Commento di un lettore  (incarnazione) alla riflessione su youtube di Renzo Ronca: "NUOVO MOVIMENTO CRISTIANO PRIMA DEL RAPIMENTO -  https://youtu.be/ZEqsPXtfNEw" 3-11-18

 

COMMENTO: Ti correggo: ‘Il figlio di Dio fu incarnato da Dio stesso nel ventre della vergine Maria affinché rendesse testimonianza alla verità e venisse usato il suo sangue come prezzo da pagare per il nuovo patto con l’uomo da parte del nostro amorevole Dio.’ Se fosse come dici te al 7.30, come tornò Gesù in vita? Torno perché L’ETERNO lo resuscitò.

RISPOSTA AL COMMENTO: Buongiorno. Fa sempre piacere trovare ascoltatori attenti. Vorrei tentare una risposta alla tua correzione ma sarà un po’ lunga e quasi certamente non esauriente; spero comunque possa essere utile almeno per far capire come ho impostato le priorità di fede nella mia riflessione di youtube.

 1) Non perdiamo di vista il centro del discorso: il tema non è la Trinità, l’incarnazione di Dio, la vergine Maria, capire la resurrezione ad opera di chi è avvenuta (ognuno di qs argomenti meriterebbe giornate di approfondimenti). Il tema era ed è invece l’evoluzione del popolo di Dio a partire dall’ebraismo fino al cristianesimo moderno, dove a mio parere è in atto un nuovo “movimento” o fenomeno da 50 anni tuttora poco conosciuto o poco approfondito. Questo è l’argomento che doveva essere messo a fuoco.

 2) Stabilito questo, pur mantenendo quella linea principale, facciamo una breve deviazione dalla nostra “autostrada” su una piazzola d’emergenza inquadrando il tuo intervento:  prima del punto incriminato io stavo parlando di una serie di “correzioni” che Dio effettuava ogni volta che il Suo popolo apostatava (gli Israeliti in qs caso); e di un conseguente “rimanente” nel popolo che proseguiva il giusto cammino. Correzioni, “aggiustamenti del timone”, insomma. Dio seguiva il Suo popolo da vicino. Facevo l’esempio dello studio precedente sul Santuario [INTRODUZIONE AL SANTUARIO - PARTE PRIMA  - https://www.youtube.com/watch?v=EyojkCbraOY; INTRODUZIONE AL SANTUARIO - PARTE SECONDA  - https://www.youtube.com/watch?v=-hmX1iKgegs]. Poi nella continuità di questa presenza divina di un Dio che ama rivelarsi sempre più, ho detto: “.. ma ad un certo punto, quando maturò il tempo, Dio si incarnò in un uomo, Gesù. Quindi il Cristo, il Messia, venne tra gli uomini. La Via, la Verità, la Luce, Dio, venne tra gli uomini. I primi che avrebbero dovuto riconoscerLo erano proprio i giudei, ma….” Il discorso dunque è centrato sulla progressiva rivelazione di Dio e del Suo piano di salvezza e, in qs passaggio specifico, sul fatto che Gesù non fu riconosciuto come Messia, come Dio. Questa non accettazione del Cristo, come sappiamo, comportò una serie di conseguenze, come ad esempio il momentaneo allontanamento della gran parte dei giudei e “l’innesto” dei non giudei (tra cui anche noi occidentali) nel tronco giudaico, purché continuassero ad essere in linea con i principi divini (da cui la maggior parte del cristianesimo attuale si è purtroppo allontanato).

3) Da quanto mi pare di capire credo che sia il termine “Dio” che si incarna in Gesù  a crearti dei problemi e questo ci porta alla difficilissima questione della “Trinità”.  Lungi da me dal sollevare discussioni teologiche sulla dottrina della Trinità, sia perché non mi sento all’altezza, sia perché comunque fuori dal tema del nostro studio, riporto in merito solo tre riferimenti: il primo dell’”unione catechisti” (che penso sia cattolico), il secondo di un pastore evangelico ed il terzo del caro fratello Galliani studioso evangelico che stimo molto; alla fine vi sarà la mia conclusione nella risposta a te.

 

a) La SS. Trinità è un solo Dio in tre persone: Padre, Figlio e Spirito Santo. Le persone divine non si dividono l'unica divinità ma ciascuna di Esse è Dio tutto intero. Il Padre è tutto ciò che è il Figlio, Il Figlio è tutto ciò che è il Padre, Lo Spirito Santo è tutto ciò che è il Padre e il Figlio, cioè un unico Dio.

