Bollettino libero cristiano evangelico  della "Piccola Iniziativa Cristiana" a cui tutti possono partecipare utile per la riflessione e lo studio biblico

 

SONO SALVATI I FAMILIARI NON CREDENTI DI UNA PERSONA CREDENTE? – Riflessioni cristiane - di Renzo Ronca – 29-2-16- h. 10,30 -  (Livello  3 su 5) 

 

 

 

DOMANDA: Sono una persona credente e battezzata…. mi chiedevo se per amore della persona credente il Signore potesse salvare anche quelli della famiglia che non sono battezzati, per esempio un marito/moglie non credente….

 

 

RISPOSTA:

Non essere battezzati e non essere credenti è diverso (1), ad ogni modo per non complicare la risposta ci riferiamo qui solamente ai non credenti.

 

il  principio generale di fede a cui ci ispiriamo è questo:

 

“..affinché chiunque crede in lui abbia vita eterna. 16 Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna. 17 Infatti Dio non ha mandato suo Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. 18 Chi crede in lui non è giudicato; chi non crede è già giudicato, perché non ha creduto nel nome dell'unigenito Figlio di Dio. (Giov. 3:15-18)

 

Mi rendo conto che questo passo possa sembrare un poco dogmatico, soprattutto l’espressione “chi non crede è già giudicato” ma se una persona rifiuta volontariamente e coscientemente la salvezza, perché ce la prendiamo con Dio che ce la offre gratuitamente? Secondo voi sarebbe giusto se Dio scegliesse al posto nostro una cosa così importante? Se il Signore ci dicesse: “Levati di mezzo, decido io per te…” chi sarebbe contento di essere trattato così? Che considerazione che amore avrebbe D. verso di noi, tanto da non considerare la nostra volontà?

 

 A maggior ragione sarebbe ingiusto per una persona che ama il marito o la moglie prendere al suo posto una decisione che riguarda la sua vita presente e futura.  Non stiamo parlando di persone senza capacità di intendere e di volere, ma di persone sane, con una intelligenza come la nostra e a volte  superiore. Anche se io posso non essere d’accordo su come uno si gioca la sua vita, non posso obbligarlo a fare le mie scelte. Per quanto a noi credenti possa sembrare strano, esistono moltissime persone che non ci tengono proprio ad essere “salvate”. Vanno rispettate anch'esse.

 

Abbiamo scelto quella frase di Giov. 3:15-18 anche perché davanti alla scelta tra la vita la morte non credo ci sia molto spazio per le trattative e i compromessi; non si vive a metà e non si muore a metà. Anche se il nostro è un  periodo difficile e confuso dove tutto può anche essere il contrario di tutto, Dio invece si è sempre posto nelle questioni di base in modo chiaro. Quando ci sarà il giudizio finale non devono sorgere dubbi.  Lo ripeto in altri termini sintetici:

a) Tutti gli uomini nascono già in stato di peccato (il “peccato originale”);

b) Dio ha offerto all’uomo una UNICA possibilità di salvezza, vale a dire credere in Gesù Cristo che ha preso su di Sé il ns peccato e ci ha aperto la via della salvezza eterna.

c) E’ ovvio che chi non afferra questa possibilità rimane nel suo stato di peccato, per cui si autoesclude da solo dalla salvezza. Questo vale per tutti: atei, Buddisti, Musulmani ed anche per gli Ebrei dopo Cristo, i quali solo quando riconosceranno Gesù come Messia potranno essere salvati.

Stabilito questo punto fondamentale vediamo ora di approfondire avvicinandoci a casi biblici in cui la salvezza è stata estesa anche ai familiari di chi ha creduto:

 

NOE’

Noè predicò sulla terra piena di violenza e peccato per un periodo concesso proprio affinché le persone si potessero rendere conto e convertirsi (2). Dio stabilì quindi un patto con Noè che fu salvato assieme alla sua famiglia (3). Ora se i familiari entrarono nell’arca significa che erano d’accordo con la fede di Noè. Il diluvio divenne così anche il loro battesimo.

