Bollettino libero cristiano evangelico  della "Piccola Iniziativa Cristiana" a cui tutti possono partecipare utile per la riflessione e lo studio biblico

 

Adamo ed Eva erano nudi? – “Risponde il teologo”

 -Come si può interpretare la frase in Genesi 3:7a “Allora si aprirono gli occhi ad entrambi e s'accorsero che erano nudi”?- Prof. Roberto Sargentini – 18-2-17

 

 

 Come si evince da una attenta e scrupolosa lettura dei primi capitoli della Genesi, i racconti in essa contenuti presentano delle incoerenze e contraddizioni (la luce creata il primo giorno e il sole il quarto, gli animali creati maschio e femmina mentre Adamo è creato senza una compagna che – cosa strana – Dio gli chiede di scegliere tra gli animali ecc.) che hanno convinto i teologi , ebrei e cristiani, di trovarsi davanti a una serie di racconti che, servendosi di immagini simboliche, nascondono un messaggio diverso da quello che emerge dalla prima lettura del testo. Quale sia questo messaggio e la chiave per decriptarlo è ampiamente spiegato, con altri misteri presenti nel primo libro della Bibbia, nel mio prossimo libro in uscita: “Il Mistero della Genesi”.

Stando a quanto detto, anche la nudità dei nostri primi genitori non può avere un significato letterale ma simbolico. Del resto come potevano Adamo ed Eva avere dei rapporti coniugali (unitevi e moltiplicatevi) senza avere coscienza della propria nudità? E poi, non è che fossero dei selvaggi senza cultura o dignità. Essi convivevano a tu per tu con gli esseri celesti ed erano istruiti da loro. Dio stesso cuce delle tuniche di pelle per i nostri progenitori, il ché vuol dire che gli abiti erano ben conosciuti dalla divinità. Anche gli angeli che appaiono agli esseri umani indossano dei vestiti.

Per comprendere, o almeno per avvicinarsi a ciò che la Bibbia intende dire quando afferma che Adamo ed Eva si accorsero di essere nudi, è necessario porre attenzione a quello che era il loro obbiettivo quando, sospinti dal diavolo, hanno colto e mangiato il frutto proibito. Essi volevano travalicare la natura umana per diventare come Dio. Dopo aver mangiato il frutto dell’albero della conoscenza del bene e del male Adamo e sua moglie si aspettavano di subire una mutazione positiva, una evoluzione, di diventare uguali al Creatore, ma non accade nulla di tutto ciò. Essi subirono, invece,  una trasformazione che non fu migliorativa ma peggiorativa. Fu una regressione, una perdita drammatica di ciò che avevano e che ha ridotto l’umanità a quella che è. Ad Adamo ed Eva, dice la Bibbia, dopo il peccato gli si aprirono gli occhi. Questa affermazione indica la presa di coscienza del disastro che avevano combinato, del male che avevano fatto a se stessi e “si accorsero di essere nudi”, si accorsero, cioè, di non essere più quello che erano, di aver perso la loro precedente natura oltre ad essersi resi conto dei propri limiti, di quei limiti – attinenti alla natura umana - che essi ignoravano e che sono risultati loro evidenti dopo il peccato.

 

 

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