QUALE DEVE ESSERE L'ATTEGGIAMENTO CRISTIANO CON I MUSULMANI?

-         di Renzo Ronca (22-8-08) agg. 11-6-19

 

 

DOMANDA - Caro Renzo e un po' che volevo esporre il mio pensiero e una domanda:   Gli extracomunitari e in special modo le donne musulmane, le vedo passare con i veli addirittura coperte anche il viso, allora io mi dico; ma come, loro vengono in casa nostra, pretendono dico ( pretendono ) lavoro, casa moschee con quello che ne consegue, loro non vogliono integrarsi con noi, se ne stanno fra di loro, cioè sfruttano tutto quello che l'occidente gli può dare ma non ne vogliono sapere di stare con noi, è come se uno viene in casa tua, fai tutto quello che la casa ti offre ma se si tratta di mangiare insieme allora no, loro mangiano in un altro tavolo, ma è giusto? [....seguono considerazioni religiose sulla loro e la nostra fede e relativi comportamenti...]   Dammi un tuo pensiero, quale deve essere il nostro atteggiamento con i musulmani?

 

RISPOSTA: Riprendo qs argomento spinoso aggiornando uno scritto del 2008. La domanda tratta un insieme di argomenti sociali politici e religiosi e richiederebbe lunghe risposte specializzate che nemmeno provo a sviluppare perché alimenterebbe troppo il clima già avvelenato attuale. Darò comunque una breve risposta per esprimere il mio pensiero.

Da un punto di vista storico-politico, analizzando quanto avvenuto almeno dal 1800 ad oggi, dovremmo considerare che questi “esodi di popolazioni” attuali il più delle volte non sono tanto una scelta, quanto la conseguenza della disperazione di una situazione globale molto complessa, di cui non possiamo lavarci le mani. Molto spesso infatti noi che ci definiamo nazioni progredite, siamo stati in passato (ed a volte anche nel presente) peggio dei briganti e siamo tra le cause che hanno contribuito ad aumentare la povertà e le guerre nel terzo mondo, depredandoli delle loro ricchezze. Ora non possiamo far finta che non esistano.

Da un punto di vista sociale per gli emigrati in generale, più che modificare noi in funzione di chi arriva, dovrebbe essere il contrario, cioè chi arriva dall’estero dovrebbe sapersi adattare alla mentalità alle leggi ed ai costumi di chi li accoglie. Tra i musulmani è bene dire che vi sono parecchie persone moderate che sanno inserirsi, sanno essere rispettose delle nostre leggi e dei nostri costumi; altre purtroppo pretendono di rimanere chiuse nel loro integralismo sociale e religioso. Questo significa che dobbiamo sempre distinguere caso per caso.  Se le cose non vanno nella ns nazione non è sempre colpa di chi arriva, ma dipende spesso dalla ns incapacità organizzativa, divisi come siamo tra buonisti “accogliamo-tutti” e estremisti “cacciamo-tutti”. Non escluderei una certa facilità tutta nostra di corruzione a vari livelli, speculando sugli aiuti economici stanziati per i profughi.  Del resto che non siamo bravi né efficienti si vede dal fatto che prima di questi esodi non è che godessimo di una giustizia perfetta, di una grande pace e sicurezza... avevano già una situazione sociale piuttosto difficile con grande povertà dislivelli e mancanza grave di lavoro. Gli stranieri non hanno creato tutto questo, ma ovviamente hanno aggravato una carenza già presente.

