Bollettino libero cristiano evangelico  della "Piccola Iniziativa Cristiana" a cui tutti possono partecipare utile per la riflessione e lo studio biblico

 

 

UN GIOVANE CREDENTE PUO' FREQUENTARE UNA GIOVANE NON CREDENTE?

di Renzo Ronca - 5-2-13

 

 

 

 

 

 

DOMANDA: […] una sorella  mi diceva che sarebbe stata felice che suo figlio si fidanzasse con una brava ragazza. Io ho ascoltato tutto questo però poi ho detto a questa sorella che è non sufficiente che si trovi una brava ragazza, ma che abbia anche la stessa fede del ragazzo.

Questa mia sorella mi ha guardata con stupore e interrogazione come a dire che poi se ci sono differenze di fede poi Dio saprà ci penserà lui a cambiare le cose.

Fratello, perdonami, ma forse c’è un aspetto che tanti credenti non considerano. La Bibbia parla chiaro su questo argomento. Se avviene un matrimonio tra due persone, è vitale che siano della stessa fede, ne vale del loro destino eterno.

Non è così? [...]

 

RISPOSTA: Grazie cara sorella di questa mail. Ci fornirà l’occasione di riflettere con calma.

Siete due sorelle di fede e pensate di aver ragione entrambe, ed in parte è così. Ma vediamo meglio:

 

Prima di dare per scontate le risposte (in un verso o nell’altro) noi cristiani dobbiamo tener conto di una premessa importante: Gesù non ci ha dettato un nuovo decalogo ma ci ha donato lo Spirito Santo che è chiamato anche “di Verità”. Lo Spirito Santo che ha ispirato la Bibbia, con le lettere degli apostoli non ci ha voluto dettare un altro decalogo o “codice penale”,  ma è l’attività dello stesso Spirito del Risorto in noi, che ci spinge a riflettere e considerare con saggezza sapienza e mitezza ogni problema che sorge. E’ in questa elaborazione che lo Spirito di Dio e lo spirito nostro  trovano insieme la “verità” e la giustizia , ovvero ciò che è vero e giusto. E’ giusto mettere ogni questione davanti alla Bibbia come giustamente hai fatto tu, ma è necessario che tale lettura sia comunque compresa attraverso lo sguardo e la sapienza di Dio.

 

D'altra parte  (come diceva l’altra sorella) può essere giusto pensare che “Dio col tempo sistema ogni cosa” ma questo non significa che sia bene unirsi subito in matrimonio con chi non ha alcun interesse per il Signore.

 

 

Nel tuo caso è fondamentale dividere la trattazione a seconda che parliamo di conoscenza-fidanzamento oppure di matrimonio.

 

Se ho capito bene  stiamo parlando di una ipotesi di conoscenza, di un fidanzamento (in senso generico occidentale, non giudaico immagino); non stiamo parlando ancora di matrimonio. Una conoscenza tra due giovani che forse potrebbe anche portare al matrimonio, forse… in un futuro… giusto? Non è stato accennato mi pare,  ad un "impegno solenne", preso davanti a testimoni del tipo: “si io ti sposerò tra un anno, tra due mesi.. come sei, sei, anche senza Dio ti accetterò comunque” dico bene? (in quel caso l'impegno-fidanzamento pubblico legherebbe comunque chi lo pronuncia e meriterebbe molta riflessione prima di essere pronunciato).

 

Conoscenza-stare assieme- Se stiamo parlando di due giovani, uno credente ed una che non conosce il Signore (ma che non lo avversa) allora non c’è nulla di male a dare loro un certo spazio per conoscersi e per parlare. Non siamo un sètta dove tutti sono obbligati a socializzare solo con gli altri adepti. Se così fosse, allora come porteremmo il Signore per il mondo? Come potrebbero convertirsi le anime che non lo conoscono?

Quindi per il ragazzo credente, se si sente pronto a farlo, uscire con una non credente sarà l’occasione di provare a se stesso la fede che dice di avere (parliamo sempre di giovani maggiorenni e battezzati) e di provare a trasmetterle la fede che sente.

Molte sono le coppie che ho conosciuto in chiesa dove uno dei due è stato convertito dall’altro. Non c’è da scandalizzarsi né si deve allontanare dalla chiesa chi frequenta qualcuno fuori dalla chiesa.

 

Il punto difficile potrebbe sorgere qualora la non credente rimanesse tale per decisione consapevole ed il credente rimanesse tale per decisione già presa prima di conoscere lei.

 

Se arrivassero a questo punto i due giovani dovrebbero interrogarsi per vedere cosa c’è (se c’è) che unisce veramente il loro stare insieme;  poi da lì dovrebbero trarre le dovute conclusioni. Sarebbe lì il punto della decisione difficile. Non è facile vivere da sposati accanto a chi non ne vuole sapere di Dio.

Ma questo non mi pare ancora il tuo caso ipotizzato.

 

Del resto è bene accennare che non è facile nemmeno stare vicino ad un altro credente. Se mai nei momenti di crisi, tra credenti  è più facile ricostruire;  ma è il matrimonio in sé che oggi andrebbe rivisitato con equilibrio e maturità da parte di tutti, credenti o meno. Da quel che sento ai telegiornali c’è un’idea del "matrimonio sociale" molto diversa da quello di fede cristiana.

 

(Se l’argomento troverà sviluppi, altre domande o testimonianze specifiche saremo lieti di continuare a trattarlo)

 

 

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