Bollettino libero cristiano evangelico  dell'Associazione ONLUS  "Piccola Iniziativa Cristiana" a cui tutti possono partecipare utile per la riflessione e lo studio biblico

 

OMOSESSUALITA’ E CRISTIANESIMO - CORRISPONDENZA CON  “X” - n.4

Mi ha scritto un giovane con problemi di omosessualità. Con la sua autorizzazione, nella dovuta privacy, riporto uno scambio di mail che potrebbe essere utile anche ad altri con problemi simili. Nel contempo invito a scrivere in redazione quanti, più preparati me, possano dare un contributo evangelico costruttivo su questo argomento che so essere molto vasto e delicato.

 

E-MAIL N.4

Ciao Renzo,
> ho letto la tua lettera stamattina e ho preferito non risponderti subito per seguire il tuo consiglio, per poterla "digerire" come mi hai detto tu. Non ti nascondo di averla letta e riletta più volte,di averci pensato tutto il giorno e ci stavo pensando anche adesso non riuscendo a prendere sonno.
> Tu mi parli di rinascita nel Signore, di spiriualità, di slegarsi dalle cose carnali che fanno soffrire, dici che forse il Signore mi sta chiamando... tutto questo è molto bello ma al tempo stesso mi intimorisce, molto. Non so se potrei essere in grado di seguire Dio e di abbandonare i progetti e i sogni dei miei 25 anni. Non me ne volere per questo che ti dico, magari mi giudicherai ingrato al Signore o egoista... è solo che non credo di essere pronto a rinunciare alla possibilità di poter innamorarmi di una donna, di creare un futuro, di diventare padre. D'altra parte è vero anche che se fosse Dio a chiedermelo dovrei non far altro che inginocchiarmi alla Sua volontà.
> Forse ti sembrerà ridicolo ma mi sento molto impaurito e confuso...
> Magari sbaglio a tirare fuori sempre lo stesso discorso ma la domanda che mi pongo è questa: quand'anche il Signore mi stesse chiamando ad avvicinarmi a lui o volesse darmi la possibilità di poter entrare nel suo regno,ebbene questo mi preclude la possibilità di essere uomo su questa terra? là dove per uomo intendo non solo l'essere umano, ma proprio essere uomo diverso da una donna.
> Perchè quello che penso è che ad esempio mi sembra di aver capito che tu abbia una moglie, eppure hai una grande fede, una grande umanità e un grande amore nel Signore... Quindi l'essere uomo e l'essere devoto a Dio possono coincidere in una persona? Sbaglio se allora prego Dio di darmi la possibilità di essere uomo? Io sento il Signore dentro me, a volte Lo sento vicino a me... ho molto rispetto per Lui e la mia fede cresce ogni giorno di più... però ho paura che Dio mi chieda di rinunciare ad esempio ad avere un figlio.
> Perdonami Renzo se ti parlo in modo così egoistico, ma sono veramente confuso e non so cosa fare.
> Grazie ancora a te di cuore per la pazienza che continui ad avere.

 

RISPOSTA

Ciao X, mentre ti scrivo sorrido un poco. Quando il S mi si rivelò tantissimi anni fa, anch'io provenendo come te dal cattolicesimo pensavo:

chiamata di Dio = vocazione = farmi prete!   Oh, no!

Restai perplesso per parecchio tempo; non mi sembrava possibile sentendo invece dentro di me entrambe le vocazioni: seguire Dio e formare una famiglia.  Poi il Signore mi fece conoscere altre chiese cristiane e scoprii che non c'è solo la chiesa cattolica. La chiesa cattolica, con tutto il rispetto, ha fatto delle scelte sue proprie, di carattere dottrinale, come il fatto che il prete non possa sposarsi. E' una scelta sua ripeto, dottrinale, non supportata da nessun elemento scritturale. Non c'è nessun divieto da parte del S al matrimonio! Tanto è vero che gli apostoli erano quasi tutti sposati! Tutti i pastori protestanti sono incoraggiati alla benedizione della famiglia; questo li rende più completi e permette loro di poter dare consigli concreti a chi ne ha bisogno.  Io stesso sono sposato con figli grandi come te. Dunque ti tranquillizzo subito e ti invito a rileggere la mia lettera con animo sereno.

La rinascita di cui ti parlavo è di tipo interiore.  Gli effetti di qs rinascita potranno anche essere esteriori, ma in senso di bene. Ovvero: se entra Gesù nel nostro cuore, per ovvi motivi ciò che non Gli appartiene se ne andrà. Non è più dunque una lotta tipo "grande repressione" da parte tua a guarirti, ma sarà la stessa presenza del Signore che impedirà a ciò che è estraneo a Dio di produrre effetti negativi.

Scusami se on sono stato del tutto chiaro. Dimmi adesso se va meglio, prima di continuare.

(continua)

 

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