 (http://www.unionecatechisti.it/Catechesi/Schede/ProfFedeCrist/Scheda02.htm)

 

b) Definizione della dottrina: Le scritture insegnano che Dio è Uno e che, all’infuori di Lui, non vi è altra divinità. Ma notiamo anche come la divinità è un’unità composta, in essa vi è realmente tre persone distinte. Non che vi sono tre dèi, ognuno dei quali sia indipendente ed esistente in se stesso, ma i tre cooperano con una sola mente ed un solo scopo, cosicché, nel senso più vero della parola, sono “Uno”. Per TRINITÀ intendiamo che esistono tre eterne distinzioni in un’unica essenza, conosciuta come Padre, Figlio, e Spirito Santo. Alcune eresie sulla Trinità:

-Il trideismo: Con l’insistere sulla realtà della Deità di Cristo e della personalità dello Spirito Santo, certi teologi rischiano di cadere nel “Trideismo”, cioèè arrivare a credere a tre dèi, mentre la dottrina della Trinità è credere ad una UNITÀ COMPOSTA in tre persone uguali ma distinte.

-L’unitarismo: È credere all’opposto. Una persona ed una essenza e quindi negano la divinità del figlio e dello Spirito Santo.

-Il sabellianismo: Quest’errore prende il nome dal vescovo Sabellio del III secolo il quale insegnò che il Padre, il Figliuolo e lo Spirito Santo erano tre manifestazioni diverse di Dio quindi non tre persone. Per esempio un uomo può essere marito a sua moglie, padre ai suoi figli, ed l’impiegato al suo datore di lavoro. Quest’eresia è apparsa molte volte nella storia della chiesa ed è comune anche oggi.

-La subordinazione: Una teoria che affermando la subordinazione del Figlio al Padre, la spiega come inferiorità e quindi la non divinità di Cristo.

(http://www.tuttolevangelo.com/langolo_del_pastore/la_trinita_di_dio.php)

c) (riporto per intero la pagina del fratello A. Galliani già presente nel ns sito in http://www.ilritorno.it/postapic_quest/31_trinita.htm)

DOMANDA: Che cos'è la Trinità?

 RISPOSTA: Nell’accingermi a rispondere a questa “pesante” domanda, permettetemi prima di dar voce ad una mia impressione. Mi sono spesso imbattuto in persone a cui piace particolarmente fare speculazioni mentali. Il tema religioso, come noto, è uno di quelli che più stimola tali persone. Ebbene, ho notato che ad un grande interesse per le questioni “difficili” non corrisponde sempre un altrettanto grande interesse per la messa in pratica delle cose “facili”. Sembra quasi che, per certuni, il tempo impiegato a scavare misteri sia meglio speso di quello impiegato a mettere in atto la volontà di Dio, così come la si è riusciti a capire, in tutta semplicità. In altri termini, talvolta si scambia per “spirituale” un’attività speculativa mentale che, invece, non ha proprio nulla di spirituale, perché è solo il risultato dell’umana curiosità. In casi del genere, e in tutta onestà, ci si dovrebbe domandare: “Che cosa cambierebbe, nella mia vita, ricevere una risposta anziché l’altra su questo preciso tema?”… Infatti, se è la sola curiosità a spingerci, stiamo pur certi che la questione, una volta soddisfatta, verrà subito accantonata, senza che essa possa avere alcun riflesso pratico e reale. Spero, dunque, che la risposta che sto per dare non vada solo a soddisfare animi curiosi, ma trovi invece qualcuno disposto a dare spazio a Dio nella propria vita quotidiana.  Ed ora ecco la mia risposta. La Trinità è un’elaborazione teologica, frutto della fede dei primi cristiani e delle riflessioni di coloro che li seguirono, nonché tema centrale dei primi concili, che si preoccuparono di fissare la dottrina “ufficiale” della chiesa. Di Trinità, quindi, non si parla espressamente nella Bibbia. Ovviamente, non se ne parla nell’Antico Testamento (sebbene qualcuno tenti di trovarne traccia in qualche versetto isolato), ma non se ne parla espressamente neanche nel Nuovo. Tuttavia, a ben vedere, tali testi contengono l’implicito riconoscimento della presenza di Dio stesso (l’ YHWH dell’Antico Testamento) sia nell’azione di Gesù di Nazareth, sia nella guida che lo Spirito Santo garantì ai primi credenti. In particolare (e qui mi scuso coi lettori più esigenti per l’estrema sintesi che mi vedo costretto a fare), per quanto riguarda il peccato e la rigenerazione spirituale, l’uomo, da solo, sarebbe stato assolutamente impotente di cambiare alcunché. Infatti, chi è in grado di salvarsi da solo non ha certo bisogno di un Salvatore che lo raggiunga; e chi è in grado di cambiare se stesso, non ha bisogno di ricevere nulla da nessuno. Come ben illustrò l’apostolo Paolo, la legge religiosa e la sua meticolosa osservanza, sono come dei balbettii che l’uomo di buona volontà pronuncia, ma non possono essere in alcun modo considerati come “la soluzione” al problema del peccato, né la strada maestra che conduca alla perfetta comunione con Dio e, quindi, alla salvezza eterna.

