Bollettino libero cristiano evangelico  della "Piccola Iniziativa Cristiana" a cui tutti possono partecipare utile per la riflessione e lo studio biblico

 

COME MAI UN SERVITORE DEL SIGNORE E' DECEDUTO DI TUMORE SOFFRENDO?

RR-15-2-14-h.12- (Livello 2 su 5) 

 

 

 

 

DOMANDA: Sono rimasta perplessa davanti al fatto che un  fratello della chiesa ha servito il Signore per 30'anni ed  e' stato colpito da  un tumore ed e' rimasto al ospedale per 3 mesi a soffrire.  Sarebbe  per la Gloria di Dio o per un qualche peccato?

 

RISPOSTA: Il corpo umano segue i suo sviluppo di corpo terreno. Lo spirito (dentro il corpo dell’uomo) segue il suo sviluppo di spirito.

Nel caso dei credenti cristiani, il corpo dei risorti (resurrezione) sarà un corpo dalle caratteristiche diverse da quelle fisiche che conosciamo adesso.

Gli uomini che servono Dio sono come tutti gli altri: hanno malattie come tutti e queste malattie possono essere mortali, perché tutti moriamo. Non dobbiamo vedere nelle malattie le colpe o i meriti o le condanne di Dio; e nemmeno dobbiamo pensare che solo per il fatto che siamo cristiani non possiamo avere malattie gravi come tutti gli altri.

Il motivo per cui uno muore in un modo o nell’altro è relativo, non è importante. Ciò che conta non è il seme che muore, ma la pianta che nasce.  E’ questo il punto di riflessione: IL MODO in cui uno affronta la vita (e dunque anche la morte fisica).

Anche se solo per corrispondenza ho avuto modo di conoscere anche io un pastore che poi è morto di tumore. Dalle testimonianze della sorella questo uomo è morto come è vissuto: un forte amore verso Dio e verso il prossimo. Incoraggiava chiunque lo andava a trovare ed era sempre col sorriso. Questo modo di essere e di aver testimoniato il Signore fino alla fine conta più della malattia. Ma non dobbiamo sempre dare dei significati precisi alla morte “è perché ha peccato” (tutti abbiamo peccato, l’uomo nasce già nel peccato) “è per la gloria di Dio” (tutto, per il credente è per la gloria di Dio; non solo la morte ma ogni azione, ogni pensiero, ogni dolore, ogni sorriso).

Non è importante come il nostro corpo soffre o muore, ma come la nostra anima vive. 

Osserviamo il nostro corpo con affetto ed amore, ma noi non siamo ancorati a questo corpo che invecchia e muore; noi non siamo il corpo esteriore che invecchia si ammala e muore; noi saremo un corpo vivificato, eterno.  Non dobbiamo contemplare ciò che muore ma la vita in Cristo che migliora ogni giorno di più. In questo dobbiamo fissare lo sguardo:

2 Cor. 4:16 Perciò non ci scoraggiamo; ma, anche se il nostro uomo esteriore si va disfacendo, il nostro uomo interiore si rinnova di giorno in giorno. 17 Perché la nostra momentanea, leggera afflizione ci produce un sempre più grande, smisurato peso eterno di gloria, 18 mentre abbiamo lo sguardo intento non alle cose che si vedono, ma a quelle che non si vedono; poiché le cose che si vedono sono per un tempo, ma quelle che non si vedono sono eterne.

 

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