Bollettino libero cristiano evangelico  della "Piccola Iniziativa Cristiana" a cui tutti possono partecipare utile per la riflessione e lo studio biblico

 

DIGIUNO SI, DIGIUNO NO

di Renzo Ronca - 11-11-13-h.10,15 - (Livello 2 su 5)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

DOMANDA: “Mi potresti magari dare qualche consiglio quando uno fa il digiuno?”

 

RISPOSTA: La pratica del digiuno in campo religioso è volontaria; non figura nella Bibbia un obbligo di osservanza. Tuttavia in certi casi di particolare profonda preghiera vediamo che alcuni lo fecero: il primo fu Davide. I discepoli di Giovanni Battista digiunavano; i discepoli di Gesù, finché Lui era in vita non digiunavano, ma dopo la Sua morte in certi casi digiunarono. I Farisei digiunavano due volte la settimana e i più formalisti assumevano l’espressione triste e sofferta per far vedere appunto quanto erano osservanti.

 

Il digiuno è un fatto personale tra noi e il Signore; una cosa molto riservata che non è necessario far vedere in pubblico. I motivi per cui possiamo farlo o non dovremmo farlo sono i seguenti:

 

1)     Lo scopo del digiuno era di umiliare le anime (Sal. 35:13; 69:10) e dare più forza alla preghiera (Isaia 58:3-4);

2)     Il concetto del “vero digiuno” non si limita al solo fatto di non mangiare, ma si riferisce anche all’abbandono di ogni forma di male e di cose proibite. (Isaia cap.58);

3)     Ai cristiani non viene imposto di digiunare, ma in certi casi può essere consigliato di farlo per essere più raccolti ed ottenere esaudimento della preghiera (Matt 17:21).

 

Uno dei rischi del digiuno è dare eccessiva importanza al digiuno stesso, come se quell’opera (cioè il fatto di non mangiare) fosse un merito personale per ottenere da Dio i favori che Gli chiediamo. Noi otteniamo grazia da Dio non dalle opere di bravura, ma dalla fede del nostro cuore che Gli offriamo. Infatti come spiegò Gesù, certe volte praticare certe leggi o rinunce in modo meccanico, esteriore, formale può essere solo ipocrisia (Luca 11:42).

 

Per quello che riguarda me io non pratico il digiuno ma a volte sto magari un giorno in un modo particolarmente raccolto e dedicato a Dio. Una specie di ritiro spirituale, senza distrazioni di nessun genere e limitando al massimo le attività fisiche (lavorare, parlare, mangiare, uscire, vedere la TV, ecc), cercando in tutti i modi di  assorbire il silenzio e la pace interiore mentre prego e lodo il Signore.

 

Conosco e  ho anche una certa ammirazione e rispetto invece per alcuni fratelli e sorelle che quando hanno una richiesta particolare per il Signore digiunano in modo vero, con grande fede, nell’intimità della loro preghiera che è particolarmente intensa o sofferta.

 

In conclusione dunque, il digiuno va visto per come il nostro cuore lo porge a Dio. Può essere un’offerta come profumo soave e gradito al Signore, oppure può essere un atto formale. Dipende appunto dalla fede e dall’amore  del nostro cuore.  

Credo che a seconda dei momenti lo stesso Spirito Santo ci saprà attrarre in situazioni e modalità di particolare intimità e raccoglimento, che potrà essere anche col digiuno. L’importante è non farne un comandamento.

 

 

[Alcuni riferimenti sono tratti dal Nuovo Dizion. Biblico di R. Pache]

 

 

 

 Indice posta -   Home  

 

Chiunque può scriverci alla mail: mispic2@libero.it

 

 

 

 

 

Questo sito ed ogni altra sua manifestazione non rappresentano una testata giornalistica - vedi AVVERTENZE