LE NOSTRE PREOCCUPAZIONI DI FRONTE AI TEMPI CHE CAMBIANO

di Renzo Ronca - (17-12-13) agg. 4-6-18

 

 

 

 

Anche se quasi tutti i governi delle nazioni minimizzano i fatti e cercano di dare sempre l’impressione che tutto vada bene e sia sotto controllo, è innegabile che negli ultimi anni le cose siano cambiate rapidamente -in peggio- per tutti quanti. Non si tratta di piccoli cambiamenti dovuti ai normali ricambi generazionali tra padri e figli, ma di grosse e rapidissime degenerazioni morali, storiche, politiche, religiose, ecologiche su scala globale, cioè su tutta la terra. Non approfondiremo qui lo specifico perché questa decadenza è visibile da tutti; non la vede solo chi non la vuole vedere.

 

E’ normale allora per la maggior parte delle persone più responsabili e sensibili essere umanamente preoccupati per sé per i propri figli riguardo al futuro ed è logico  porsi delle domande. Anche chi è credente ed osserva ed ascolta quanto accade o sta per accadere nella società, si chiede spesso quale sia il comportamento migliore da tenere di fronte a situazioni nuove che possono lasciare molte perplessità.

 

INQUADRARE I FATTI NELLE SCRITTURE PER NON ESSERE SORPRESI

 

Per i cristiani sarebbe bene avere sempre in mente lo scenario delle profezie bibliche che parlano degli ultimi tempi. Almeno per glosse linee.  Questi insegnamenti vanno letti con sapienza e discernimento, aiutandoci l’uno con l’altro anche all’interno delle chiese. In questo modo non ci troveremo mai impreparati e poche cose potranno sorprenderci.

 

Quanto detto potrà sembrare banale eppure, parlando con molte persone che si definiscono cristiane, scopro che molti nemmeno sanno che Gesù deve tornare. Tra quelli che lo sanno pochissimi distinguono il rapimento dei credenti dalla venuta del Signore coi santi per il regno millenario. Non sapere questo significa anche non conoscere le profezie che riguardano gli ultimi tempi, gli esodi, le "guerre e i rumori di guerre", le alleanze  politiche che cambiano continuamente, "le piaghe" che cadranno, ecc. Penso che una realistica conoscenza delle profezie ci aiuterebbe ad essere meno sorpresi di quanto si sta affacciando nel nostro tempo.

 

Viviamo dunque tempi incerti che preludono, anticipano sconvolgimenti più radicali. Di questi non dobbiamo avere paura perché il Signore sa come proteggerci.

I media, che vivono proprio di “effetti speciali”, sanno trarre vantaggio dagli stati emotivi che si sviluppano nelle incertezze reali del nostro tempo, per cui ogni tanto ci presenteranno dei fatti come delle novità inquietanti, magari amplificate. Questo lo dobbiamo dare per scontato. Il problema non deve essere dunque la sorpresa di fronte a questi fatti o possibili prospettive apocalittiche, bensì, come inserirle positivamente nel contesto della nostra fede.

 

Noi sappiamo che il piano di Dio è per la salvezza di chiunque in Lui ha fede, per cui, sicuri di questa promessa, andiamo avanti confidando sempre in Lui. Se qualcuno dovrebbe preoccuparsi è solo chi ha rinnegato il Signore.

 

 

 

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