Bollettino libero cristiano evangelico  della "Piccola Iniziativa Cristiana" a cui tutti possono partecipare utile per la riflessione e lo studio biblico

 

 

FARE UN “VOTO” PER RIAVERE UNA PERSONA CHE CI HA LASCIATO - di Renzo Ronca - 20-5-16- h. 16,45

 

 

 

 

DOMANDA: Cortesemente vorrei fare una domanda. Fare un voto in una situazione di disperazione e per far tornare una persona che ci ha abbandonato.  È valido e vincolante? Dio può "interferire" con le decisioni e la volontà di una persona. E visto che dopo alterne vicende la persona è ritornata e non ha mai avuto intenzione di allontanarsi definitivamente ma solo per problemi e riflessioni personali questo invalida il voto? Grazie

 

RISPOSTA: Gentile lettrice, non sono sicuro di aver capito bene il suo sintetico messaggio, cerco di riassumere: c’è una persona “A” che sembra aver abbandonato la persona “B”. La persona “B” in stato di disperazione fa un voto per chiedere il ritorno della persona “A”. La persona “A” ritorna e dice che non ha mai avuto intenzione di abbandonare nessuno bensì ha avuto solo problemi momentanei personali. Le domande poste nella mail sarebbero le seguenti:

1) E’ valido fare un voto per far tornare una persona che ci ha abbandonato?

2) E’ vincolante?

3) Dio può interferire con le decisioni e la volontà di una persona?

4) Nel caso in questione, essendo tornata la persona che (a suo dire) aveva avuto solo momentanei problemi personali, il voto deve restare o è invalidato?

Se così, veniamo alla risposta.

 

1) Che significa “fare un voto”?   Il “voto” è un impegno molto serio che una persona decide di offrire alla Divinità.

 

2) Voto fatto a chi? Noi come evangelici, con tutto il rispetto, non prendiamo in considerazione voti alla Madonna o ai santi, in quanto essi non sono Dio e c’è una proibizione nelle Scritture di pregare qualsiasi essere che non sia Dio stesso. Nel caso di una voto fatto a queste creature allora, credo vada rivisto da capo tutto il concetto di fede. In qs scritto ci riferiamo solo ad un eventuale voto fatto all’Eterno.

 

2) Motivi per cui fare un voto. Generalmente si tratta di “offerte” o “astensioni” di comportamenti riguardanti se stessi per un particolare rapporto con Dio, come alcune tipologie di consacrazione [ad es. il voto di “nazireato” cioè evitare alcolici e certi cibi, non tagliarsi i capelli, non toccare cose impure ecc, il voto di castità,  ecc]. Questi impegni avevano sia un carattere determinato nel tempo (l’apostolo Paolo si tagliò i capelli per un voto) o indeterminato, per tutta la vita.

 

3) Non proibito ma nemmeno consigliato. Il Vangelo vero e proprio, dove sussiste una salvezza mediante la fede, non tratta questo argomento, che non appare quindi come fondamentale. Il fare un voto non è proibito ma neppure è consigliato. Siccome tuttavia molti errori sono stati fatti e si continuano a fare confondendo voti, offerte, doveri, obblighi, sensi di colpa ed altro… io eviterei di farli se non per particolarissimi motivi e da parte comunque di persone molto mature nella fede.

 

4) “Ti do se mi dai” un errore che non dovrebbe mai essere considerato un “voto”: Personalmente credo che sarebbe assurdo, per uno che sa di essere salvato per fede, tentare di “impegnare” Dio “legandolo” ad un discorso di opere, tipo: “se Tu mi fai ottenere questa cosa allora io faccio voto di dedicarti quest’altra cosa”. Assomiglia ad un ricatto o comunque ad un ottenimento di una cosa mediante le opere. Non mi pare corretto questo patteggiare con Dio. Se uno l'ha fatto si metta in preghiera e chieda al Signore di essere illuminato per un più corretto comportamento nella preghiera.

 

5) E’ sufficiente una preghiera intensa fatta con cuore puro. E’ bene invece pregare il Signore e anche pregare con forza e molta insistenza, persino con dei digiuni se necessario, fino a che non si ottiene una risposta alle nostre preghiere, però andrei molto cauto con i voti, anzi li eviterei decisamente se possibile.

