dubbi sul cristianesimo realizzato dagli uomini

di Renzo Ronca - 2-9-15- h. 12,15 - (livello 2 su 5)

 

 

 

 

 

DOMANDA “Ho sempre pensato che il Cristianesimo è unico, nel senso che essere cattolici o protestanti non è importante, ma lo è seguire Cristo  […]  E poi ho sempre avuto un dubbio, che alla fine gli esseri umani siamo gli stessi, e dovunque operiamo lo facciamo con i ns limiti e quindi non voglio provare altre delusioni sulle persone che si dicono credenti  […]  Puoi fare qualche riflessione e darmi qualche spunto su questi miei dubbi?”

 

RISPOSTA – Si, condivido, ma approfondiamo di più  questo tuo buon pensiero.  

La cosa più importante nel cristianesimo in effetti è seguire Cristo (1). Questo allora, secondo la normale ragionevolezza, dovrebbe unire tutti i credenti, invece siamo sempre divisi. Come mai? Il problema, a mio avviso, sorge perché noi uomini lo seguiamo “a modo nostro” non “a modo Suo”. Teoricamente noi cristiani crediamo tutti in Gesù, ma è nella pratica che difettiamo; dice infatti: «Perché mi chiamate: "Signore, Signore!" e non fate quello che dico?» (Luca 6:46).

Gesù era giudeo. Dio si è rivelato in Cristo NEL popolo  giudaico e noi dobbiamo entrare in quella mentalità per poter capire meglio. L’ebraismo è una religione molto concreta (2); noi occidentali abbiamo radici filosofiche greche, siamo più teorici, ragionatori, ci aggiustiamo le verità adattandole al nostro molteplice pensiero…  Ma nella nostra “intelligenza” finiamo poi per seguire mille ideali senza concludere niente [vedi il discorso di Paolo nell’areopago di Atene (3)].

Le spinte denominazionali iniziarono al tempo degli apostoli e furono subito denunciate da Paolo in modo molto esplicito:

 

“Ora, fratelli, vi esorto, nel nome del Signore nostro Gesù Cristo, ad aver tutti un medesimo parlare e a non aver divisioni tra di voi, ma a stare perfettamente uniti nel medesimo modo di pensare e di sentire. 11 Infatti, fratelli miei, mi è stato riferito da quelli di casa Cloe che tra di voi ci sono contese. 12 Voglio dire che ciascuno di voi dichiara: «Io sono di Paolo»; «io, di Apollo»; «io, di Cefa»; «io, di Cristo». 13 Cristo è forse diviso? Paolo è stato forse crocifisso per voi? O siete voi stati battezzati nel nome di Paolo?” (1 Corinzi 1:10-13)

  

“Fratelli, io non ho potuto parlarvi come a spirituali, ma ho dovuto parlarvi come a carnali, come a bambini in Cristo. 2 Vi ho nutriti di latte, non di cibo solido, perché non eravate capaci di sopportarlo; anzi, non lo siete neppure adesso, perché siete ancora carnali. 3 Infatti, dato che ci sono tra di voi gelosie e contese, non siete forse carnali e non vi comportate secondo la natura umana? 4 Quando uno dice: «Io sono di Paolo»; e un altro: «Io sono d'Apollo»; non siete forse uomini carnali? 5 Che cos'è dunque Apollo? E che cos'è Paolo? Sono servitori, per mezzo dei quali voi avete creduto; e lo sono nel modo che il Signore ha dato a ciascuno di loro. 6 Io ho piantato, Apollo ha annaffiato, ma Dio ha fatto crescere; 7 quindi colui che pianta e colui che annaffia non sono nulla: Dio fa crescere! 8 Ora, colui che pianta e colui che annaffia sono una medesima cosa, ma ciascuno riceverà il proprio premio secondo la propria fatica. 9 Noi siamo infatti collaboratori di Dio, voi siete il campo di Dio, l'edificio di Dio. 10 Secondo la grazia di Dio che mi è stata data, come esperto architetto, ho posto il fondamento; un altro vi costruisce sopra. Ma ciascuno badi a come vi costruisce sopra; 11 poiché nessuno può porre altro fondamento oltre a quello già posto, cioè Cristo Gesù”. (1 Corinzi 3:1-11)

 

Da questi insegnamenti risulta evidente la condanna dei vari gruppi autonomi cristiani. Paolo rimprovera questa immaturità di fede e riporta sempre la centralità al Signore Gesù. Tale immaturità resta anche oggi, infatti ogni chiesa si sente quella giusta e giudica come “setta” qualsiasi altra.

 

Secondo le Scritture l’insegnamento è chiaro: non dovrebbero esistere divisioni denominazionali tra tutti i cristiani veri. Però esistono. Allora come ci possiamo comportare?

