Bollettino libero cristiano evangelico  dell'Associazione ONLUS  "Piccola Iniziativa Cristiana" a cui tutti possono partecipare utile per la riflessione e lo studio biblico

 

Maria è davvero “mediatrice" e "madre del genere umano"?  -valore simbolico dei passi-

commento di Anna Cuomo

 

 

risposte precedenti:

1) Maria è davvero “mediatrice" e "madre del genere umano"? - risposta di Angelo Galliani

2) “Perché Gesù affidò la madre a Giovanni se questa aveva altri figli?” - risposta di Renzo Ronca

 

 

Ho letto sul sito la risposta di Angelo Galliani ad un lettore su questo argomento ma non ne sono rimasta del tutto soddisfatta. Mi rendo conto che l’argomento è spinoso ma esistono motivazioni, all’interno delle stesse Scritture, che possono essere utilizzate in maniera molto calzante e non risolvere la faccenda in maniera così sbrigativa.

 

C'è un solo Dio e anche un solo mediatore fra Dio e gli uomini Cristo Gesù uomo" (1 Timoteo 2,5).

Questa frase già non sembra lasciare adito a dubbi anche se i cattolici mariani affermano che Cristo è mediatore di salvezza e Maria mediatrice delle grazie. Anche qui le Scritture e le stesse parole di Gesù danno una valida risposta. "Qualunque cosa chiederete al Padre nel mio Nome la farò, perché il Padre sia glorificato nel Figlio. Se mi chiederete qualche cosa nel mio Nome, io la farò" (Gv 14,13-14). "In verità, in verità vi dico: se chiederete qualche cosa al Padre nel mio Nome, egli ve la darà. Finora non avete chiesto nulla nel mio Nome. Chiedete e otterrete, perché la vostra gioia sia piena" (Gv 16,23-24).

Questo sarebbe già sufficiente a sgombrare il campo da qualunque problema ma si può andare oltre. Sant’Agostino ha chiaramente affermato nelle Confessioni che Gesù è l’unico mediatore tra l’uomo e Dio e “Vale di più per Maria essere stata discepola di Cristo, anziché Madre di Cristo”. Anche altre parole di Gesù sono perfettamente in linea con questo: Mentr'Egli diceva queste cose, dalla folla una donna alzò la voce e gli disse: «Beato il grembo che ti portò e le mammelle che tu poppasti!» Ma Egli disse: 28 «Beati piuttosto quelli che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica!» (Luca 11:27-28)

Così allo stesso modo: “Mia madre e miei fratelli sono coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica” (Lc 8,21).

La domanda del lettore chiamava poi in causa due episodi raccontati dai vangeli, le nozze di Cana, e le parole di Gesù sulla croce.

Questi episodi hanno richiamato l’attenzione di tutti coloro che cercano di comprendere il ruolo di Maria all’interno dei vangeli.

Maria è l’esempio migliore di chi, per fede, si è lasciato plasmare dallo spirito Santo, al punto tale da accettare di essere utilizzata da Dio per  dare concretamente vita a Gesù e di comprenderne il suo piano, anche se non  dall’inizio. In questo senso, le nozze di Cana rappresentano sicuramente un simbolo di un situazione spirituale, densa di significati, specie se si considera il fatto che è raccontata solo nel vangelo di Giovanni e che l’episodio si trova descritto all’interno di una settimana in cui si svolgono delle tappe fondamentali della vita di Gesù.

