Bollettino libero cristiano evangelico  della "Piccola Iniziativa Cristiana" a cui tutti possono partecipare utile per la riflessione e lo studio biblico

 

 

 “Se volessi far parte di questo nuovo movimento cristiano indipendente dalle varie chiese, come potrei fare?" – Considerazioni sulla necessità di una taglio notevole di idolatrie e sul ritorno all’essenzialità della fede -parte_1 -  Di Renzo Ronca – 21-4-14 completamente riscritto il 31-8-17

 

  

Mi rendo conto di non aver parlato in maniera esauriente di questo “cambio di passo” che il Signore sta attuando ai nostri tempi e cercherò nel mio piccolo di rimediare per quel poco che mi pare di aver capito.

 

 1) Non vogliamo fondare una nuova chiesa -ce ne sono fin troppe!- ma cerchiamo di ritornare in maniera decisa alla semplice fede pura di cristiani salvando il salvabile visto che c’è poco tempo. Questo desiderio di “ritorno alle origini” puntualmente viene sentito da moltissimi credenti nel corso di tante epoche; accade ogni volta che le chiese si allontanano dalla strada principale. In più oggi vi è la consapevolezza di essere negli ultimi tempi, vale a dire prossimi al secondo avvento di Gesù. Anche se a volte lo abbiamo chiamato “nuovo movimento” è solo per distinguerlo dall’andazzo attuale; è “nuovo” solo per chi ha dimenticato gli insegnamenti semplici del Vangelo; anche la riforma di Lutero sembrò “nuova” a quei credenti che stavano camminando fuori dalla strada giusta; in realtà si trattò di un serio aggiustamento della rotta. Si tratta anche oggi semplicemente di raddrizzare il timone, di dare dei tagli agli aspetti idolatrici della fede e ritornare ad una fede sana e pura ripartendo dalla chiesa dei primi apostoli. Facile a dirsi ma come si vedrà molto difficile a realizzarsi, se non a un piccolo “rimanente” fedele al Signore a alla Sua parola.

 

2) Il “dover fare” può complicare una cosa semplice; forse è più importante “cercare di essere” semplici cristiani. E’ così difficile essere “semplici” oggi, che ritornare al Vangelo (così come è scritto) può apparire per le chiese di oggi come la rivoluzione di Francesco d’Assisi o di Pietro Valdo [che a Lione lo anticipò di qualche anno (1)]; eppure è indispensabile un’azione decisa di “raffinamento evangelico” perché molte chiese cristiane cattoliche e protestanti stanno apostatando (2).  Teoricamente per essere veramente cristiani non dovremmo fare nulla di nuovo oltre quello indicato nel Vangelo, ma visto il degrado delle chiese nel mondo, se di qualcosa c’è bisogno è setacciare tutto e ritrovare l'essenziale della fede: questo non significa diminuzione della fede, ma significa piuttosto purificazione della fede, riportarla allo splendore inziale, perché nel corso degli anni si è sporcata di estraneità, di scorie da rigettare:

 

Proverbi 25:4 - Togli dall'argento le scorie e ne uscirà un vaso per l'artefice;

 

Isaia 1:22,25 – “Il tuo argento si è cambiato in scorie, il tuo vino è stato tagliato con acqua” “… ti purificherò delle tue scorie, come fa la potassa, e toglierò da te ogni particella di piombo.”

 

Geremia 6:29 - Il mantice soffia con forza, il piombo è consumato dal fuoco; invano si cerca di raffinare, perché le scorie non si staccano.

 

Ezechiele 22:18 - «Figlio d'uomo, quelli della casa d'Israele per me sono diventati tante scorie: tutti quanti non sono che bronzo, stagno, ferro, piombo, in mezzo al crogiuolo; sono tutti scorie d'argento.

 

L'idea di partenza è che abbiamo dimenticato cosa significa essere cristiani, essere di Dio. Dunque si tratta di ricordare quello che ci ha detto Dio tramite la Bibbia e metterlo in pratica, saltando tutti gli errori fatti fino ad oggi e considerando il particolare tempo che stiamo vivendo.

 

Per poter ricordare è necessario togliere l'affanno e le leggi e le paure che ci soffocano e che ci impediscono di pensare liberamente per poter fare le nostre scelte mature. Dobbiamo imparare ad alleggerirci dagli errori. L'opera dello Spirito Santo, più andiamo avanti e più  ci santifica e ci fa comprendere quanto sia facile liberarsi da questi pesi che ci opprimono e ci impediscono di essere veramente liberi.

