Bollettino libero cristiano evangelico  dell'Associazione ONLUS  "Piccola Iniziativa Cristiana" a cui tutti possono partecipare utile per la riflessione e lo studio biblico

 

 

PORTARE LE ANIME A DIO O ALLE CHIESE?

 

 

 

 

 

 

 

 

Caro Renzo. Ho letto “Il Ritorno”, l’ho trovato molto interessante ed edificante. Personalmente credo che sia un buon strumento per la gloria di Dio. Tutta via ci sono alcune tue affermazioni  che personalmente non mi trovano totalmente d’accordo.

  • Tu dici:  *”Nostro compito è portare le anime a Dio (non a noi stessi o alle chiese)”.

Condivido il fatto che non dobbiamo portare le anime a noi, ma per quanto riguarda la chiesa  essa è il corpo di Cristo, sia in senso universale che in senso locale . Ogni chiesa locale è parte della chiesa universale. […] (S. L.)

 

Caro fratello, esprimi un pensiero deciso che non tutti però si sentono di condividere. 

Un poco più avanti nella tua lettera infatti dici: Il problema sta nel fatto che non tutte le chiese cosiddette cristiane sono realmente  cristiane, per esempio:…. [qui metti un piccolo elenco].  Sembra allora che ci sia una specie di contraddizione; infatti tu nutri giustamente qualche perplessità su questa o quella denominazione, su questa o quella chiesa (sempre intesa come denominazione). Che faremo allora, un “cànone” in cui siano evidenziate le chiese cristiane vere da  quelle false? E chi è quello preposto a scrivere sulla lavagna i nomi dei “buoni” e quelli dei “cattivi”? Una chiesa terrena unica e giusta? Credi sarebbe possibile? Se tutti i pastori, come te di una chiesa libera ed altri di chiese più o meno “ufficiali”, si mettessero attorno ad un tavolo per eleggere “l’unica super-chiesa giusta”, pensi arriverebbero da qualche parte? Qualcuno ci ha provato altri ci stanno provando; noi preferiamo starne fuori.

Questo non ti suoni come un giudizio, è solo una nostra scelta.

Se poi non si tratta di scegliere ma di portare i credenti comunque alle denominazioni, beh, ecco il mio pensiero: portare le anime alle chiese significa poter anche sbagliare; le varie chiese possono avere a volte insegnamenti discutibili, magari per eccesso o per difetto interpretativo; se invece portiamo le anime a Dio in Cristo, direttamente, non sbagliamo di sicuro; presenteremo loro la Sua Parola così com’è;  e sarà questo ascolto meditato nello Spirito Santo (che è l’ispiratore delle stesse frasi bibliche) che le convincerà di peccato, che le spingerà alla rinascita ed alla santificazione in attesa del ritorno del Signore.  Ma non saranno sole. In ogni anima Dio ha messo dei talenti e dei limiti; entrambi vengono “lavorati”, plasmati, dalla sapienza e grazia dello Spirito Santo. Nel corso di questa crescita i credenti avranno la possibilità di scegliere e seguire liberamente la denominazione che meglio si adatta alla loro maturità di quel momento; basta che non la idealizzino.

“Il Ritorno” vuole essere un mezzo di riflessione interdenominazionale. Siamo convinti (e lo abbiamo sperimentato con dei cari fratelli) che si possa pregare insieme anche se di chiese diverse. Non è importante il nome della denominazione, ma il versamento di ogni singolo cuore. Ogni volta che più cuori cercano Gesù insieme, allora è Chiesa. Non sarà la denominazione a salvare le anime. Nella chiesa locale, a nostro modestissimo avviso, ci si incontra, si riceve, si dà, si prega, si cresce, ma non ci si può chiudere.

 Un fraterno saluto 

 

 

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