 

Con grande coraggio cerchiamo di seguire le verità scritturali in modo saggio responsabile e maturo, senza fanatismi, ma con umiltà e molta preghiera, pregando e pensando. Se una chiesa stabilisce dottrine o “dogmi” quelle cose che la serena lettura della Scrittura non riporta affatto, allora prendiamo le distanze. Evitiamo ogni forma di polemica, ma da ciò che non è “in linea” con la Bibbia, prendiamo le distanze. Paura di restare soli? Non saremo mai soli!

 

Caro lettore, gli uomini sono gli uomini e possono deludere, lo sappiamo, tutti deludiamo. Ma questo ci deve far scoraggiare? Il nostro rapporto è con Dio non con gli errori o le delusioni degli uomini. Non esistono sulla terra le chiese perfette, ma esiste la perfetta “Chiesa” che Gesù sta formando nelle nostre coscienze, di cui Lui solo consce i confini e che presto rapirà.

 

Forse possono essere d’aiuto qs pagine: UNO STRANO NUOVO MOVIMENTO “SENZA APPARTENENZA” CHE “TRANSITA” NELLE CHIESE E LE “TRAPASSA” E SEGG.

 

Un saluto fraterno.

 

 

 

 

 

 

 

 NOTE

(1) “Allora Pilato gli disse: «Ma dunque, sei tu re?» Gesù rispose: «Tu lo dici; sono re; io sono nato per questo, e per questo sono venuto nel mondo: per testimoniare della verità. Chiunque è dalla verità ascolta la mia voce»” Giovanni 18:37;  “Chiunque crede che Gesù è il Cristo, è nato da Dio; e chiunque ama colui che ha generato, ama anche chi è stato da lui generato” (1Giovanni 5:1);  “Chiunque invocherà il nome del SIGNORE sarà salvato” (Gioele 2:32; Atti 2:21; Rom 10:13); ecc. ecc.

 

(2) I giudaismo, da un certo punto di vista, fu pure realizzato in maniera ”troppo” concreta e troppo rigido; infatti applicare tutti gli insegnamenti alla lettera, in modo esagerato, apre le porte all’estremismo, al cuore duro che giudica, alle continue liti per qualche virgola in più o in meno. Gesù stesso fu condannato per una legge non capita. Se questo fu il limite dell’ebraismo, il nostro limite di cristiani, come vedremo, è l’opposto: l’eccessiva disinvoltura nel farci tornare i conti nelle interpretazioni  scritturali, arrivando persino alla manipolazione delle parole di Dio. La confessione cristiana di maggioranza per esempio, nel catechismo, ha modificato persino i dieci comandamenti! (vedi www.ilritorno.it/studi_bibl/COMANDAMENTI.htm)

 

(3) Paolo ad Atene – “E Paolo, stando in piedi in mezzo all'Areòpago, disse: «Ateniesi, vedo che sotto ogni aspetto siete estremamente religiosi. 23 Poiché, passando, e osservando gli oggetti del vostro culto, ho trovato anche un altare sul quale era scritto: Al dio sconosciuto. Orbene, ciò che voi adorate senza conoscerlo, io ve lo annuncio. 24 Il Dio che ha fatto il mondo e tutte le cose che sono in esso, essendo Signore del cielo e della terra, non abita in templi costruiti da mani d'uomo; 25 e non è servito dalle mani dell'uomo, come se avesse bisogno di qualcosa; lui, che dà a tutti la vita, il respiro e ogni cosa. 26 Egli ha tratto da uno solo tutte le nazioni degli uomini perché abitino su tutta la faccia della terra, avendo determinato le epoche loro assegnate, e i confini della loro abitazione, 27 affinché cerchino Dio, se mai giungano a trovarlo, come a tastoni, benché egli non sia lontano da ciascuno di noi. 28 Difatti, in lui viviamo, ci moviamo, e siamo, come anche alcuni vostri poeti hanno detto: "Poiché siamo anche sua discendenza". 29 Essendo dunque discendenza di Dio, non dobbiamo credere che la divinità sia simile a oro, ad argento, o a pietra scolpita dall'arte e dall'immaginazione umana. 30 Dio dunque, passando sopra i tempi dell'ignoranza, ora comanda agli uomini che tutti, in ogni luogo, si ravvedano, 31 perché ha fissato un giorno, nel quale giudicherà il mondo con giustizia per mezzo dell'uomo ch'egli ha stabilito, e ne ha dato sicura prova a tutti, risuscitandolo dai morti». 32 Quando sentirono parlare di risurrezione dei morti, alcuni se ne beffavano; e altri dicevano: «Su questo ti ascolteremo un'altra volta». 33 Così Paolo uscì di mezzo a loro. 34 Ma alcuni si unirono a lui e credettero; tra i quali anche Dionisio l'areopagita, una donna chiamata Damaris, e altri con loro. (Atti 17:22-32)

 

 

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