Bollettino libero cristiano evangelico  della "Piccola Iniziativa Cristiana" a cui tutti possono partecipare utile per la riflessione e lo studio biblico

 

LIBERTA'  SCELTE E E PREOCCUPAZIONI

domande a seguito di INIZIO DELLA LIBERTA’  - RR-11-8-13-h.17,30 - (Livello 2 su 5)

 

 

DOMANDA: è possibile fare un esempio pratico? che significa fermare le preoccupazioni in senso pratico?

RISPOSTA: 

Non sempre un modo nuovo di essere si può sintetizzare in poche righe, comunque ci proviamo.

Parlavamo della libertà in senso cristiano.

Dio ci ha creati liberi di scegliere se vivere con Lui o senza. Con la perdita dell’Eden abbiamo vissuto nella schiavitù del peccato, conosciuto la sofferenza della solitudine e sperimentato la morte.

Il processo di conversione è quello messo in pratica da Cristo che ci ha indicato la strada; quella trasfigurazione, la resurrezione  dopo la lotta è quanto accadrà a noi se lo seguiamo, la riconquista del nostro stato di figli di Dio, della nostra vera natura di esseri spirituali.  E’ ovvio che un tale processo di conversione, cioè consapevolezza e trasfigurazione non è facile.

Il primo grado della difficoltà per gli uomini sta nel riconoscere di essere nello stato di schiavitù. Ma ammettere questa “consapevolezza di peccato” è difficile come l’alcolizzato che non ammette mai di esserlo: di solito i dipendenti da alcol o da droga si sentono sempre liberi e non ammettono mai di essere dipendenti, cioè privi della loro libertà. Solo con la buona volontà, l’umiltà e l’intelligenza e l’opera dello Spirito di Dio possiamo superare questo primo difficilissimo scalino ed ammettere di essere lontani da Dio.

Una volta capito questo si inizia un “cammino” vero. Forse questo cammino sarà ostacolato dal mondo, ma comunque sarà possibile perché non si è più da soli a combattere, avendo la fede già compiuto il miracolo interiore del risveglio e del desiderio di Dio.

Il primo passo dunque, nell’esempio che ho appena fatto è un rinunciare a vedere la vita con gli occhi della propria autosufficienza, del proprio senso della propria giustizia

Per uno nato dentro una prigione sarà “normale” essere prigioniero; se un altro gli apre la porta e lo libera ecco che la libertà metterà paura e il primo istinto sarà quello di ritornare in prigione: sarà piccola e stretta ma almeno dava scurezza. Così fece il popolo di Dio appena liberato da Mosè: trovò troppo difficile imparare la libertà e scegliere Dio solo per amore e ricostruì il vitello d’oro, cioè si ripiegò su se stesso sulla “sicurezza” dei vecchi idoli anche se questo significava essere schiavi.

Scegliere Dio è l’atto iniziale di un cammino di consapevolezza che gradatamente ci porterà alla libertà, alla “gestione della libertà”, perché la libertà non va solo ottenuta ma gestita e protetta. Superare il deserto non è facile ma la nostra vita richiede questo coraggio di mantenere una direzione precisa.

E’ inevitabile che nella nostra vita terrena ci siano preoccupazioni, anche Gesù lo era per i discepoli e per noi.

Siamo tutti preoccupati per tanti motivi; se non lo siamo per noi lo siamo per i nostri cari. E più amiamo e più persone care abbiamo e più preoccupazioni dovremo avere.  

Tuttavia questo senso di preoccupazione può essere “caricato” eccessivamente (non da Dio) tanto da non essere in linea con le fede e costituire una specie di dipendenza negativa quasi insopportabile in cui si mischiano varie emozioni; ed alla fine tutto questo potrebbe soffocare la speranza a cui siamo chiamati (salvezza).

In pratica rischieremmo di vivere in un recinto chiuso dove le preoccupazioni si alimentano le une con le altre e vivono una vita propria.

In certi casi si arriva persino a dare a Dio la colpa di queste preoccupazioni.

A volte non ce ne rendiamo conto ma diamo noi stessi alle preoccupazioni il nutrimento per sussistere soffocandoci.

Le preoccupazioni di un periodo limitato, come la sofferenza in senso lato, possono anche costituire una fase necessaria, che dobbiamo imparare a passare tutti, ma se diventassero uno stile di vita, una dipendenza sottile che perdurasse negli anni impedendoci la serenità, allora occorrerebbe rifletterci.

E’ qui appunto che una scelta può cominciare a modificare le cose, ad equilibrarle togliendo dai fatti il sovraccarico emotivo che non viene da Dio, affinché nessuno ci porta via le Sue promesse.

Le scelta “pratiche” ci vogliono ma nello specifico non c’è un manualetto di pronto intervento, cambia per ognuno di noi;  tuttavia  lo Spirito di Dio ci aiuterà a capire come fare. Per esempio (sempre per chi vuole seguire il Signore) ammettere la possibilità di modificare, filtrare la quantità delle preoccupazioni può essere compreso dalla meditazione di una semplice frase:

Quello che è caduto tra le spine sono coloro che ascoltano, ma se ne vanno e restano soffocati dalle preoccupazioni, dalle ricchezze e dai piaceri della vita, e non arrivano a maturità. (Luca 8:14)

E’ interessante notare come nel Vangelo il Signore metta le preoccupazioni accanto alle ricchezze e ai piaceri della vita. Elementi dunque che possono impedire una crescita e soffocare il nostro cuore. La libera scelta di seguire Gesù necessita dunque di una protezione continua che comporta altre piccole scelte coraggiose, che possiamo anche chiamare “coerenza”. L’importante per un cristiano è non tornare “in prigione”.

Credo alla fine che nel caso delle preoccupazioni, per quanto strano ci possa sembrare, ci sia un responsabilità anche nostra perché possono essere usate dall’ingannatore per farci tornare indietro facendo leva su vari sensi di colpa ed emozioni confuse.  Ma lo Spirito del Signore sa come fare per liberarcene non ci lascia mai da soli.

 

 

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