Bollettino libero cristiano evangelico  della "Piccola Iniziativa Cristiana" a cui tutti possono partecipare utile per la riflessione e lo studio biblico

 

 

QUATTRO DOMANDE INTERESSANTI  DI UN GIOVANISSIMO LETTORE:  1. PERCHE' IL VESTITO "ELEGANTE" IN CHIESA?  2. PERCHE' DOBBIAMO DARE I SOLDI IN CHIESA? 3. PERCHE' "DOBBIAMO" AMARE DIO? 4. QUANDO QUALCUNO MUORE DOBBIAMO ESSERE FELICI PERCHE' SALE A DIO OPPURE TRISTI PERCHE' NON E' PIU' CON NOI? - di Renzo Ronca - (28-6-14)- 1-7-17

 

 

 

 

 

 

1) Salve, Mi chiamo  ***  e ho 13 anni .
Io mi chiedo, noi se dobbiamo pregare a Dio e per Dio ,perche dobbiamo andare in chiesa eleganti?

 

E’ vero, molti vanno in chiesa solo per far vedere il proprio vestito, in questo caso l’eleganza diventa esibizione per essere ammirati ed è una cosa sbagliata.

Tuttavia vi è una eleganza diversa, quella che onora la persona che andiamo a trovare. Ti faccio un esempio: se io vado a casa di una persona importante che stimo moltissimo cercherò di vestirmi bene, no? Non dico abiti firmati o costosi, ma ordinati, e gradevoli. Non è una esibizione ma una forma di rispetto verso la persona che andiamo a trovare. Per esempio, se io so che a questa persona non piacciono gli orecchini al naso o il piercing sulla bocca, non li metterò. Allo stesso modo se una ragazza sa che questa persona importante che vuole andare a trovare ci tiene per una certa sobrietà, non ci andrà con vestiti scollati o con una minigonna esagerata, giusto? Ecco si tratta solo di avere un “vestito adatto”. Si parla spesso nel Vangelo del nostro vestito, per esempio quando veniamo invitati alle nozze di qualcuno. Il “vestito adatto” in questo caso non è solo l’abito che indossiamo, ma il nostro carattere, il modo nostro di considerare la persona importante che ci ha invitato a quella festa di nozze. Ora Gesù ci invita spesso a partecipare come a degli incontri con Lui e noi possiamo considerarli come momenti di festa. Nessuna eleganza eccessiva, ma nemmeno trascuratezza, ti pare?

 

2) Perche quando andiamo in chiesa dobbiamo dare dei soldi?

 

No, non “dobbiamo” per forza! Si tratta di offerte e come tali devono restare volontarie. C’è chi vuole darle e chi non vuole. Ciascuno è libero.

E’ pur vero però che alcune chiese obbligano il credente iscritto nel registro di quella chiesa a dare “la decima” ovvero la decima parte di quello che guadagnano (la decima parte di uno stipendio per esempio di mille euro è cento euro!!). Io non sono per niente d’accordo! Ci deve essere libertà nel dare o non dare l’offerta.

Inoltre ci vorrebbe più chiarezza da parte delle chiese nel dire cosa ne faranno di quei soldi: potrebbero essere usati in modo generico, oppure per le offerte per le missioni, oppure per i poveri, o per qualche opera specifica… Penso che il credente debba sempre essere messo al corrente.

 


3) Dio ci ha fatto "GRATIS" e poi perche amarLo? Noi possiamo   avere bisogno di Dio ma nn per questo dobbiamo amarLo , dobbiamo forse fare anche solo delle pregiere di ringraziamento, giusto?

 

Beh anche qui devo riconoscere che non hai tutti i torti. L’amore non si “deve” dare come un dovere della legge. L’amore si prova o non si prova. Se amiamo qualcuno allora il nostro sentimento è gratuito, dato perché ci fa piacere darlo, non perché qualcuno ci obbliga a farlo. In fondo il Nuovo Testamento, cioè tutto il Vangelo che ci spiega la vita di Gesù e i Suoi insegnamenti, cerca di farci capire questa offerta gratuita da parte dell’amore del Signore e ci  fa capire che Lui desidererebbe un amore da parte nostra gratuito, senza costrizione. Infatti l’amore basato solo sulla legge di certi scribi e farisei e sacerdoti ipocriti al tempo di Gesù è stato da Lui molto criticato.

 

4) Ultima cosa:
Quando qualcuno muore e noi a colui gli vogliamo bene , dobbiamo essere felici che esso vadi da Dio oppure tristi perche non ha piu vita "terrena"?

 

Caro giovane amico, questa è una bella domanda. Penso che siano valide entrambe le tue possibilità. Proprio recentemente ho perso un caro amico e dentro di me c’erano sentimenti contrastanti: da una parte, per fede, sapevo che le persone buone e gradite a Dio vanno in paradiso e che poi le incontreremo di nuovo, e dunque ero contento. Dall’altra parte però, umanamente, questo amico mi mancava e mi manca, dunque sento una normale tristezza perché non posso più sentirlo e parlare con lui.  Credo che la maturità si raggiunga proprio imparando ad equilibrare questi due sentimenti, veri entrambi.

 

Ciao. Complimenti per le tue domande, sei un ragazzo in gamba! Continua così.

 

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