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Un affezionato lettore ci chiede che ne è dell’anima dopo la morte e se Gesù è Dio oppure no, perché in alcuni punti della Scrittura trova contraddizioni.
Caro lettore, le tue domande sono più che legittime, tuttavia mi hanno procurato un certo disagio. Da quando ebbi la grazia della rivelazione del Signore, mi sono interessato sempre meno a queste ricerche. La consapevolezza dell’amore di Gesù vivo, la certezza della salvezza, il desiderio sempre più forte di essere a Lui unito, l’attesa fiduciosa del Suo ritorno e il tentativo di servirLo cercando di fare le cose che a Lui piacciono riempiono completamente e serenamente le mie giornate. Per dirla in maniera più chiara userò le parole del caro fratello Angelo Galliani: “tali questioni mi sembrano un po' "speculative", ed assai scarsamente legate alla realtà del nostro cammino di fede. Non di rado, chi le solleva, è sospinto più da una vaga curiosità, che non dal desiderio di conoscere quel che Dio ha da dirci, per guidarci nella nostra vita reale. Del resto, non è un caso che se ne parli tanto poco nelle pagine del N.T., e dei vangeli in particolare.” Tuttavia una risposta è giusto darla e vorrei che non fosse solo la mia. Il problema è come. Già mettersi d’accordo su cosa si intende per “anima”, è un’impresa, figurarsi il resto. Ho tentato una piccola ricerca per vedere se possibile di realizzare una sintesi delle dottrine più diffuse ma c’è una tale diversità di interpretazioni tra le chiese che per ora mi pare inutile riportarle perché si creerebbe solo confusione. Tuttavia, se ci fossero altre richieste potremmo provarci in seguito, magari con un dossier specifico. Il guaio è che molti parlano, ma pochi hanno conosciuto davvero il Signore. Ed anche tra quelli che l’hanno conosciuto la tentazione di dare la risposta a tutto, magari servendosi delle frasi bibliche, è molto grande. Uno dovrebbe limitarsi, secondo me, al mandato ed alle rivelazioni che ha ricevuto dal Signore, non ad insegnare le dottrine che ha studiato o che ha dedotto da solo; non è necessario che tutti siano dottori della Bibbia. Vedi io sono spaventato quando uno studioso della Scrittura dimostra, versetti alla mano, quanto è grande l’inferno, di cosa è composto, quanto tempo rimane aperto, quanto pesa la nostra anima e a che ora tornerà Gesù. No. Sinceramente non credo che questo sia l’approccio giusto alle cose di Dio. Prima ci si apre al Signore, poi dopo il ravvedimento e la salvezza per grazia, chiedendo lo Spirito Santo, ci si lascia guidare per la via giusta. Per quel che mi riguarda la via giusta è la consacrazione e l’evangelizzazione, nell’attesa del ritorno di Gesù. Ad ogni modo su questi argomenti ti invierò in disparte quello che personalmente io credo; per quanto non lo ritenga importante. Per l’altra domanda invece sulla divinità del Cristo, possiamo dire che è un punto centrale del cristianesimo (non condiviso solo dai Testimoni di Geova con cui probabilmente hai dei contatti). Ti invierò un breve studio del fr. Toppi delle ADI che termina in questo modo: <…Quindi
la speranza della salvezza è riposta sulla divinità di Cristo. Se non fosse il
Figliuolo di Dio, nessuno potrebbe ottenere il perdono dei peccati; se non fosse
il Figliuolo di Dio, il riscatto del peccatore sarebbe impossibile, e l'uomo non
potrebbe mai vedere Iddio. Cristo non sarebbe il Messia promesso e noi saremmo
ancora sotto una condanna di morte. "Dio
è stato manifestato in carne" e noi siamo liberi (1 Timoteo 3:16).>
Gesù
ci rivela Dio stesso, così come è scritto: “Se mi aveste conosciuto, avreste
conosciuto anche mio Padre; fin da ora lo conoscete e l'avete visto». Filippo
gli disse: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». Gesù gli disse: «Da
tanto tempo io sono con voi e tu non mi hai ancora
conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre; come mai dici:
"Mostraci il Padre"?”
(Giovanni 14:7-9) La
Scrittura è l’espressione viva con cui Dio ci comunica Se stesso. E’
da ascoltare, da assaporare più che da usare come un codice dottrinale. O
ci si apre ad essa con fiducia nelle promesse di
Dio o si resta chiusi. Aprirsi alla Scrittura in maniera razionale senza
il timor di Dio è come il patologo che seziona un cadavere: pezzi staccati di
un corpo senza più vita. Caro
lettore, oggi come qualche anno fa tu cerchi sempre cose attorno a Dio…
non credi sarebbe ora di conoscerLo direttamente? C’è un solo modo,
credimi, per entrare nel regno di Dio: usare la “porta giusta” che è Gesù.
Nutrirsi del Suo pane, cioè della Sua parola. Leggere ed ascoltare
continuamente il Vangelo. Lui che è il grande Pastore saprà guidare il tuo
cuore. Coraggio datti da fare!
Prega nella solitudine della tua stanza ed apriti al Signore che viene! Occorre
solo un coraggioso atto di fiducia. Come ogni volta che si ama qualcuno. Un caro
saluto.
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