Bollettino libero cristiano evangelico  dell'Associazione ONLUS  "Piccola Iniziativa Cristiana" a cui tutti possono partecipare utile per la riflessione e lo studio biblico

 

Se uno è preso dalla tristezza e dalla depressione, come potrà liberarsi?

di Gaetano Rizzo

 

Davvero una buona domanda. Oggi, come penso sappiamo in molti, questo male è decisamente molto diffuso e non solo fra i non credenti, ma cosa apparentemente strana anche fra i cristiani, nel popolo di Dio. Io stesso debbo riconoscere e ammettere che sono stato colpito da tale malattia psicologica e debbo ringraziare solo Iddio se ne sono uscito fuori. Certamente le condizioni del mondo senza Cristo, il quale giorno dopo giorno non fa altro che peggiorare e rendere sempre più pessimistica la situazione che ci circonda contribuiscono non poco a far avanzare questa “piaga mentale”. Come se non bastasse, a peggiorare ulteriormente la cosa vi è la stupidità umana la quale spinge l’uomo afflitto da tale problema a cercare soluzioni dappertutto tranne che nel posto giusto, ossia ai piedi del Figlio di Dio. Molti infatti provano a superare la depressione ricorrendo per esempio a farmaci, altri a sfogare la tensione con il cibo, ma ciò non risolve la cosa bensì ad essa si aggiungono altri mali come quelli fisici.  Certo, qui non si vuole denigrare l’importanza della medicina o l’aiuto che essa può dare nel superare la malattia, anzi anch’essa si dimostra in non pochi casi un valido strumento usato dal Signore stesso per combatterla. La stessa depressione quando si manifesta in modo grave e acuto non poche volte ciò è dovuto una disfunzione chimica nel cervello affrontabile con successo per mezzo di medicine appropriate. Allora dov’è il problema? L’errore grave è quello di escludere il Signore dalla propria vita non affidandosi a lui quando ci si trova in difficoltà. Lui è la principale ancora di salvezza, il vero consolatore, il solo in grado di guarire il nostro cuore e sanare le varie ferite causate dai problemi che possono presentarsi man mano durante il nostro cammino. Non dobbiamo dimenticarci che l’intervento medico per quanto sia utile è comunque fallibile, l’unico che non ci deluderà mai è Cristo, la rocca eterna, 1Corinzi 3,11.

Il Salvatore può aiutare i prigionieri della depressione nei modi più svariati, non solo direttamente ma persino tramite i suoi eletti. Confidarsi, esternare i propri sentimenti con persone a noi vicine specialmente se comprensive quando si è colpiti da uno stato di profonda tristezza, può essere di grande aiuto. Come detto in precedenza, nemmeno i credenti sono immuni da questa malattia e quando malauguratamente ne sono colpiti, confessare le proprie ambasce a conservi cristiani è sicuramente una soluzione efficace per uscirne e ritrovare finalmente un proprio equilibrio psicofisico e spirituale. Non dimentichiamoci che la Chiesa è il corpo di Cristo, e il Signore prova sempre grande gioia quando può operare attraverso di essa soprattutto per il beneficio di coloro che sono nel travaglio. E’ quindi un grande errore chiuderci in noi stessi senza esternare le nostre ambasce con altri o peggio ancora con Dio stesso. Perché dico questo? Capita che una persona depressa, e mi riferisco soprattutto ai credenti, consideri tale stato come una sconfitta oppure un motivo per vergognarsi. Tale errata predisposizione può portare la persona, col passare del tempo, a chiudersi sempre di più in se stessa, arrivando addirittura a negare il problema che l’affligge e rifiutando di conseguenza qualsiasi aiuto esterno. Ciò è gravemente sbagliato e per giunta persino pericoloso. Infatti la situazione in tali determinate condizioni peggiorerebbe solamente e il malato non farebbe altro che andare di male in peggio. Quindi nascondere tale infermità è decisamente una scelta infelice. Bisogna invece aprire il proprio cuore a Cristo e a un prossimo maturo e competente. Quanti benefici si potranno così ricevere! Più di quanto possiamo lontanamente immaginare! (Lo scritto completo si trova su http://gaetano.wikispaces.com/)

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