PREDESTINAZIONE E DOPPIA PREDESTINAZIONE IN MODO SEMPLICE (1)

 di Renzo Ronca - (23-3-15) - aggiorn. 22-1-18

 

 

 

 

 

DOMANDA: Poi c'e' l'argomento sul fatto che Dio ci ha gia' destinato a una strada, a un compito. C'e' il Passo di Romani 9: 10-20 che dice che Dio ha gia' scelto di chi lui vuole avere pietà. 10 Ma c'è di più! Anche a Rebecca avvenne la medesima cosa quand'ebbe concepito figli da un solo uomo, da Isacco nostro padre; 11 poiché, prima che i gemelli fossero nati e che avessero fatto del bene o del male (affinché rimanesse fermo il proponimento di Dio, secondo elezione, 12 che dipende non da opere, ma da colui che chiama), le fu detto: «Il maggiore servirà il minore»; 13 com'è scritto: «Ho amato Giacobbe e ho odiato Esaù»...... Quindi quando preghiamo per i nostri amici o parenti, come possiamo sapere che Dio avra' pieta' di loro e gli salvera'? Alcuni sono gia' destinati a rifutare il Signore fino alla fine?

 

RISPOSTA:  Questo della predestinazione è forse uno degli argomenti più difficili da capire nella Bibbia, assieme a quello della Trinità. I commentari ed i testi di teologia in genere sono così complicati con parole così difficili che alla fine si fatica a capire  (almeno per me è così). Cercheremo nel nostro piccolo di renderlo accessibile a tutti, tuttavia è richiesta al lettore un po' di attenzione.

Dividerò l'argomento in tre parti: la prima parte è questa pagina, dove avvicinerò il concetto di "predestinazione" a quello di "elezione"; la seconda parte è un breve dossier piuttosto importante che ho già scritto avvicinando la "predestinazione" alla "preconoscenza" di Dio e parlando del "tempo" terreno in rapporto al "tempo" di Dio (Il link è a fine pagina); infine nella terza parte completerò la risposta parlando dei compiti che il Signore dà a ciascuno di noi (nella "pag. seguente" in fondo).

 

 

PRIMA PARTE: PREDESTINAZIONE-ELEZIONE

 

 1) Il primo punto da evidenziare credo sia l’abitudine degli uomini di pronunciare/imporre le “dottrine religiose”; cioè di classificare, dogmatizzare, formare degli schemi di legge, che racchiudano sia l’essenza di Dio che le Sue attività o i Suoi pensieri. Questa tendenza di fare delle leggi generali di cose che sono molto più grandi di noi, è molto sbagliata perché LIMITA Dio, lo mette dentro una piccola scatola con sopra il nome di una dottrina e lo archivia in una specie di biblioteca di “verità non discutibili”. Le “dottrine religiose” (che chiamiamo spesso “dogmi”) sono così: si stabilisce una “verità assoluta” e si impone senza poterla più mettere in discussione. Personalmente sono contrario a questa modalità; sarei per non chiudere mai una concezione facendone una legge, ma di lasciarla sempre aperta a possibili miglioramenti e rivelazioni.

 

2) Il secondo punto, di fronte a dottrine complesse, è  la tendenza a rendere tutto troppo banale, basso, con facilonerie che non sono dei sunti, ma vere e proprie distorsioni dei contenuti.

 

3) La predestinazione nel linguaggio corrente: Di solito per “predestinazione” si intende il destino già stabilito di ogni uomo prima che questi nasca, qualsiasi cosa questo uomo faccia o voglia fare. Senza ombra di scelta. L’uomo sarebbe visto come una specie di marionetta impotente dunque, che magari vorrebbe salvarsi ma non può, perché un dio cattivo lo ha già predestinato alla morte eterna.

 

4) Chi vuole tentare di capire bene questo argomento della predestinazione (come del resto quello della trinità) deve trovare del tempo, mettersi seduto, pregare e riflettere bene, magari con l’aiuto di qualche testo serio. Per avvicinarci meglio  alla “dottrina della predestinazione” è necessario procedere per gradi.  

 

4) La parola “predestinazione” si presta ad un uso pesante e spesso sbagliato del suo contenuto biblico più vero. Per evitare gli errori detti sopra cioè della faciloneria, e per capirla meglio sarebbe utile chiamarla “elezionecome dice il teologo Paolo Ricca:

“La predestinazione infatti non è altro che l’elezione di cui parla l’apostolo Paolo quando dice che in Cristo Dio «ci ha eletti prima della fondazione del mondo» (Efesini 1, 4). È l’esperienza di Geremia, al quale Dio rivela: «Prima ch’io t’avessi formato nel seno di tua madre, io t’ho conosciuto» (Geremia 1,5). Ed è quello che dice l’apostolo Paolo: «Quelli che Dio ha preconosciuti, li ha pure predestinati» (Romani 8, 29).  Predestinati a che cosa? «A essere conformi all’immagine del suo Figlio».  Non dunque a essere dei burattini, ma a conformarci a Cristo, cioè a «camminare com’egli camminò» (I Giovanni 2, 6), a seguire il suo esempio facendo quello che ha fatto lui (Giovanni 13, 15), ad avere «lo stesso sentimento» che è stato in lui (Filippesi 2, 5), a custodire e osservare le sue parole. A tutto questo tende la predestinazione: non a trasformarci in automi o marionette, ma a farci crescere verso Cristo.” (nota 1)