 

RAAB (o Rahab)

Raab era una prostituta che viveva a Gerico ed ospitò due esploratori israeliti aiutandoli prima della conquista della città. Anche lei stipulò un patto (4); patto che implicitamente  fu accettato da tutta la sua famiglia. “Quando la donna ebbe assicurazione della propria protezione, chiese «un segno sicuro»; le fu dato: una cordicella di filo scarlatto alla finestra della casa. Questo fatto ci ricorda il grande segno posto sulle case degli Israeliti la notte in cui doveva passare l'angelo distruttore che avrebbe dovuto colpire tutti i primogeniti degli Egizi. Allo stesso modo i familiari di Rahab dovevano compiere un atto di fede per essere protetti dalla morte sotto il filo scarlatto. Questo ci ricorda che nessuno può ricevere mai liberazione e salvezza senza accettare il sacrificio fatto dal Signore nostro Gesù Cristo attraverso il lavoro e la purificazione compiuta dal suo sangue versato per noi”. (Campbell)

 

IL CARCERIERE DI FILIPPI (5)

La frase «Credi nel Signore Gesù, e sarai salvato tu e la tua famiglia»(Atti 16:31) non può essere presa da sola senza il seguito:  “Poi annunciarono la Parola del Signore a lui e a tutti quelli che erano in casa sua. Ed egli li prese con sé in quella stessa ora della notte, lavò le loro piaghe e subito fu battezzato lui con tutti i suoi » (Atti 16:32-33). E’ evidente che anche qui i familiari condivisero la stessa fede.

 

LOT (6)

Ho lasciato per ultimo questo esempio perché è ancora più significativo: Il Signore AVREBBE salvato tutta la famiglia di Lot dalla distruzione di Sodoma, moglie figlie e generi, ma i due generi si misero a ridere e non lo seguirono e la moglie si voltò indietro, per questo generi e moglie furono distrutti: per non aver accettato la salvezza. Loro sapevano cosa sarebbe accaduto, però non ci hanno creduto.

 

Ora torniamo alla nostra domanda iniziale: “sono salvati i familiari non credenti di una persona credente?” Possiamo rispondere SI, se concordano, se anche loro arrivano a credere in Cristo Gesù; NO, se liberamente decidono di non crederci.

 

A questo punto uno potrebbe dire: "Ma allora che io sia credente non conta niente davanti a Dio?"

 

Conta moltissimo invece!

 

a)La persona non credente che si trova accanto ad una credente ha per così dire un “trattamento di favore” già per definizione, perché a differenza di tanti altri atei si trova ogni giorno la testimonianza vivente di chi è cristiano e questo inevitabilmente gli darà modo di riflettere più degli altri. E’ come avere sempre davanti agli occhi un ponte che passo oltre il fiume del quotidiano, un ponte sempre accessibile, amico, con la persona amata che vi transita sopra in continuazione. Se il non credente ama e stima la persona che le sta accanto, non potrà non amare -almeno in parte- quello che lei ama. La persona  atea sarà continuamente "sollecitata" al confronto e non è detto che prima o poi non si apra alla fede. E’  in questo senso  che va inteso in versetto 16 del passo seguente:

  “… se un fratello ha una moglie non credente ed ella acconsente ad abitare con lui, non la mandi via; 13 e la donna che ha un marito non credente, s'egli consente ad abitare con lei, non mandi via il marito; 14 perché il marito non credente è santificato nella moglie, e la moglie non credente è santificata nel marito credente; altrimenti i vostri figli sarebbero impuri, mentre ora sono santi. 15 Però, se il non credente si separa, si separi pure; in tali casi, il fratello o la sorella non sono obbligati a continuare a stare insieme; ma Dio ci ha chiamati a vivere in pace; 16 perché, tu, moglie, che sai se salverai tuo marito? E tu, marito, che sai se salverai tua moglie? (1 Cor 7:12-16)

Il versetto 16 infatti non intende dire che letteralmente una persona può salvare un’altra, perché nessun essere umano può salvare, ma solo Dio e lo fa per i meriti di Cristo (7), bensì indica la possibilità della persona credente di essere un mezzo forte significativo e decisivo per far comprendere la via della salvezza alla persona sposata non credente e agli altri familiari. Mezzo che con tutta probabilità la persona non credente non avrebbe se vivesse sola o nel suo ambiente senza Dio.