 

Come tutte le fasi importanti nella storia della fede dell’uomo non si tratta di inventare cose nuove, ma di togliere le estraneità idolatriche depositate sulla fede pura e riscoprirla in tutta la sua lucentezza. E’ come osservare l’orizzonte dopo il temporale; solo in questo modo possiamo tornare a vedere chiaro il nostro domani. Ricerchiamo la fede della prima chiesa apostolica quando si aspettava come imminente il ritorno di Gesù. Eliminiamo i culti alla gente morta, eliminiamo i dogmi piccoli e grandi, eliminiamo la politica ed il potere delle chiese, ed ecco che davanti a noi spariranno le nuvole, saranno portate via dal vento forte dello Spirito Santo. Sarà questo stesso Spirito di Dio che, una volta pulito il nostro cielo della fede, una volta tolta la polvere e la confusione, ci mostrerà gli eventi prossimi a cui ci dobbiamo preparare: il rapimento dei credenti e il ritorno di Gesù.

 

“Ma ho questo contro di te: che hai abbandonato il tuo primo amore” (Apocalisse 2:4)

 Si,  è questo il nostro peccato: nonostante parliamo sempre di Gesù abbiamo dimenticato il nostro Signore, i Suoi fondamenti, le Sue promesse, la speranza nell’attesa del Suo ritorno: “Quando sarò andato e vi avrò preparato un luogo, tornerò e vi accoglierò presso di me, affinché dove sono io, siate anche voi;” (Giovanni 14:3).

 

Dobbiamo riscoprire i caratteri essenziali della fede eliminando tutte le aggiunte idolatriche che nel corso dei secoli si sono depositate; dobbiamo vivere veramente questa fede senza ambiguità senza aggiunte, senza tagli, senza fanatismi, in modo da  di poterci concentrare solo su quello che è vero e prossimo a venire.

 

A cosa serve ad esempio la “nuova nascita” in Cristo? E’ la dottrina di una denominazione particolare o la crescita che viene dalla Parola di Dio nell’ascolto dello Spirito Santo?  Non si tratta allora di “fare”, ma di esprimere un carattere, una mentalità già presente nelle Scritture bibliche, una identità di cristiani ritrovata e consolidata, al di sopra di ogni aggettivo denominazionale.

 

Uno sa rinnovarsi quando sa mettersi in discussione e togliere da se stesso eventuali eccessi o difetti. Quello che allora ne esce è un uomo mentalmente più agile, “passato al setaccio” nella sua fede; un uomo che “pesa” meno, che ha meno impedimenti nella mente e nel cuore.

 

Torniamo alla domanda iniziale: “Se volessi far parte di questo nuovo movimento cristiano indipendente dalle varie chiese, come potrei fare?” Per “entrare” in qs movimento, che non dipende dagli uomini né dalle gerarchie delle chiese, non occorre altro che un modo di pensare libero dalle denominazioni stesse. Non occorre più cercare quale chiesa sia quella giusta: sarebbe ingannevole perché è sbagliato il punto di partenza: sono le troppe chiese-denominazioni che non sono giuste e danno una brutta testimonianza della Chiesa di Gesù:

1 Cor. 1:10 Ora, fratelli, vi esorto, nel nome del Signore nostro Gesù Cristo, ad aver tutti un medesimo parlare e a non aver divisioni tra di voi, ma a stare perfettamente uniti nel medesimo modo di pensare e di sentire. 11 Infatti, fratelli miei, mi è stato riferito da quelli di casa Cloe che tra di voi ci sono contese. 12 Voglio dire che ciascuno di voi dichiara: «Io sono di Paolo»; «io, di Apollo»; «io, di Cefa»; «io, di Cristo». 13 Cristo è forse diviso? Paolo è stato forse crocifisso per voi? O siete voi stati battezzati nel nome di Paolo?

L’insegnamento che dobbiamo trarre da scritti biblici come questo non è quello di relegare il passo ad una chiesetta nella città di Corinto in cui alcuni litigavano –sarebbe sminuire la portata dello Spirito Santo- ma è quello di capire il rimprovero del Signore verso tutte le divisioni dottrinali che allora iniziavano a presentarsi, e che oggi diventate moltissime, rappresentano il momentaneo successo dell’ingannatore.

 

Se non cambiano le chiese, troppo attente a non perdere il loro “prestigio”, allora cambiamo noi credenti, dando pochissima importanza a queste divisioni e andando oltre, verso gli insegnamenti più seri del Signore, come ad esempio il prossimo regno messianico al Suo ritorno.

 

“Ma con che cosa posso sostituire la guida di una ‘chiesa-denominazione’ a cui sono abituato?” - In realtà non devono mai essere le chiese a guidarci, ma sono gli impulsi dello Spirito Santo che guidano la Chiesa (maiuscolo). La “guida” non dovrebbe mai essere  di persone o di strutture gerarchiche, ma solo di Dio che per i meriti di Cristo ci ha donato lo Spirito Santo.

