Bollettino libero cristiano evangelico  della "Piccola Iniziativa Cristiana" a cui tutti possono partecipare utile per la riflessione e lo studio biblico

 

Un errore grave da non commettere: “Se ho rallentato la riflessione biblica, vuol dire che mi sento meglio..” - di Renzo Ronca - 12-6-12

Ci capita spesso, nella nostra corrispondenza di “espansione spirituale”, di vedere persone che si avvicinano per ricercare Dio, ma anche per delle irrequietezze e scontentezze e malesseri di vario genere; noi cerchiamo di avvicinarle  al Signore, Il Quale le aiuta. Poi quando queste si sentono meglio, pur se riconoscenti al Signore, allentano la loro regolarità della preghiera e dell’ascolto biblico giornaliero. Dicono: “adesso sto meglio, non occorre più che tutti i giorni vada a pregare o vada a cercare risposte.. ho già quello che mi serviva per stare bene. Ho fede, sto bene, che altro mi manca?”

Questo è un errore grave, seppure commesso per inavvertenza: cerchiamo di capire perché.

1) Dio non serve all’uomo perché l’uomo si senta meglio e basta. Se così fosse allora Dio sarebbe un consumistico prodotto del nostro bisogno.  Sarebbe una via di mezzo tra ateismo e fede egoistica: una via indipendente autosufficiente, un dire “io me la so cavare da solo, so già cosa devo fare nella vita, ma nel caso avessi bisogno so che pregando Dio, Lui mi aiuterà a superare il mio problema”. Dio non sta ai nostri ordini mentre viviamo la “nostra” vita, non è il mezzo di risanamento in servizio alla nostra volontà.

2) Il nostro scopo nella vita non è “stare bene”, ma conoscere Dio.

3) “Stare bene” fisicamente e psicologicamente non ci cambia, anzi magari ci inserisce meglio in un tessuto sociale discutibile. Chi ha detto che “stare bene” in mezzo alle continue ingiustizie, violenze, povertà e sofferenze di questo tempo sia giusto? E’ il nostro modo di “stare bene” che deve cambiare. Sto bene perché sono sazio fisicamente o sto bene perché sono in comunione con Dio? E come faccio ad essere in comunione con Dio se non mi curo del mio prossimo? E se il mio prossimo sta male, come posso io stare tanto bene solo per me stesso? E’ il mondo che invece ci porta a stare bene egoisticamente, a soddisfare tutte le nostre voglie.

4) Sapere che Dio esiste non è conoscerLo. E conoscerLo non è sempre essere in sintonia con Lui, nella Sua grazia. Uno può anche aver conosciuto Dio ma rimanerGli avversario (come Satana per esempio).

5) Se tu hai trovato Dio e lo ami, allora comprendi che amarLo  non è vivere su una nuvoletta dove stai bene solo tu, ma è prendersi cura degli altri, di quelli anche fuori dalla tua ristretta cerchia familiare, di quelli che ancora non sono arrivati a seguire Dio.

6) Dio non ci ha mai parlato di una situazione ferma terrena, statica, come se uno una volta che sta bene ed ha fede si possa mettere seduto a guardare il fiume che scorre. Seguire il Signore è vivere la traiettoria che lo Spirito Santo ci invita a percorrere. C’è una direzione, c’è un ringraziamento.

7) La direzione è la prospettiva all’incontro con il Signore, un incontro vero, che avverrà presto, appena Lui tornerà. Ci vole una preparazione interiore per essere trovati pronti a riceverLo e a seguirLo, perché non resteremo qui in terra, ma saremo con Lui rapiti oltre la terra.

8) Il ringraziamento è la conseguenza, la consapevolezza continua, di chi siamo noi (creature perse nel tempo e nella periferia dello  spazio) e di chi è Dio (un Essere che si abbassato fino a noi per riportarci “a casa”, dove sta Lui non dove stiamo noi). La nostra lode è il ringraziamento perenne della vita eterna che ci viene offerta.

9) Se Dio ci ha avvicinato a Sé (magari anche guarendoci da depressioni o malattie), allora non fermiamoci, ma proprio adesso che stiamo relativamente bene, sfruttiamo questa serenità mentale per poter capire bene il messaggio del Signore. Cosa desidera da te, per esempio. Glielo hai mai chiesto? Se Lui avesse una specie di disegno un progetto in cui volesse inserirti per il tuo bene? Non vuoi conoscerlo?

10) Il rallentare, il diminuire gli incontri di preghiera personale con il Signore è come allontanarsi dalla persona amata. Un giorno perso porterà un altro giorno perso, un periodo lungo senza l’amato porterà un altro periodo più lungo…. di  ed alla fine non riconoscerai più la voce di chi ti amava. C’è il rischio che ti ritroverai solo un’altra volta. Se ti allontanerai da Dio che ti resterà se non una morte lenta? Morirà prima lo spirito, poi il sentimento, alla fine anche il corpo. “Io sono la vite, voi siete i tralci. Colui che dimora in me e nel quale io dimoro, porta molto frutto; perché senza di me non potete far nulla”. (Giovanni 15:5)

Approfitta allora  del fatto che stai meglio per impegnarti di più nel seguire il Signore, che ti aprirà la mente mostrandoti la Sua casa.

 

 

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