COME E’ POSSIBILE UNA FORMA CUBICA DELLA GERUSALEMME CELESTE? - Apocalisse domande - RR 19-5-20

 

 

L’apostolo Giovanni nell’Apocalisse non fa una evangelizzazione di base; egli si riferisce a credenti che sono già servitori di Dio;[1] per questo dà per scontate parecchie nozioni. L’approccio all’Apocalisse dunque non può prescindere dalla conoscenza a priori di TUTTA la Bibbia. Non dimentichiamo inoltre che Giovanni, come tutti i primi apostoli, era un giudeo; per cui la conoscenza dell’AT era per lui come il pane.

 

Per capire la forma cubica della Gerusalemme celeste occorre avere studiato almeno un poco il Santuario che Israele smontava e riedificava nel deserto al tempo di Mosè. Ogni tempio a Dio da parte dei giudei ricalca quei significati dalle dimensioni tanto precise e significative. Per chi volesse approfondire ho preparato un dossier PDF:  : IL PERCORSO DELL’UOMO NEL SANTUARIO DI MOSÈ COME IL CAMMINO DELLA NOSTRA VITA.

 

 

 Fig 1

 

La figura 1 mostra un cortile recintato, il cortile, il  tabernacolo diviso in Luogo Santo e Luogo santissimo (il quadrato n.4).

Questo Luogo Santissimo era meraviglioso, praticamente d’oro, con l’Arca del patto al centro, ed aveva dimensioni di un cubo perfetto.

 

 

 

fig 34 - Geometria perfetta  (è come la fig 1, solo messa in verticale; il centro del quadrato in alto, dove si incrociano le diagonali, indica la posizione dell’arca nel Luogo santissimo).

 

IN questo Luogo santissimo dalle dimensioni perfette, Dio manifestava la Sua presenza al Sommo sacerdote (prefigurazione del Cristo) in modo potente.  Non aveva finestre, dovremmo immaginarci la gloria della Shekinà (terribile e meravigliosa presenza di Dio) che illuminava la stanza rivestita d’oro. Tutto era illuminato da quella presenza divina e VIVA. Una luce diversa e ben più grandiosa da quella che era di fuori dal tempio. Una luce viva che irraggiava, comunicava e avvolgeva.

Ecco allora che da qui (siamo intorno a Esodo 25), praticamente all’inizio della liberazione dell’uomo (Mosè e il Faraone, il popolo di Dio e l’Avversario), arriviamo con l’Apocalisse alla fine delle liberazione, ovvero quando l’uomo sarà perfettamente unito a Dio. Sarebbe come se quella stanza cubica, il Luogo santissimo con la presenza dell’Eterno, diventasse il vestito della nostra nuova persona. Una persona nata davvero di nuovo e ricoperta dell’eternità di Dio.

Nello studio del Santuario (consigliata la lettura del dossier sopra indicato) si procede dall’esterno all’interno, fino appunto a qs Luogo santissimo in cui una volta l’anno il Sommo Sac faceva un culto particolare per indicare il giudizio finale della terra e la distruzione di Satana (l’abbandono del capro espiatorio nel deserto). Però una volta capito razionalmente lo studio nelle sue fasi e simboli, si comprende all’improvviso che il VERSO GIUSTO ideato da Dio con cui Lui si rivela è esattamente l’opposto: non da fuori a dentro, ma da dentro a fuori! Ecco due righe del dossier che ti ho detto (dove sono anche le fig che ti ho riportato)

“[…] Noi in questa descrizione a puntate abbiamo lasciato l’Arca per ultima per presentare un accostamento secondo la logica umana, vale a dire dall’esterno del mondo all’interno della spiritualità in Dio, ma in realtà non è stato un cammino corretto. Ci è servito solo per facilitare la comprensione e scoprire la verità strada facendo.

Secondo la descrizione biblica, e dunque l’intenzione di Dio, è esattamente l’opposto: è dall’interno, dall’Arca che si procede verso l’esterno. E’ dalla presenza di Dio che parte la vita a raggiungere l’uomo!(3) Teniamo sempre presente questo importante fondamento  […]”

E’ in qs senso che penso si possa avvicinare alla comprensione della Gerusalemme celeste.

 

Il perché poi il Signore abbia scelto un quadrato ed un cubo tra le varie forme geometriche, il sette per la settimana, il roseto ardente per Mosè, non lo so; ma se lo ha fatto vuol dire che è bene così. Noi attraverso ogni simbolo impariamo la Sua sapienza.

 

 


 


[1] Apocalisse 1:1 - Rivelazione di Gesù Cristo, che Dio gli diede per mostrare ai suoi servi le cose che devono avvenire tra breve, e che egli ha fatto conoscere mandando il suo angelo al suo servo Giovanni.

 

 

 

 

 

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