Dio risponde sempre alle nostre preghiere se fatte con cuore puro (sia in modo affermativo che in modo negativo facendoci capire i motivi) non occorre caricarle troppo; dobbiamo solo accettare l’idea che la sua risposta potrebbe non essere l’esaudimento di  quello che vogliamo noi. In fondo a volte non sappiamo veramente ciò che per noi sia bene. Una persona cara per esempio si prese un grave esaurimento pregando per un uomo che non la voleva, aveva perso la testa e rischiava di perdere anche la fede per una passione malata, un possesso che chiamava “amore”.

Voglio dire che in certi casi invece di insistere su certe cose specifiche sarebbe meglio per noi -dopo aver chiesto al Signore ciò che ci suggerisce il cuore- concludere la preghiera dicendo “…e comunque sia fatta la tua volontà Signore, perché so che sarà comunque per il mio bene”. Sappiamo già che il Signore farà il massimo per noi e comunque sempre e solo per il nostro bene: Or sappiamo che tutte le cose cooperano al bene di quelli che amano Dio..” (Romani 8:28a).

 

6) Il "voto" è vincolante?

Se parliamo di vincolo di Dio, Lui non è mai vincolato né dall’uomo né da nessuna altra creatura. Lui è fedele a Se stesso. Ci sono dei patti che Dio ha stipulato con l’uomo (sono sette per l’esattezza) e che Lui mantiene sempre. La Sua parola ha un valore e dura sempre. Se il Signore ci fa una promessa, essa ha valore di per se stessa, in quanto “Parola, Verbo”. L’impegno che una persona prende con il Signore riguarda dunque solo se stesso, la sua persona; il Signore decide liberamente se accogliere la sua offerta oppure no.

Se parliamo di vincolo dell’uomo, allora il voto è qualcosa di estremamente serio e generalmente si, è vincolante, se questo impegno è stato preso ed offerto a Dio nel modo dovuto (secondo la Scrittura, con coscienza serena e consapevolmente); non è invece vincolante se preso in uno stato di alterazione psicologica o per una ignoranza di tipo dottrinale. In qs casi occorrerà “ripulire” la mente e/o la coscienza da eventuali intoppi o sensi di colpa, rivedendo magari il concetto giusto di preghiera.

 

7) Dio può interferire con le decisioni e la volontà di una persona? Potrebbe certo, ma generalmente non lo fa. Una delle prerogative più elevate dell’amore è la libertà e Dio che ci ama al punto di sacrificare Suo Figlio per la nostra salvezza, ci ha sempre lasciati liberi di decidere, anche a costo di perderci. Questo è un argomento serio che andrebbe approfondito molto. Se qualcuno ci lascia, e noi diciamo di amarlo, però lo “forziamo” a tornare magari con un “voto” alla divinità, non credo onestamente che si possa parlare d’amore maturo; assomiglia più ad una forzatura come i “legamenti d’amore” che si usano nella “magia”. Se l’Eterno lascia liberi noi anche di dirGli di no, chi siamo noi per impedire che qualcuno (anche se lo amiamo) possa lasciarci? Proprio perché lo amiamo dobbiamo lasciarlo libero, costi quello che costi, anche un dolore molto sofferto. Una volta conobbi una ragazza che disse al suo ragazzo che voleva lasciarla: “se mi lasci mi suicido”. Per fortuna non lo fece, ma certi “abbandoni” vanno anche accettati, evitiamo di arrivare ai ricatti. Tra l’altro, chi ti dice che sia un male perdere una persona che in qualche nodo ti fa soffrire?

 

8) Per il caso in questione, per quel poco che posso dire non conoscendo il cuore e la fede della nostra amica lettrice, io cercherei di rivedere prima di tutto il rapporto profondo con il Signore. Forse sarebbe il caso di approfondirlo seriamente; in questo modo se c’è stato un errore da qualche parte per inavvertenza, Lui saprà come farne un mezzo di riedificazione e rimettere tutto in ordine.

 

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