Bollettino libero cristiano evangelico  della "Piccola Iniziativa Cristiana" a cui tutti possono partecipare utile per la riflessione e lo studio biblico

 

DOMANDE SUL BATTESIMO PER IMMERSIONE DA ADULTI  - 1

di Renzo Ronca - 2-10-12- (Livello 2 su 5)

 

 

 

 

 

DOMANDA: Che necessità c'è di farlo così?

 

RISPOSTA: La stessa domanda si può fare per altre cose: che necessità c’era che Gesù andasse sulla croce? E perché proprio la croce? Non bastava farlo capire a parole? Perché la sofferenza?

 

Io tante risposte non le so dare (il bello è che più vado avanti e meno mi interessa darle),  so però che davanti al Signore (parlo di presenza e comunione vera con Dio) c'è un tipo di conoscenza completa, infusa, piena, per cui tutti i gesti diventano relativi e l'essere in Lui e viceversa è il tutto delle nostre aspettative.

Se poi dopo “rientrando in noi stessi”,  la mente i ragionamenti faticano a stare dietro a queste rivelazioni, e ci arrivano -se ci arrivano-  dopo molti anni, non lo so il perché. La mente può essere un limite, una difesa, un filtro utilissimo che però davanti a Dio si  dovrebbe aprire senza paura…   Ora il Signore è lo stesso che ha ispirato la Bibbia e da essa possiamo trarre un comportamento adeguato, che questo comportamento si capisca del tutto o meno.

Possiamo tentare di dare comunque delle risposte “umane”: 

 

a)I battesimi e i riti di iniziazione erano noti all’uomo fin dall’antichità. Un eventuale insegnante, per comunicare ad esempio il senso di una morte e di una rinascita, si serve di quello che ha sottomano, cioè  l’esempio simbolico preso dai fatti e dalle abitudini in atto che più si avvicina al concetto che vuole trasmettere: egli sceglie quello più adatto alle persone con cui hai a che fare e a cui vuole trasmettere l’idea, la nozione, il concetto. Se tu dovessi fare un corso alle casalinghe non useresti  termini e non compiresti gesti comuni in cucina, che loro possano capire?

 

b) Simboli come l’acqua, il fuoco, il vento, la terra, il cielo, il sole, la luna le stelle… sono simboli forti, validi in tutto il mondo,  a cui l’uomo può fare riferimento con una certa facilità. Entrare in acqua dà l’idea di morire, uscire dall’acqua (anche amniotica, l’acqua del parto) dà l’idea di nascere.

 

c) di “necessario” in senso assoluto, come “dovere”, non c’è nulla, nemmeno il battesimo, dipende dal valore che gli diamo. E’ il valore che diamo al gesto che costituisce la necessità o meno. Se il Signore Gesù ha fatto così, un motivo ci sarà, per me ha un grande valore, e a me basta, visto che ho preso Lui come modello della mia vita.

 

d) la sacralità. Molto ci sarebbe da dire su questo termine, ma sarebbe poi pesante la risposta. Diciamo che un gesto è reso sacro quando in esso è presente Dio. Quando Gesù si battezzò a 30 anni per immersione davanti a Giovanni Battista, fu attestato dalla voce del Padre e dalla presenza dello Spirito Santo. Ora se Padre Figlio e Spirito Santo erano lì mentre quel gesto si compiva, un motivo ci sarà per considerare questa modalità del battesimo come importante, come "da fare allo stesso modo" se vogliamo seguire Gesù, come un gesto che può essere “sacro”, no?

 

e) L’importante è non idealizzare il rito e farne una cosa che può sembrare addirittura magica, attribuendo ad essa virtù particolare. Nella chiesa cattolica per esempio “l’acqua benedetta” ha proprietà particolari come il segno della croce ecc. Noi su questo non possiamo essere d’accordo.

(segue)

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