Il punto di vista religioso forse in qs sede ci interessa di più. Anche qui però il problema non dovrebbe essere il nostro, ma di chi arriva. Il fatto che lo straniero possa continuare a professare la sua religione in un paese democratico (possibilità che nel loro paese molte volte non esiste per gli stranieri) non lo autorizza a vivere quella religione esattamente come nel suo paese, dove l’intreccio tra religione e leggi è un insieme indivisibile. In molti paesi del  medioriente le leggi coraniche sono parte delle leggi civili del paese, cioè la legge, la giustizia, viene amministrata sulla base (spesso letterale) di quanto dice il Corano (sono successi dei casi in certe nazioni dove a chi ruba hanno tagliato una mano e alla donna colta in adulterio (perché solo la donna poi?) hanno riservato la lapidazione. Se la nostra è la religione pacifista della tolleranza, la loro invece non si può certo definire come quella del "porgi l'altra guancia". Non spetta noi giudicare il loro modo di vivere nel loro paese quando guerreggiano tra loro con spargimento di sangue fino al sacrificio che intendono come "giusto" martirio; né spetta a noi  giudicarli quando a casa loro coprono le donne dalla testa ai piedi ed oscurano anche la loro opinione; tuttavia non possono pretendere di applicare quel tipo di religiosità legislativa e comportamentale anche qui da noi, dove le donne hanno un ruolo diverso e dove la religione non contempla affatto la violenza.  Molti di loro non solo non ce la fanno a vivere come noi, ma nemmeno ci provano. Ecco che allora in questi casi, senza nessuna cattiveria, senza parlare di razzismo che non c’entra niente, né di sopraffazione religiosa, dovrebbe intervenire una specie di sistema di protezione-integrazione tale da filtrare con attenzione chi bussa alla nostra frontiera e salvaguardare la nostra libertà. Saranno loro che entrando, dovranno limitare certe tradizioni senza offendersi. Ad esempio se da noi si può avere una sola moglie, bisogna che chi pratica la poligamia si adatti senza brontolare per non andare contro la nostra legge; se, sempre per legge, quando ti chiedono i documenti devi essere riconoscibile e dunque avere il viso scoperto, bisogna che ti adatti senza fare tante storie. Stessa cosa negli ospedali quando le donne debbono essere visitate ecc. Questa idea che chi accoglie deve per forza adattarsi a TUTTI i loro costumi è ridicola. In certe zone c’è chi pratica l’animismo, il vudù, l’infibulazione, ecc. Noi non siamo così e dunque chi vuole stare da noi si adatti, le leggi le abbiamo e il nostro Stato vigili per questo.

Il cristiano come si deve comportare col musulmano… Mi scuso ma non capisco il problema. Lui è musulmano, io sono cristiano, magari un russo è ateo, oppure ortodosso... Non esiste un modo specifico di essere cristiani col musulmano ed uno per essere cristiano con i buddisti. Noi continueremo ad essere cristiani, lui faccia quello che vuole, purché non impedisca la mia libertà e non vada contro le mie leggi. L’idea sotterranea che il musulmano si debba avvicinare con le buone per farlo convertire in modo soft, è una falsità di un cristianesimo ipocrita (che fino all’altro giorno faceva il crociato ammazzando gli infedeli); è un modo subdolo peggiore della netta avversità musulmana contro i cristiani quando vai a visitare il loro paese. Se loro vogliono entrare in una chiesa cristiana si adatteranno alle nostre regole, come del resto noi se volessimo e entrare nelle loro moschee.

Il problema del nostro lettore, cioè come comportarci col musulmano, nasce, secondo me, da una distorta ideologia cattolica che, assorbendo una antica concezione di unità tra cristiani chiamata “ecumenismo” (nato in ambiente protestante con scopi diversi)  ne ha fatto un movimento politico-religioso aperto a tutte le religioni, purché a capotavola ci sia il papa. Questo movimento ha uno scopo ed una modalità che, secondo il mio modo di vedere, con tutto il rispetto, non è l’evangelizzazione che ci compete a cui si riferiva Gesù. In questa ottica "ecumenista" l'accoglienza e i vari abbracci con religioni molto diverse dal cristianesimo può assumere ambigue forme di carità che personalmente non approvo.

 Concludendo direi di non mescolare con uno straniero gli spetti religiosi con quelli politici e quelli sociali. Per ognuno di qs settori, ci sono valutazioni diverse e complesse che non si esauriscono con una risposta tipo "si o no" come vorrebbero farci credere i mass media. Esistono delle leggi per ogni Stato e vanno rispettate PER TUTTI. Ognuno di noi è libero di frequentare in amicizia l’ateo il musulmano il buddista; l’importante, dal un punto di vista della nostra fede è stare attenti a non condividere quelle parti che potrebbero essere non gradite a Dio. Se uno mi dice: facciamo questo in nome di Maometto o in nome di Budda, io non potrò condividere questa unità. Del resto noi evangelici già applichiamo questa attenzione e ci dissociamo quando qualcuno vuole pregare una persona morta (culto ai santi). Né ovviamente possiamo pretendere che quando preghiamo il Signore Gesù, lo straniero debba accettare il ns culto.

Insomma non sarebbe difficile convivere se non ci fossero eccessi da una parte o dall’altra e le leggi  venissero fatte rispettare per tutti allo stesso modo. Purtroppo, almeno da noi, non è così; se non ci fossero i musulmani ci sarebbero gli africani, i rumeni, gli albanesi, ecc. e se non fossero gli stranieri ce la prenderemo contro gli stessi italiani del sud...   Ci sarà sempre qualcuno che aizzerà il popolo contro qualche "nemico" per poterci comandare meglio. Consapevoli dunque di questa situazione, per ora non molto risolvibile, non ci resta che cercare di ragionare con la nostra testa, stando bene attenti a non essere manipolati dalle propagande pro o contro, attuate da certi poteri politici e anche religiosi, che servono solo ad ottenere consensi per i loro scopi.

 

 

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