Basterebbe  sapere questo, ed esserne consapevoli fino in fondo, per potersi muovere  in modo diverso, molto più liberamente, fuori e dentro tutte le chiese attuali. Non siamo più “appartenenti” o iscritti a questo o quel “registro di chiesa” con tanto di firma ed obbligo di ubbidienza alla gerarchia e pagare la decima, ma siamo semplici cristiani, che magari possono frequentare una comunità che si trova in questa o quella città senza problemi, senza esserne “presi”.

 

E da dove parte questa purificazione della fede cristiana? Cosa togliere, da dove ripartire?

Vi sono delle piante che vanno potate regolarmente, come gli ulivi. Quando le lasciamo andare a se stesse spuntano rami inutili, non danno più frutto e si inselvatichiscono. Il cammino della chiesa cristiana nel mondo è diventato così: una pianta d’ulivo non più curata, soffocata da rami inutili, quasi priva di frutti, inselvatichita, che rischia di seccarsi. I contadini esperti sanno che se vogliono riprendere una pianta semiabbandonata devono prima di tutto POTARLA A FONDO, eliminando i “succhioni” inutili, dando una forma alla chioma per cogliere meglio le olive, ad esempio svuotandola all’interno ed abbassando i rami troppo alti dove non arrivano le scale. Mio padre, che era un bravo contadino, osservava attentamente la pianta avvicinandosi e allontanandosi e poi di nuovo avvicinandosi; poi mi indicava con una canna quali erano i rami da togliere. Adesso che lo ricordo ne ammiro ancora l’arte. Aveva quel colpo d’occhio che solo l’esperienza di anni ed anni di lavoro sa dare; segava rami enormi ma sapeva anche come dare forza ai ramoscelli più piccoli tagliandoli in piccoli punti particolari, dove stavano crescendo nuove gemme o nuovi “occhi” come diceva lui.

 

Ora la Chiesa di Gesù Cristo va potata a fondo. Si deve poter ritrovare la forma che le aveva dato lo Spirito Santo al tempo degli apostoli.

 

Come fare in pratica questa “potatura”? Faccio un altro esempio: un giorno la musica che solitamente sentivo come sottofondo da internet mentre scrivevo o leggevo non si sentiva più. Le casse musicali sembravano funzionanti ma la musica non arrivava. L’amplificatore sembrava funzionante ma la musica non arrivava. Per esclusione rimaneva solo la lunghezza del filo di collegamento tra l’amplificatore e le casse. Questo filo era nascosto, passava dentro il muro attraverso diversi punti di collegamento. Potevo far scavare di nuovo il muro, cercare il punto esatto e cercare di ripararlo, ma questo avrebbe comportato un enorme lavoro: lo spostamento di mobili, l’incarico ad elettricisti, muratori, e una spesa non indifferente. Inoltre avrebbe richiesto un tempo lunghissimo, troppo. Così decisi di “bypassare” il guasto, cioè non considerare più il collegamento vecchio, ma collegarmi con un nuovo filo esterno, diretto, senza deviazioni o interruzioni, tra amplificatore e casse.

Anche qui dovremmo fare la stessa cosa: questa chiesa cristiana nel mondo “non si accende più”, dunque saltiamo difficili “riparazioni dottrinali” e riallacciamoci subito al Vangelo iniziale, perché il tempo è poco: il Signore sta per tornare. (3)

(continua)

 

 

 

Correlazioni

GIOVANNI BATTISTA OGGI – RIPRENDERE LE MOTIVAZIONI E LA COMPATTEZZA DELLE ASPETTATIVE DELLA PRIMA CHIESA  IN ATTESA DEL RITORNO DI GESU'- Sintesi di una predica di Renzo Ronca a VT –  http://www.ilritorno.it/PREDICHE/1_giov-battista-oggi.htm

 

NOTE

(1) Pietro Valdo e il movimento dei Valdesi - ho trovato in internet questa sintesi che mi pare scorrevole: http://danielavaldese.blogspot.it/p/pietro-valdo-e-il-movimento-dei-valdesi.html

 

(2) L’apostasia di molte chiese non è la sensazione personale di qualcuno, ma è uno dei segni biblici che già si può intravedere, e che precederanno il secondo avvento di Cristo (2 Tess. 2:8);   può essere utile: CHE COSA SIGNIFICA “APOSTASIA”? - di Renzo Ronca- in http://www.ilritorno.it/ULTIMI-TEMPI/36_apostasia.htm

 

(3) Attenzione: questo esempio del lungo filo rovinato che viene eliminato tornando ad un collegamento volante e diretto, viene da una riflessione profonda che si desume da Ebrei 5:11 fino a 6:6. Per chi volesse approfondire vi è un nostro filmato-studio su youtube: “LA DIFFICILE MATURITA' DI FEDE prima del ritorno di Gesù - PARTE 2- Eb.5:11-6:6” in https://youtu.be/52a49fHWrcw (27 minuti). [La prima parte invece si trova in https://youtu.be/999Vavt-JMw (20 min)].

 

 

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