 

 5) Come vedete, da questo punto di vista, essere predestinati alla salvezza, cioè eletti, non è altro che assomigliare a Cristo, seguire il Suo esempio. Significa anche vivere con Lui, cioè  resuscitare a vita eterna (Rom 6:8; 2 Tim 2:11). E’ dunque grande consolazione l’elezione, il frutto del grande amore di Dio per noi. Noi per fede cominciamo ad assaporare questa salvezza e questa elezione già adesso sulla terra, ma la “gusteremo” completamente al ritorno di Gesù, quando il nostro corpo trasformato o resuscitato diverrà glorioso.

 

6) Il problema non è solo in questa elezione per grazia, ma LA POSSIBILE CONDANNA di alcuni che sarebbe già stata decretata da Dio prima della loro nascita. In questo caso non si parla più solo di dottrina della predestinazione, ma di quella che viene definita “doppia predestinazione”, cioè non solo della salvezza, ma anche della condanna eterna. E’ soprattutto qui che nascono diversi problemi di interpretazione.

 

7) La Bibbia su questo argomento non parla tanto di dottrine teoriche ma esprime dei fatti. Questi fatti possono in effetti presentarsi in una apparente contraddizione:

 

“Alcuni testi biblici affermano o implicano la doppia predestinazione (o qualcosa del genere), altri testi la escludono. Farò un solo esempio. Da un lato la Bibbia afferma ripetutamente che la salvezza è per tutti («Dio ha rinchiuso tutti nella disubbidienza per far misericordia a tutti» Romani 11, 32); d’altro lato ci sono parole di Gesù e di Paolo che dicono o sembrano dire il contrario: «Molti sono i chiamati e pochi gli eletti» (Matteo 22, 14); «Uno sarà preso e l’altro lasciato» (Matteo 24, 40); Dio «fa misericordia a chi vuole e indura chi vuole» (Romani 9, 18), come in antico indurò il cuore del Faraone. Dunque, la contraddizione c’è nella Bibbia stessa, è innegabile e – mi sembra – insuperabile.” (nota 1)

 

8) Dunque lasciare tutto così significherebbe avere davanti a noi un Dio di misericordia e di condanna insieme, a seconda di quello che decide al momento, prima che l’uomo nasca, dove la volontà dell’uomo non conta niente. Non che Dio non abbia il potere di farlo, tuttavia questo aspetto ci è difficile da accettare e si oppone alla nostra coscienza. Penso ci debba essere dell’altro e che sia alla nostra portata. Infatti c’è una possibilità per superare questa contraddizione e ci è data da una interpretazione illuminata del famoso teologo Karl Barth. 

 

9) Il pensiero di Karl Barth:  “la doppia predestinazione – il «sì» e il «no» di Dio sull’umanità: il «sì» sull’esistenza dell’umanità, il «no» sul suo peccato – esiste realmente, ma il «no» di Dio è stato inchiodato e cancellato da Cristo sulla croce. Dio stesso, attraverso Cristo, ha preso su di sé, portato e sopportato tutto il peso del suo «no», della condanna e della morte. Dopo la croce e nella luce della risurrezione, resta solo il «sì», solo la predestinazione alla salvezza e alla vita”. (nota 1)

 

 Dunque l’uomo in Cristo non è più sotto la condanna ma vivendo in Cristo una “nuova nascita” non potrà più essere condannato. Le frasi dell’apostolo Paolo allora andrebbero viste in un contesto molto più ampio, alla luce della grazia che pervade tutto il NT.

 

Ora noi crediamo che l’uomo possa scegliere di accettare Cristo oppure di rifiutarlo (altrimenti a che servirebbe predicare la conversione?); quindi possiamo dire che Dio, -come una mamma quando aspetta la nascita del suo bambino che ha in seno- nel suo concepimento dell’uomo ha pensato già per lui una vita meravigliosa. Ma dopo le varie vicissitudini dell’uomo che si è ritrovato lontano dal Padre come il figliol prodigo, spetta a lui, all’uomo, decidere di riprendere la strada del ritorno oppure no. La salvezza, l’elezione è stata già preparata, l’uomo decide se rientrare in quel regno del “si” di Dio, oppure decide di rimanere nel “no”, che pare guidi oggi il mondo.