 

b) La persona credente è benedetta e tale benedizione si estende in qualsiasi posto ed in qualsiasi casa e con qualsiasi persona ella stia.

Il concetto di “benedizione” da un punto di vista biblico andrebbe approfondito in un altro scritto, diciamo per ora solo questo: Generalmente usiamo questo termine “benedizione di Dio” in modo superficiale, senza molta consapevolezza del contenuto che la parola esprime. Pur non essendo la benedizione di Dio una formula magica, ha tuttavia un valore molto profondo e reale. E’ la Sua presenza tangibile di pace, protezione e benessere che aiuta a superare le difficoltà della vita. Facciamo un esempio: Giuseppe venduto dai fratelli era una persona benedetta da Dio e dovunque andava le cose gli riuscivano bene; persino quando fu accolto nella casa dell’egiziano, Dio permeò quella casa di benedizioni a causa di Giuseppe   (“Dal momento che l'ebbe fatto soprintendente della sua casa e di tutto quanto possedeva, l'Eterno benedisse la casa dell'Egiziano a motivo di Giuseppe; e la benedizione dell'Eterno fu su tutto quanto egli aveva, in casa e in campagna” (Genesi 39:5).

Allora è conseguente che una persona credente, nata di nuovo in Cristo Gesù, venga riempita della Sua grazia e quindi per i meriti di Cristo sia da Dio Padre “benedetta” in ciò che è, e in ciò che fa, e dovunque essa si trovi. Logico che la famiglia in cui vive, sarà per prima avvolta delle benedizioni di Dio.

 

 

 

 

 

 

(1) Chi non è battezzato potrebbe avere anche un minimo di fede che potrebbe manifestarsi, mentre chi è ateo si presuppone che abbia già maturato una decisione.

 

(2) Anche se la Bibbia non lo dice apertamente si può dedurre un periodo per la predicazione (prendendo alla lettera la longevità di Noè di oltre 500 anni, tale predicazione dovrebbe essere intorno ai 40-50 anni).  Questo ci fa ricordare  il nostro “periodo di grazia”, tempo che il Signore ha lasciato per la nostra conversione che va dalla Sua resurrezione al Suo ritorno.

 

(3) “Ma io stabilirò il mio patto con te; tu entrerai nell'arca: tu e i tuoi figli, tua moglie e le mogli dei tuoi figli con te”. (Gen 6:18)

 

(4) “..poiché il SIGNORE, il vostro Dio, è Dio lassù nei cieli e quaggiù sulla terra. 12 Vi prego dunque, giuratemi per il SIGNORE, poiché vi ho trattati con bontà, che anche voi tratterete con bontà la casa di mio padre; e datemi un segno sicuro 13 che salverete la vita a mio padre, a mia madre, ai miei fratelli, alle mie sorelle e a tutto quel che appartiene a loro, e che ci preserverete dalla morte» (Giosuè 2:11-13)

“E quegli uomini le dissero: «Noi saremo sciolti dal giuramento che ci hai fatto fare, se tu non osservi quello che stiamo per dirti: 18 quando entreremo nel paese, attaccherai alla finestra per la quale ci fai scendere, questa cordicella di filo rosso; radunerai presso di te, in casa, tuo padre, tua madre, i tuoi fratelli e tutta la famiglia di tuo padre. 19 Se qualcuno di questi uscirà in strada dalla porta di casa tua, il suo sangue ricadrà sul suo capo, e noi non ne avremo colpa; ma il sangue di chiunque sarà con te in casa ricadrà sul nostro capo, se uno gli metterà le mani addosso. 20 Se tu divulghi questo nostro affare, saremo sciolti dal giuramento che ci hai fatto fare». 21 E lei disse: «Sia come dite!». Poi li congedò, e quelli se ne andarono. E lei attaccò la cordicella rossa alla finestra”. (Giosuè 2:17-21)