Senza ricorrere a teorie fin troppo elaborate, non ci vuole molto per scoprire che l’episodio delle nozze di Cana ha un valore fortemente simbolico, che tutto ruota intorno a simboli e numeri di forte impatto evocativo. Il banchetto nuziale, l’acqua, il vino, lo sposo, i servi. Paolo ci dice che Gesù è nato da donna ed è nato sotto la legge. La donna rappresenta l’aspetto umano di Gesù e il primo vino, il vino vecchio rappresenta la legge. Per cui da un lato c’è il vino vecchio, la legge che si è esaurita, dall’altro, ci sono 6 recipienti vuoti di pietra, la stessa pietra su cui è stata scritta la legge, destinati alla purificazione degli ebrei secondo le loro tradizioni. Gesù ordina che quei contenitori vuoti siano prima riempiti di acqua, simbolo della Parola di Dio, senza la quale la legge rimane vuota di significato, e poi Gesù trasforma l’acqua in un altro vino, cioè nella grazia.   6 è il numero che anche in ambito biblico  rappresenta l’uomo, mentre quel vino sarebbe stato anche il simbolo del sangue che Gesù avrebbe versato. Come si può notare,  più che il miracolo in sé, l’episodio di Cana ha un valore simbolico e profetico ed in questo non meraviglia che anche Maria  abbia avuto un ruolo. Non si può neppure escludere che anche lo stesso sposo sia Gesù ormai glorificato. Ci sono anche altri significati difficili da cogliere e da spiegare per cui l’aspetto puramente  miracolistico serve solo ad attirare la nostra attenzione.

L’altro episodio, quello in cui Gesù si rivolge alla madre ed al discepolo che egli amava, è chiamato in causa per attribuire un ruolo a Maria nell’ambito della Chiesa. In realtà, non si capisce perché Gesù che aveva detto chiaramente agli apostoli cosa avrebbero dovuto fare in memoria di Lui e quando avrebbe lasciato la terra, si sarebbe dimenticato di assegnare un ruolo anche alla madre. E’ ovvio che quell’episodio non deve essere nemmeno svalutato e non si deve dimenticare che con l’apostolo che Gesù amava, si può indicare chiunque si sente veramente discepolo e non è solo un atteggiamento di riservatezza da parte di Giovanni.

Del resto, da prendere qualcuno con se in casa propria e farlo diventare co-redentore, ce ne corre.

Sicuramente Maria segna il passaggio da una donna, Eva,  che ingannata dal serpente, vuole essere come Dio ad una donna che accetta al volontà di Dio, anche quando è motivo di dolore e di sofferenza. Maria, per certi versi, diventa madre dell’umanità, come modello da seguire, in contrapposizione ad Eva. Su questo, mi sembra che non si possa obiettare diversamente, almeno sulla base di ciò che traspare dai vangeli. Come io stessa avevo fatto notare ad un sacerdote tempo fa, l’invito al discepolo di prendere Maria con sé, andava bene se considerato come fatto intimo, per accoglierla come modello di madre e non certo per costruire miriadi di immagini e di culti in suo onore o statue da portare in processione o sugli altari fino a farne un idolo. Per non parlare della moltitudine di carismi e di specializzazioni che le vengono attribuite in termini di grazie. All’inizio di questo mio percorso,  ho avuto modo di esaminare i diversi tipi di culti mariani, molto spesso sbrigativamente e superficialmente tollerati ma più spesso incoraggiati sotto la forma apparentemente innocua di devozione popolare. Nella maggior parte dei casi, la figura che viene fuori dalla rappresentazione di Maria nelle vesti di Madonna, si sovrappone con inquietante similitudine a quella delle dee pagane legate alla terra e alla fertilità, tra cui Astarte, Diana, Iside, Artemide ecc. , stravolgendo la sua figura per non parlare del ruolo sminuito di Dio e di Gesù che avrebbero delegato gran parte delle proprie attribuzioni a Maria. Né è possibile spiegare (e su questo anche la Chiesa cattolica ha una posizione ufficiale  apparentemente più rigorosa) come un donna, che nei vangeli mostri un’immagine modesta, rimanendo nell’ombra o in secondo piano, dopo 2.000 anni diventi una specie di leader mediatico che dà messaggi ed apparizioni secondo un palinsesto degno delle migliori telenovelas o fiction, preoccupandosi il più delle volte di aspetti marginali come il digiuno e della diffusione  del rosario come arma contro ogni specie di male e facendo credere che il suo ruolo sia quello di placare l’ira e i castighi del Figlio, venuto a togliere il peccato dal mondo e, quindi, liberando l’uomo dall’azione del maligno. Basta dare un’occhiata ai messaggi di Medjugorie per notare che la ripetitività e lo scarso spessore teologico siano la regola.

 

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