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CONTROLLO
DEL CERVELLO, DELLE EMOZIONI, DEL COMPORTAMENTO Domanda: come si fa ad esercitare il controllo sulla mente, selezionare le azioni.. c’è un modo preciso? Risposta:
Livello
sociale: in Italia non
esiste. Manca ogni forma di educazione comportamentale. Una volta si insegnava
nella scuola qualcosa che ci poteva
assomigliare, si chiamava “educazione civica”, ma ovviamente l’hanno subito tolta. Gli esempi attorno a
noi non sono dei migliori: nessuno è in grado di fare una fila alle poste o
quando aspetta l’autobus; il governo stesso dà esempi di liti violente con
scontri anche fisici e parolacce in diretta tv. Non parliamo poi dello sport
nazionale, il calcio, dove le reazioni istintive e violente sono di casa,
inducendone altre simili negli spettattori. Nessun controllo è esercitato nelle
trasmissioni televisive consumate dai giovani dove invece fa spettacolo ed è
molto ricercato proprio il battibecco e litigio sempre più in forma volgare.
Non esistono in pratica esempi di comportamento socialmente positivo. Tutto è
affidato al “fai-da-te”. Ma
come può esistere un desiderio di migliorarsi se non si ha la consapevolezza di
doverlo fare? L’abitudine
comune per esempio a sgomitarsi nelle file per passare avanti al nostro vicino o
di suonare con la macchina in città o di non cedere mail il passo, diviene
“normalità”; è la “norma” perché tutti gli altri fanno così e ti
devi adeguare. Se ti sposti e vai in altri paesi del nord Europa e continui a
comportarti così, come minimo ti arrestano. Abbiamo
allora diversi “livelli sociali”. Si tratta solo di prenderne coscienza. La
Scuola potrebbe fare molto introducendo ad esempio nelle scuole elementari
insegnamenti comportamentali corretti su come si attraversa la strada, su come
ci si comporta con le persone anziane, sulla utilità di certe regole comuni a
cominciare dalla condotta. Nelle medie invece si potrebbe introdurre una
educazione alla conoscenza delle emozioni. Abbiamo tantissimi psicologi a spasso
che non trovano lavoro: perché non utilizzarli nella scuola per insegnare ai
ragazzi cosa significano le “emozioni” ed il giusto comportamento da
adottare per elaborarle? Gli adolescenti sarebbero più preparati per affrontare
i turbamenti della loro età. Livello
individuale: L’esperienza
è fondamentale nella crescita e non potendo vedere direttamente le varie forme
di comportamento in Inghilterra, Svezia, Germania, India, Africa, Iran, per
rapportarle tra loro, si potrebbe sfruttare quello che abbiamo: internet. Invece
di lasciare questo mezzo di comunicazione allo stato brado nelle mani dei
ragazzi, potremmo dare noi l’esempio su come usarlo per il meglio.
Globalizzazione dunque, non per subire l’appiattimento consumistico, ma come
mezzo per “entrare” nelle culture e assorbirne le differenti “normalità”
comportamentali. Tutto
questo dovrebbe poi essere poi elaborato con l’aiuto di qualcuno e non è per
niente facile trovare persone mature e “libere”. Però
esistono. Pensateci un momento. Gesù non ci insegna cos’è la libertà? La mia esperienza cristiana:
Io ho trovato correzione ed aiuto
attraverso Lo Spirito vivo di Dio, che come un educatore mi ha pian piano
indicato i miei punti deboli e forti su cui lavorare. L’azione
di Dio agisce principalmente su due fronti: 1)
Trasformando il nostro cuore, il centro del nostro essere, affinché questo
possa modificare la mente, il nostro modo di pensare; e questa mente
“rinnovata” possa produrre un comportamento nuovo; 2)
Dandoci indicazioni dirette sul comportamento, la tolleranza, il controllo del
tempo. Le
due azioni in contemporanea sono tanto più efficaci quanto più noi veramente
ci fidiamo di Dio, non solo a parole ma mettendole in pratica nei fatti con
equilibrio. Il controllo del tempo: Il
tempo gestito dal mondo significa sfruttare ogni attimo, ogni occasione per
avere successo, potere, ricchezza, piacere. Il mondo attraverso i media fornisce
modelli di “uomo” e di “donna” completamente irreali, perfetti nel