 

10) ESEMPIO DEL TRENO -  Per concludere facciamo un esempio facile: Nel cammino della nostra vita incontriamo prima o poi una “stazione ferroviaria”. Secondo la dottrina della doppia predestinazione incontriamo due treni con sopra degli elenchi di nomi di persone già prestabiliti. Un treno porta alla morte eterna ed uno alla vita eterna. Un uomo arriva e cerca dove sta il suo nome: se è in quello della morte eterna non c’è niente da fare: inutile pregare e convertirsi, è già pre-destinato e morirà.

Secondo l’interpretazione che invece a noi sembra più corretta, nella stazione non ci sono due treni di direzione opposta che arrivano con i nostri nomi scritti sopra, uno destinato alla morte eterna ed uno alla vita eterna. A che servirebbe infatti quello della morte eterna se già viviamo in un mondo corrotto che si sta distruggendo da solo? Invece in questa  stazione arriva solo un treno: sul treno c’è una scritta di destinazione chiara e semplice: “salvezza, elezione per grazia”. Siamo liberi di prenderlo o non prenderlo, la scelta è nostra: “Io prendo oggi a testimoni contro di voi il cielo e la terra, che io ti ho posto davanti la vita e la morte, la benedizione e la maledizione; scegli dunque la vita, affinché tu viva, tu e la tua discendenza” (Deuter. 30:19). Il treno c’è, è stato istituito da Dio prima che noi nascessimo; è la Sua pre-destinazione il Suo programma, il Suo piano di salvezza per tutti gli uomini, indipendentemente dagli uomini, solo per amore. Per salire basta avere il biglietto di Gesù, cioè credere in Lui; chi ha questo documento intitolato “io credo di essere salvato per i meriti di Cristo”, lo mostra al controllore, e il controllore fa un segno vicino al nostro nome nella lista di tutti i nomi. In quella lista  ci son i nomi di TUTTI gli uomini (teoricamente predestinati-eletti), ma non tutti vengono “spuntati” dal bigliettaio, perché molti rifiutano Gesù.

Prendere quel treno o non prenderlo sta a noi, ma il treno esiste per tutti. Se non saliamo sul treno la casella del nostro nome non sarà spuntata; resteremo in questo mondo di morte. Avremo perso il treno e con esso l’elezione a vita eterna che Dio aveva già preparato in anticipo per noi.

C’è da aggiungere  che chi sale sul treno non è che poi potrà guidarlo a suo piacimento: il treno ha un binario fisso in terra, non è una automobile o un pullman che possiamo guidare dove ci pare; il treno ha una destinazione già programmata con fermate stabilite; questo è l’itinerario migliore per noi secondo Dio. O ci si fida e questo si accetta (e dunque ci si fa portare fino alla vita eterna per la strada che Lui ha già predefinita) oppure non ci si fida, cioè non si ha fede (e dunque il treno non si prende, oppure si scende alla prima fermata).

“Vedi, io metto oggi davanti a te la vita e il bene, la morte e il male; 16 poiché io ti comando oggi di amare il SIGNORE, il tuo Dio, di camminare nelle sue vie, di osservare i suoi comandamenti, le sue leggi e le sue prescrizioni, affinché tu viva e ti moltiplichi, e il SIGNORE, il tuo Dio, ti benedica nel paese dove stai per entrare per prenderne possesso. 17 Ma se il tuo cuore si volta indietro, e se tu non ubbidisci ma ti lasci trascinare a prostrarti davanti ad altri dèi e a servirli, 18 io vi dichiaro oggi che certamente perirete, e non prolungherete i vostri giorni nel paese del quale state per entrare in possesso passando il Giordano. 19 Io prendo oggi a testimoni contro di voi il cielo e la terra, che io ti ho posto davanti la vita e la morte, la benedizione e la maledizione;  scegli dunque la vita, affinché tu viva, tu e la tua discendenza, 20 amando il SIGNORE, il tuo Dio, ubbidendo alla sua voce e tenendoti stretto a lui, poiché egli è la tua vita e colui che prolunga i tuoi giorni. Così tu potrai abitare sul suolo che il SIGNORE giurò di dare ai tuoi padri Abraamo, Isacco e Giacobbe». (Deuteronomio 30:15-20)

 

 

SECONDA PARTE: PREDESTINAZIONE - PRECONOSCENZA 

Questo scritto si trova in un breve dossier in PDF (che però si legge rapidamente, con facilità); è piuttosto importante e vi invito a leggerlo con attenzione in questo link:

http://www.ilritorno.it/es/eshtml/dossier/IL%20TEMPO%20TERRENO%20E%20IL%20TEMPO%20DI%20DIO.pdf

 

 

LA TERZA PARTE è nella pagina successiva.

 

NOTE

(1) In qs pagina vi sono riferimenti specifici (tra virgolette) ed alcune sintesi tratti dalla rubrica "Dialoghi con Paolo Ricca" (teologo pastore della Ch. Valdese)  dal settimanale Riforma del 21 settembre 2007

 

 

 

 

 

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