Bollettino libero cristiano evangelico  dell'Associazione ONLUS  "Piccola Iniziativa Cristiana" a cui tutti possono partecipare utile per la riflessione e lo studio biblico

 

DIO ESISTE OPPURE NO?

di Renzo Ronca - 3-9-12

 

 

 

 

 

 

DOMANDA:E' un semplice discorso di fede,che puo' avere significato solo per un
credente:non lo sono e piu'leggo articoli di tale contenuto e piu' mi
convinco che il nocciolo della questione sta tutto in una semplice
domanda."DIO,ESISTE OPPURE NO?".UNA RISPOSTA O,MEGLIO,UN COMMENTO,MI
SAREBBE MOLTO GRADITO.PACE E BENE A TUTTI VOI.

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RISPOSTA: E’ vero, il nocciolo della questione iniziale è quello dell’esistenza o meno di Dio, come punto di partenza. Il resto degli scritti che mettiamo nel sito (seppure diversificato in qualità e livelli di fede e maturità) generalmente va a chi ha già risposto in modo affermativo a qs domanda. E' giusto ricordarsi anche di chi non ha ancora effettuato la scelta esistenziale fondamentale. La ringraziamo per la sua mail.

 

 Non vorrei aprire una disquisizione sull’esistenza di Dio, ce ne sono tante in rete e scritte da persone molto più preparate di me. Esprimerò solo il mio punto di vista sperando che possa essere utile.

 

[Per quel che mi riguarda una risposta l’ho data, cioè “Si, Dio esiste”, ma non ho avuto merito alcuno, in quanto ho solo constatato questo fatto. La mia persona (corpo, psiche, spirito, mente, anima, mettici tutto quello che si vuole) ha potuto rendersi conto (vedere, sentire) dell’esistenza del Signore e relazionarsi con Lui come Essere Vivente. Da quel momento dunque non ho più avuto questo dubbio. Non credo sia prerogativa solo mia, potranno cambiare le intensità e le modalità, ma il rapporto interiore con Dio è la base della fede di ogni cristiano “nato di nuovo”.]

 

L’ipotesi che presento sull’esistenza di Dio

 

Non ci sono prove, ripeto è solo una possibilità, che però merita di essere ascoltata con attenzione. Dirò delle cose in forma schematica e sintetica; vorrei che non ci si soffermasse sulle parole ma si cercasse di andare oltre, cercando di capire il concetto, infatti di molte parole che usiamo regolarmente e che diamo per scontate, non conosciamo ancora la profondità e l’altezza.

 

1) Dio come Essere. Per poter comprendere il ragionamento che seguirà dobbiamo partire da questa ipotesi: Dio è un Essere, una Persona (in quanto capace di ragionare, pensare, volere, esprimersi, decidere, ecc) e non è un concetto generico tipo “il bene”. Nessuno obbliga le persone a crederci, ma per chi vuole, il punto di partenza è questo: Dio come un Essere vivo. O accettiamo l'ipotesi oppure no. Se uno non vuole accettarla è inutile andare avanti.

 

2) Concetti di vita e dimensioni - Immaginarci “Dio vivo” non è possibile se rimaniamo nel nostro stato terreno. Per comprendere questo importante argomento consiglierei di leggere il nostro precedente scritto: LE DIMENSIONI - CONSAPEVOLEZZE”;

 

3) Sono convinto che Dio, questo Essere misterioso, ci abbia davvero creati (con tutti gli spazi infiniti dietro questa parola) e in qualche angolo della nostra mente sia rimasta come una recondita appartata memoria di Lui. Su questo “imprinting di Dio” e sull’azione di Dio nell’inconscio dell’uomo  sarebbe consigliabile approfondire con altri nostri scritti, anche se possono sembrare piuttosto impegnativi, tra cui AZIONE DI DIO NEL SINGOLO UOMO-1 (e segg.)

 

4) Per un qualche motivo, la cui comprensione a cavallo tra simbolo, mito e verità ci sfugge nella sua interezza, l’uomo si è dimenticato/allontanato da Dio e nasce e vive come alla deriva.

 

5) Da questo allontanamento ad oggi l’azione primaria di Dio, che si riassume nella frase “Dove sei?” di Genesi 3:9, consiste in un richiamo, in un raduno di tutti gli uomini. Il suo richiamo è fuori e dentro le nostre coscienze e si manifesta in vari modi non sempre comprensibili, anche in inquietudini di vario genere, ma che in Lui trovano pace.

 

6) A chi persegue questa pace e vuole seguire questa attrazione di Dio, anche se ancora non Lo conosce, ecco che si apre una strada. Questa strada o cammino o conversione o santificazione  o consacrazione (in base al grado di impegno) non è sempre chiara e logica, ma è quella che Dio ci presenta. La presenta in base alla Bibbia che è la raccolta dei Suoi insegnamenti, e la attesta in base al Suo Spirito, ovvero la Sua presenza nella nostra coscienza.

 

7) Nessuno deve sentirsi obbligato a percorrere questo cammino, però nessuno è autorizzato a servirsene modificandolo e asservendolo ai propri scopi (parlo delle dottrine distorte di molte chiese). Il percorso è abbastanza semplice e non è cambiato dal tempo di Mosè ad oggi. Il Cristo ce lo ha reso più comprensibile. Molto importante per questo argomento è lo studio del santuario: vedi Mi facciano un santuario (e segg)

 

8) In pratica Dio (conosciuto o sconosciuto dall’uomo) è sempre stato vicino all’uomo cercando di proteggerlo e guidarlo. In Cristo si è rivelato aprendoci delle comprensioni anche sul futuro che prima era solo accennato. Sappiamo con più precisione che i tempi stanno maturando e siamo vicini ad un evento decisivo per la nostra storia sulla terra: il raduno di Dio è quasi completato. Presto il Signore tornerà e rapirà tutti quelli che hanno creduto in Lui, da Abramo fino ad oggi. E’ un po’ come se si chiudesse un ciclo esistenziale per aprirsene un altro (il millennio).

 

9) Possiamo dunque concludere che Dio si è sempre presentato/offerto all’uomo come possibilità di salvezza. La fede è appunto credere o meno a questa possibilità. Questa è la fase del “periodi di grazia” che stiamo vivendo. Abbiamo tutti la possibilità di conoscere Dio, di “nascere a nuova consapevolezza” in Lui e liberarci dalle radici di ciò che ci allontanò dal Suo amore. Ripeto ancora: è una possibilità che abbiamo. Dio non deve dimostrarci niente, tanto meno la Sua esistenza! Lui c’è, e bussa la nostro cuore.  Chi vuole, se vuole, se accetta questa possibilità, può crederGli ed “aprirsi” a Lui; ma se non vuole non aprirà. Sarà lasciato in ciò che ha scelto di seguire e di essere.

 

Se qualcuno non sa decidersi, sarà il tempo a decidere per lui: se uno rimanda la decisione, la rimanda oggi la rimanda domani… alla fine se ancora non ha scelto il Signore, cioè non avrà avuto fiducia in Lui,  sarà più o meno come uno che gli ha detto subito di no, anzi forse sarà peggio dell'ateo convinto, perché avrà vissuto una vita più tormentata resistendo a quanto voleva nascere da dentro di sé .

 

 

 

 

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