fisico ma senza anima, irraggiungibili nella loro forma esteriore propagandata
come “bellezza”. Tutti vogliono assomigliarvi perché rappresentano la
felicità, l’appagamento di tutto, ma essendo falsi, esistenti solo negli spot
pubblicitari, nessuno li può
realmente eguagliare; da qui l’aumento delle crisi depressive per essere
troppi grassi, troppo piccoli, troppo alti… l’aumento dello stress per
guadagnare sempre di più per comprare una macchina più grande…. Il
tuo tempo secondo il mondo non è mai tuo; te l’hanno rubato e non te ne sei
accorto. Seguendo questa “normalità della follia” non hai mai tempo per te
stesso, per rilassarti, per pensare, per entrare in relazione con Dio. La
settimana biblica per esempio è molto semplice: prevede sei giorni lavorativi
ed uno di riposo. Il riposo spirituale ha un valore molto profondo che va
vissuto. Non si usa il giorno libero per entrare in un altro forsennato stress
vacanziero che alla fine ti lascia distrutto. In quel giorno lì, devi entrare
in un riposo particolare, spirituale, devi buttare l’orologio, aprire qualche
libro, ascoltare musica, dedicarti ad un hobby; ma soprattutto, appena alzato,
puoi rivolgere il tuo pensiero solo a Dio. Questo preparerà la tua anima al
nutrimento necessario. L’anima comincerà
a vivere e a crescere e manifesterà le sue esigenze alla tua coscienza. Dopo
un certo tempo che applichi qs semplice regola
sentirai la nostalgia del giorno di riposo; e lo aspetterai con grande
desiderio. Ci sarà una specie di orientamento degli altri giorni verso quello
di riposo il cui significato vero è l’eternità di Dio, al di fuori di ogni
concetto terreno di tempo. I sei giorni sussisteranno nella prospettiva del
settimo, così come la nostra vita è orientata all’eternità di Dio. Ti
verrà poi spontaneo poi, vivere quel giorno di riposo anche negli altri giorni
in piccoli spazi d preghiera e di pace. Avranno per te un effetto stabilizzante,
edificante, pieno di pace e sapienza. Avrai così un riposo spirituale continuo;
una pace interiore molto diversa da quella che vorrebbe darti il mondo. Ti
sarà semplice trasferire quei piccoli momenti ad altri omenti del giorno, anche
mentre fai altre cose come lavorare, guidare, andare dal fornaio. Ecco allora
che la tua anima vivrà su un livello superiore e sarà il vero controllore del
tuo cervello e del tuo comportamento. A
me manca moltissima crescita per arrivare a questo stato di serenità ed
equilibrio e benessere, però posso dire una cosa: da quando ho cominciato, da
quando il Signore si rivelò nella mia vita ad oggi ho fatto molti passi avanti
seguendo i Suoi consigli. Non
occorre una laurea per capirli, anzi riescono meglio proprio alle persone più
semplici. Si tratta solo di mettere in pratica quanto troviamo nelle Scritture
alla luce dell’amore cristiano guidati dallo Spirito di Dio (parole queste che
se non vivi attraverso un vero rinnovamento interiore
possono anche essere insignificanti). Il primo punto da ricercare dunque secondo me, non è il perfezionismo dell’ubbidienza magari fanatica delle regolette scritte, né il buonismo dell’”amiamoci tutti”, ma la sorgente d’acqua viva che trasforma miracolosamente il nostro cuore prima di ogni altra cosa; ovvero la comunione con lo Spirito di Dio. Solo in questo modo sapremo COME e QUANDO mettere in pratica gi insegnamenti che apprendiamo. In seguito poi trovare il modo di provare se quello che pensiamo di essere è vero davanti a Dio o solo nella nostra fantasia. Molti infatti sanno a memoria le Scritture ma usano la Parola di Dio solo per presentare se stessi. Un buon ambiente dove fare queste prove è il confronto con altri fratelli nelle nostre comunità. Indice posta - Indice Pensare - Home [1] Questo secondo me può dipendere da due fattori: a) in minima parte dalle caratteristiche innate, presenti fin dalla nascita; b) in massima parte dalla famiglia, quindi all’educazione, dall’ambiente, dalle esperienze formative all’atto della crescita. |
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