     Perciò, la dottrina trinitaria afferma che l’Ente Supremo, YHWH, l’Iddio dei patriarchi del polo ebraico, si è manifestato nell’uomo Gesù di Nazareth; Egli è divenuto l’Emmanuele, cioè “Dio con noi”. E la stessa dottrina afferma che lo Spirito Santo compie quel cambiamento interiore che era (ed è) impossibile all’uomo; Egli fa comprendere la Parola di Dio, convince, purifica, rigenera, dona una nuova visione delle cose, e conferisce talenti spirituali atti all’edificazione della chiesa e all’evangelizzazione del mondo. Lo Spirito, insomma, è “Dio in noi”.

     Ciò detto, mi sento tuttavia di aggiungere qualcosa sugli eccessi che la dottrina trinitaria ha prodotto. Per farlo, mi servirò di un facile esempio. Poniamo che io sia un grande architetto, autore di un magnifico palazzo. L’ipotetico signor Rossi, che si trovasse a passeggiare davanti ad esso, lo guarderebbe ammirato, e forse in cuor suo direbbe: “Che bel palazzo! Chissà chi lo ha fatto? Doveva trattarsi certo di un bravo architetto!”… Egli dedurrebbe la mia esistenza e le mie capacità, ma non potrebbe certo dire di conoscermi. Poniamo, inoltre, che io scriva una lettera al signor Rossi, rendendolo partecipe dei princìpi che mi hanno ispirato nel realizzare quell’opera. Così potrei spiegargli parte dei miei segreti, e dei criteri che hanno guidato le mie scelte. Infine, potrei mandare al signor Rossi un filmato, con registrata la mia immagine e la mia voce, in modo che egli possa conoscermi ancor più da vicino. Ebbene, io non sarei certo identificabile col palazzo che ho realizzato (Dio non è nel Cosmo, non fa parte del creato, e quindi non “esiste” nella nostra dimensione spazio-temporale); ma non potrei nemmeno essere identificato con la lettera che ho scritto (Dio non è identificabile col testo biblico; Egli ha fatto anche cose e pronunciato parole che non sono riportate in esso). Infine, sebbene il filmato sia fedele, nel senso che la persona rappresentata nella sua dinamica realtà sia proprio io, non si potrebbe certo dire che esso sia identificabile con me (Dio non si identifica con l’uomo Gesù, vissuto nella storia; altrimenti non si capirebbe perché Gesù avrebbe dovuto pregare). Insomma, io non sarei né il palazzo, né la lettera, né il filmato. Queste sarebbero solo tre diverse forme che mi rivelano agli altri, ma non costituirebbero la mia essenza, anche se vi sono strettamente collegate. Quindi, il signor Rossi non dovrebbe sentirsi autorizzato a dire che “l’essenza di quell’architetto è triplice”, come se il realizzatore di quel palazzo, l’autore di quella lettera, e il protagonista di quel filmato, fossero un trittico che esaurisca in se stesso tutta la profonda complessità del mio essere reale. Magari, io so anche andare in bicicletta, oppure cantare, ma non l’ho mai detto al signor Rossi!... Né egli ha mai visto gli altri magnifici palazzi che ho realizzato!…

     Dunque, un conto è parlare di essenza, e un altro è parlare delle varie modalità e forme in cui questa essenza si rivela ai nostri sensi e alla nostra ragione. La dottrina trinitaria, secondo me, ha ecceduto nel voler speculare sulla “struttura” intima di Dio. Dire che Dio è Trino, infatti, significa cadere nella presunzione di aver capito tutto l’Essere Supremo solo a partire dalle poche cose che Egli ci ha rivelato di Sé. “Dio è UNO” afferma un famoso verso dell’Antico Testamento, e Gesù di Nazareth non l’ha mai smentito.

     Per concludere, permettetemi una battuta: la dottrina trinitaria, nata con l’intento di chiarire meglio il ruolo e i rapporti reciproci di YHWH, di  Gesù e dello Spirito Santo, è divenuta essa stessa un problema maggiore di quelli che intendeva risolvere. Questo accade quando l’uomo, anziché cogliere le cose per quel che sono, e goderne i relativi benefìci, si mette a fare varie speculazioni (o “dietrologia”, come a volte si dice oggi) nell’illusione di scoprire quel che c’è sotto...  Dove va a finire così la semplicità dei fanciulli tanto elogiata da Gesù? Non è forse vero che, senza tale semplicità, non si può fare ingresso nel regno dei cieli?...

