vuole provare con il peso dell evangelizzazione i suoi figlioli in modo da metterli ulteriormente alla prova per quanto concerne ai salvati prima del rapimento... Nonostante lui ci conosca tutti appieno, vuole una dimostrazione pratica di quanto siamo in grado di chiamare al ravvedimento le persone che non conoscono Dio.”

 

Il linguaggio biblico, pure se ispirato da Dio, è stato scritto da Giudei per i Giudei. La forma di quel linguaggio biblico è quella di un popolo concreto, non tendente al filosofico come potrebbe essere il popolo greco o quello cavilloso nostro occidentale. Questo linguaggio giudaico, nel suo modo pratico e che forse a noi appare un poco “grezzo”, attribuisce a Dio aggettivi e verbi, temperamenti e esempi che usiamo noi uomini (per usare un termine difficile, si chiama “antropomorfismo biblico”[5]). Ma noi oggi dobbiamo sforzarci di elaborare di più e non restare troppo attaccati alla maniera letterale in cui certi argomenti venivano spiegati allora. Infatti se abbiamo capito bene il significato della preconoscenza di Dio e del “libero arbitrio” (ovvero della libertà di scelta che viene data ad ogni uomo), allora non possiamo dire che Dio “vuole provare con il peso dell evangelizzazione i suoi figlioli in modo da metterli ulteriormente alla prova”

Dio non fa gli esperimenti per vedere chi se la cava e chi invece non ce la fa. Nemmeno si può dire che assiste alle nostre vite come fa lo scienziato davanti alle sue cavie. Dobbiamo cercare, trovare. E poi, una volta trovato qualcosa, tentare di esporlo con altre forme più adatte. Ci vorrà forse più tempo, più fatica, più impegno che scrivere al volo nelle chat, ma penso ne valga la pena.

Quella che chiamiamo con termini molto distorti “consacrazione” è in fondo una concentrazione del nostro pensiero e del nostro vivere mettendo Dio come priorità. Il tempo che dedichiamo a leggere, pregare, scrivere, pensare, confrontarci come stiamo facendo adesso, è ben speso perché ha un orientamento in vista di una grande speranza.

 

3) E allora si può davvero dire “lui vuole provare con il peso dell evangelizzazione i suoi figlioli in modo da metterli ulteriormente alla prova..”? E quante prove dobbiamo avere nella vita? La vita stessa è una prova, intesa come possibilità per esercitare una scelta, è più che sufficiente. L’evangelizzazione non è una prova ma il naturale insopprimibile desiderio di un’anima illuminata che avendo “assaggiato” dentro al suo cuore l’amore di Dio, non può non dirlo a chi si mostra interessato. E’ vero che a volte sembra un comandamento: “andate evangelizzate..” ma va capito anche questo più in profondità. Infatti dice anche: “voi siete il sale che dà sapore alla terra”. Vuol dire che se uno è consapevole di avere o di essere un sapore buono, utile, è logico che desideri mescolarsi con chi non ha più sapore di niente, affinché ne venga fuori una “fratellanza” cioè un insieme di persone che condividano lo stesso “padre”, ovvero l’origine di ogni sapore.

 

Che poi a qualcuno venga “chiesto” di più e ad un altro di meno, anche qui dobbiamo “tradurre”: dobbiamo capire bene il discorso dei talenti biblici e del terreno su cui viene seminato. Non tutti facciamo tutto e, anche volendolo, non tutti possono fare tutto.  Ci sono persone che si ostinano a cantare eppure sono stonate. Non è che il Signore ci spinga ad essere di più di quello che siamo. Per fortuna il regno di Dio non è basato sulla competizione, ma solo sull’essere. Ma anche qui, tanto per voler essere pignolo fino in fondo, per far capire come sia necessario sempre PENSARE, non è che Dio vuole che noi siamo noi stessi a qualsiasi costo sempre e comunque; questa è una tradizione americana dannosissima. Nel cristianesimo se uno si sente se stesso rubando o scavalcando gli altri per avere successo, non è che il Signore gli dica: “ok, vai tranquillo, perché io ti amo così come sei”. In realtà il come sei (nel momento in cui conosci il Signore per la prima volta) presuppone poi un cambiamento, altrimenti non si chiamerebbe “conversione”.

 

Credo che ognuno di noi sia stato pensato/concepito/creato da Dio in un certo modo, e poi sia nato sulla terra con un corpo fisico, e che poi nel suo vivere sulla terra ci sia in lui come l’aspirazione a essere esattamente come è stato concepito, togliendo via quelle parti della sua personalità che si sono attaccate come si attacca un parassita, un virus. Più l’uomo corrisponde a come è stato concepito da Dio e più sarà felice.

L’EVANGELIZZAZIONE è il normale trasmettere ciò che abbiamo dentro, cioè “la buona notizia”, cioè l’Evangelo.

Che questo avvenga a livelli/argomenti elementari, o superiori poco importa. Sull’evangelizzazione poi ci sarebbe una mare di cose da dire ancora.[6]

 

Allora le nostre vite (sia che evangelizziamo o che ascoltiamo) non sono “dimostrazioni”, a cui un dio lontano assiste passivo, ma REALIZZAZIONI di quanto veramente siamo o non siamo. Il seme che diffondiamo deve prima essere in noi. Per questo non può fare altro che crescere in qualsiasi posto si trovi.