Molto significativo è il segno della cordicella rossa che ricorda il segno pasquale del sangue dell’agnello sopra gli stipiti delle porte degli Israeliti prima della liberazione.

 

(5) “Verso la mezzanotte Paolo e Sila, pregando, cantavano inni a Dio; e i carcerati li ascoltavano. 26 A un tratto, vi fu un gran terremoto, la prigione fu scossa dalle fondamenta; e in quell'istante tutte le porte si aprirono, e le catene di tutti si spezzarono. 27 Il carceriere si svegliò e, vedute tutte le porte del carcere spalancate, sguainò la spada per uccidersi, pensando che i prigionieri fossero fuggiti. 28 Ma Paolo gli gridò ad alta voce: «Non farti del male, perché siamo tutti qui». 29 Il carceriere, chiesto un lume, balzò dentro e, tutto tremante, si gettò ai piedi di Paolo e di Sila; 30 poi li condusse fuori e disse: «Signori, che debbo fare per essere salvato?» 31 Ed essi risposero: «Credi nel Signore Gesù, e sarai salvato tu e la tua famiglia». 32 Poi annunciarono la Parola del Signore a lui e a tutti quelli che erano in casa sua. 33 Ed egli li prese con sé in quella stessa ora della notte, lavò le loro piaghe e subito fu battezzato lui con tutti i suoi. 34 Poi li fece salire in casa sua, apparecchiò loro la tavola, e si rallegrava con tutta la sua famiglia, perché aveva creduto in Dio”. (Atti 16: 25-34)

 

(6) “Quegli uomini dissero a Lot: «Chi hai ancora qui? Fa' uscire da questo luogo generi, figli, figlie e chiunque dei tuoi è in questa città, 13 perché noi distruggeremo questo luogo. Infatti il grido contro i suoi abitanti è grande davanti al SIGNORE, e il SIGNORE ci ha mandati a distruggerlo». 14 Allora Lot uscì, parlò ai suoi generi che avevano preso le sue figlie, e disse: «Alzatevi, uscite da questo luogo, perché il SIGNORE sta per distruggere la città». Ma ai suoi generi parve che volesse scherzare. 15 Quando l'alba cominciò ad apparire, gli angeli sollecitarono Lot, dicendo: «Àlzati, prendi tua moglie e le tue figlie che si trovano qui, perché tu non perisca nel castigo di questa città». 16 Ma egli indugiava; e quegli uomini presero per la mano lui, sua moglie e le sue due figlie, perché il SIGNORE lo voleva risparmiare; lo portarono via, e lo misero fuori della città”. (Gen 19:12-16)

(7) “Allora Pietro, pieno di Spirito Santo, disse loro: «Capi del popolo e anziani, 9 se oggi siamo esaminati a proposito di un beneficio fatto a un uomo infermo, per sapere com'è che quest'uomo è stato guarito, 10 sia noto a tutti voi e a tutto il popolo d'Israele che questo è stato fatto nel nome di Gesù Cristo, il Nazareno, che voi avete crocifisso, e che Dio ha risuscitato dai morti; è per la sua virtù che quest'uomo compare guarito, in presenza vostra. 11 Egli è "la pietra che è stata da voi costruttori rifiutata, ed è divenuta la pietra angolare". 12 In nessun altro è la salvezza; perché non vi è sotto il cielo nessun altro nome che sia stato dato agli uomini, per mezzo del quale noi dobbiamo essere salvati»”. (Atti 4:8-12)

 

 

  

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