4) Conclusione mia (Renzo Ronca) alla domanda iniziale  riguardo alla nostra riflessione su youtube:

Anche per me Dio è UNO. Una “unità composta” indefinibile che, per quanto ci riguarda  si esprime in Dio Padre Dio Figlio e Dio Spirito Santo, sempre un unico Dio (che non è affatto detto che sia limitato in toto ed esclusivamente da queste definizioni). Concordo pienamente con lo scritto del fratello Galliani, per cui sto attento a non fare della dottrina trinitaria  questa dottrina “l’etichetta di Dio” da applicare dovunque. Definire Dio ritengo sia sempre un errore di presunzione umana, quindi diciamo che lo "comprenderemo" pienamente dopo, quando se se saremo con Lui.

Riferirsi a Gesù Cristo col termine di “Dio incarnato in Gesù”, nel contesto della riflessione in questione di youtube, penso che non sia sbagliato o comunque non credo sia un punto da approfondire in qs contesto. Chiamare Gesù Dio, non credo sia un errore, come del resto si evince da Giovanni 1:1-5, 11-14  “1 Nel principio era la Parola, la Parola era con Dio, e la Parola era Dio. 2 Essa era nel principio con Dio. 3 Ogni cosa è stata fatta per mezzo di lei; e senza di lei neppure una delle cose fatte è stata fatta. 4 In lei era la vita, e la vita era la luce degli uomini. 5 La luce splende nelle tenebre, e le tenebre non l'hanno sopraffatta. 11 È venuto in casa sua e i suoi non l'hanno ricevuto; 12 ma a tutti quelli che l'hanno ricevuto egli ha dato il diritto di diventare figli di Dio, a quelli cioè che credono nel suo nome, 13 i quali non sono nati da sangue, né da volontà di carne, né da volontà d'uomo, ma sono nati da Dio. 14 E la Parola è diventata carne e ha abitato per un tempo fra di noi, piena di grazia e di verità; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come di unigenito dal Padre.”

Penso allora che proseguire teologicamente studio e dimostrazioni di questa “sottodirectory” (la disquisizione dottrinale su chi si incarna e dove e chi abbia resuscitato Gesù e in che modo)  sarebbe controproducente sia in senso lato, e sia per l’argomento trattato nello studio; argomento che ricordo ancora essere: “l’evoluzione del popolo di Dio a partire dall’ebraismo fino al cristianesimo moderno, dove a mio parere è in atto da 50 anni un nuovo “movimento” (o fenomeno) tuttora poco conosciuto o poco approfondito.” Credo infatti che sia questo, il tema da approfondire con maggiore urgenza e lasciare le definizioni su Dio e sull’esattezza di certi nomi. Infatti ritengo che sia proprio questa tendenza a studiare “il capello dottrinale” che, a mio modestissimo  e discutibilissimo avviso, rischia di portarci alla ulteriore divisione del cristianesimo. Anche per questo motivo come ho detto, non vorrei aprire i temi su Maria o sul fatto della resurrezione se sia avvenuta dall’Eterno dagli angeli da Gesù stesso [“17 Per questo mi ama il Padre; perché io depongo la mia vita per riprenderla poi. 18 Nessuno me la toglie, ma io la depongo da me. Ho il potere di deporla e ho il potere di riprenderla. Quest'ordine ho ricevuto dal Padre mio” (Giovanni 10:17-18)]. Abbiamo già sufficienti elementi per poter confidare in Dio.

Forse il nostro ascoltatore sarà insoddisfatto della risposta, ma rendersi conto del momento storico-profetico in cui ci troviamo mi pare essenziale e prioritario. Nessun uomo avrebbe da solo la maturità di fede sufficiente a capire Dio e il piano di Dio se Lui stesso (Dio Spirito Santo) non ce lo rivelasse un poco alla volta.

Sul tema della difficile maturità di fede (che non c’entra nulla con la sapienza teologica) ho già parlato in precedenza su “LA DIFFICILE MATURITA' DI FEDE - PARTE 1  https://youtu.be/999Vavt-JMw, ma soprattutto sulla parte seconda:   LA DIFFICILE MATURITA' DI FEDE prima del rit. di Gesù - PARTE 2- https://youtu.be/52a49fHWrcw, dove si accenna ad un sorprendente insegnamento dedotto dalla lettera agli Ebrei. Ovviamente quanto detto è solo la mia opinione di semplice credente cristiano, io non sono altro.

Però se anche evito tali approfondimenti (almeno nel contesto della riflessione su youtube in questione) non vuol dire che non sia giusto farli: eventualmente se tu vuoi approfondire l'argomento incarnazione o trinità o altro,  puoi presentare il tuo pensiero al nostro caro fratello prof. Roberto Sargentini nella rubrica "Risponde il teologo": basta scrivere alla mail sotto indicata mispic2@libero.it mettendo nell'oggetto "risponde il teologo" e gli sarà subito recapitata. Certamente saprà darti risposte più  esaurienti delle mie.

Un fraterno saluto. Renzo Ronca

 

 

 

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