 

Ora è vero che Dio “sta attento ed osserva ed ha pure una buona memoria” per il momento del giudizio, però più che di “prove” (parola che implica una specie di esame da superare, un ostacolo una difficoltà da oltrepassare) penso si tratti di normale realizzazione nella coerenza di chi ha esercitato già la scelta tra Dio e non-Dio.

 

 

4) “Dio nel libro dell Agnello ha già scritto chi sarà presente alle nozze solo che vuole vedere se gli invitati sono in grado di invitare a loro volta, mettendoli alla prova, le persone più bisognose che lui ha già chiamato ma che noi dobbiamo essere in grado di reclutare per il grande evento...”

E’ lo stesso discorso di prima sui tempi dell’uomo e quelli di Dio.

Probabilmente noi per poterci capire qualcosa non dovremmo più dire “tanto Dio sa già cosa farò” oppure “tanto sa già chi è scritto e non è scritto nel libro dell’Agnello…”, perché queste affermazioni, giuste o sbagliate che siano, potrebbero confonderci. Infatti siamo forse già al banchetto dell’Agnello? No, e allora come possiamo ragionare noi umani pensando di esserci, se chi vi sarà dovrà avere già una natura già trasformata? Noi siamo ancora sulla terra; per cui converrebbe forse che usassimo i tempi e i ragionamenti semplici terreni.

Per questo, Gesù quando incontrò il giovane ricco gli disse di fare un certo tipo di percorso (lasciare le ricchezze) e quando il giovane disse di no, Gesù ci rimase male. Se sapeva già tutto perché ci rimaneva male? Perché il Cristo-uomo ci mostra anche questo: che  appunto vi è una nostra realtà terrena la quale  non può conoscere e proiettarsi nel futuro.

Allora vedi che anche qui, quando si parla di certi livelli dobbiamo stare attentissimi:  tu dici “preconoscienza di Gesù, lui sa già chi ascolterà il messaggio della salvezza perché lui conosce i suoi”, ma c’è rischio di fare confusione e trovare conseguentemente apparenti contraddizioni nella Bibbia. Nella Sua prima venuta Gesù si comportò da uomo e visse come uomo. La preconscienza perfetta credo che riguardi più Dio Padre, l’Eterno. Dico questo non come un dogma, ma perché noi abbiamo bisogno di riferimenti ordinati per comprendere ragionamenti che vano oltre la nostra portata. Il Gesù dell’Apocalisse non è uguale al Gesù del primo avvento. Non possiamo allora addentrarci in parti troppo difficili se non siamo in grado di vedere quelle semplici.

Secondo me certe volte ci dobbiamo accontentare del punto in cui siamo arrivati, procedendo per gradi se mai, con molta, moltissima accortezza.

Ed anche se fossimo bravissimi resterebbero sempre delle zona d’ombra attorno a Dio che noi adesso non siamo in grado di vedere. Un altro esempio: sto cercando di preparare la nuova parte del video sull’apocalisse che tratterà della settima tromba con avvenimenti celesti prima e dopo di essa. Ebbene vi è un punto che l’apostolo Giovanni ascolta e sta per scrivere per riferirlo, ma gli viene detto di non farlo. La nostra logica si pone domande a cui non sa dare risposta (perché allora dirlo nell’Apocalisse se non poteva essere scritto?). Ecco, possiamo arrivare fino ad un certo punto. Può darsi che un domani ci sarà rivelato molto di più, ma per ora direi di accontentarci.

 

Il consiglio per te, se lo accetti, è considerare bene quanto vuoi approfondire le tue domande: se davvero vuoi approfondire allora ti toccherà fare i  percorso di tutti quelli che hanno desiderato la stessa cosa: impegnarti molto, molto. Come ho cercato di dirti in qs lunga mail puntualizzando tutti i termini in maniera anche esagerata, è che ad un certo livello non esistono risposte facili.

 

 

 

 


 


[1] [PARTE SCRITTA: dossier n. 59  TEMPO TERRENO E IL TEMPO DI DIO - DIMENSIONI - PREDESTINAZIONE E PRECONOSCENZA; PARTE IN VIDEO: video n.7  "TEMPO TERRENO E TEMPO DI DIO" - durata 13min    https://www.youtube.com/watch?v=GqU0PNLxTPw]    

[2] AVVICINAMENTO ALLE DOTTRINE BIBLICHE - LA PREDESTINAZIONE - parte1 - https://youtu.be/qbLb8C4pXJM

[3] video n. 51 PRECONOSCENZA, DIMENSIONI - 23 min -Link https://youtu.be/EzPv3nVCUpo

[5] L'antropomorfismo è presente in molte religioni antiche; forme di rappresentazione antropomorfa sono presenti anche nella Bibbia, dove si parla di viso, labbra, bocca, occhi, mani di Dio e a Dio si ascrivono sentimenti propri dell'uomo. (Treccani)

[6] Nell’elenco DOSSIER (http://www.ilritorno.it/es/eshtml/indice_DOSS.htm)  raggiungibile anche dal mio sito  vi sono i dossier n. 47, 48 e 49 (Evangelizzaz. 1,2,3) che trattano di questo.

 

 

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